ACCORDO NUCLEARE TRA RUSSIA E BANGLADESH. UN ALTRO PROBLEMA PER L’ ( IN )SICUREZZA DELL’ASIA .

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Mentre gli ispettori dell’Iaea sono in Iran per entrare nel misterioso impianto nucleare di Qom e Teheran rifiuta accordi con i grandi del pianeta sull’arricchimento dell’uranio (e questi accusano gli iraniani di averli ingannati), mentre il Pakistan si lecca ancora le ferite dell’incredibile attentato kamikaze in bicicletta alla sua base nucleare militare, mentre a Bagdad le bombe qaediste esplodono e fanno strage dentro la "sicurissima" e "impenetrabile" zona verde, mentre in Afghanistan i talebani dilagano affondando come un coltello nel burro di un governo che si regge sui brogli e l’imbroglio dell’opinione pubblica internazionale… gli ineffabili russi pensano di aggiungere un altro po’ del loro già enorme contributo per rendere il l’Asia meridionale ancora più instabile.

A Mosca il Bangladesh e la Russia hanno firmato un protocollo d’intesa per l’utilizzo (naturalmente) pacifico dell’energia atomica. Così lo Stato-mercato energetico russo si mette in pole position per costruire una centrale nucleare in uno dei Paesi islamici più popolosi, poveri, instabili e a rischio ambientale del mondo.

Secondo l’agenzia Unb, «Il protocollo è stato firmato il 21 ottobre a Mosca, nel corso della visita in Russia di una delegazione del Bangladesh guidata dal ministro per la scienza, l’informazione e la tecnologia della telecomunicazione, Yeafes Osman».

Il protocollo d’intesa prevede la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto Russia-Bangladesh.

Secondo Osman «Il governo del Bangladesh si pone come obiettivo di produrre 20.000 MW di elettricità prima del 2021 per assicurare l’élettrificazione dell’insieme del Bangladesh. L’energia nucleare è una delle maggiori opzioni del Bangladesh».

Né ai russi, né al governo di Dacca, sembra molto interessare cosa sarà il Bangladesh nel 2021 con la sua crescita demografica spaventosa e il mare che si sta mangiando il delta del Gange, né come la scelta nucleare del Paese influirà sugli equilibri del subcontinente indiano, già alle prese con lo scontro pericolosissimo tra le due potenze atomiche già esistenti: India e Pakistan, figlio della stessa divisione che poi ha dato vita al Bangladesh.

Un film che i registi del nucleare russo hanno già girato negli impianti nucleari "civili" dell’Iran e che si è trasformato nell’incubo della bomba islamica (già in possesso del Pakistan), ora si pensa di replicare la scena in un cinema molto più affollato e disastrato, ma semopre islamico, fiono a che anche il Bangladesh non reclamerà il suo diritto ad avere la bomba per difendersi dagli ingombranti vicini indiani o magari per appoggiarli contro gli ex padroni pakistani…  ( Fonte: greenreport.it)

Redazioneonline- Osservatorio Internazionale

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