Deutsche Bank ha messo da parte 225 milioni di euro per far fronte alla “supertassa” inglese sui bonus accordati ai dipendenti degli istituti di credito.
Il colosso bancario - riferisce il Financial Times - ha infatti fatto sapere di non voler vedere «distrutti» i propri business in Gran Bretagna, cosa che accadrebbe, secondo i dirigenti, qualora lo staff non fosse adeguatamente premiato. Ad esporsi in prima persona, su questo punto, è stato l’amministratore delegato del gruppo, Josef Ackermann, che ha aggiunto come la cifra sia stata raccolta attraverso una «condivisione dell’onere» tra gli azionisti e i dipendenti.
Il gigante finanziario tedesco è diventato così la prima grande banca a rivelare quanto si aspetta di dover sborsare al governo di Londra, a causa dell’imposta una-tantum del 50% che grava sui bonus superiori alle 25 mila sterline. «Non possiamo evitare di pagare bonus senza che questo abbia pesanti ripercussioni», ha aggiunto Ackermann, che ha anche colto l’occasione per “mettere le mani avanti” di fronte all’ipotesi (per altro ancora mai paventata da Downing Street) di una riproposizione della tassa anche nei prossimi anni: «I gruppi finanziari valuterebbero a quel punto la possibilità di lasciare Londra».
Deutsche Bank ha annunciato ricavi netti per 5 miliardi di euro relativi all’esercizio del 2009, rispetto al record di perdite patite nell’anno precedente, pari a 3,9 miliardi di euro. A preoccupare, tuttavia, è il risultato dell’ultimo trimestre, ben peggiore rispetto al periodo luglio-settembre. ( Fonte: valori.it)
Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, ha ricevuto il suo premio in azioni per i risultati operativi conseguiti nel 2009. Circa 10 milioni di dollari.
Che arrivano pochi giorni dopo la notizia relativa al pagamento complessivo stimato per il dirigente, sempre relativo allo scorso anno, che dovrebbe essere compreso tra 15 e 20 milioni di dollari. Si tratta di una retribuzione record - sottolinea il Financial Times - che potrebbe costituire un termine di paragone per molte altre grandi compagni di Wall Street.
Già l’omologo di Dimon presso Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, dovrebbe intascare una cifra non lontana dai 20 milioni tra azioni e pagamenti cash, anche se il board della banca non si è ancora riunito per discutere dei bonus da concedere ai top manager. Ufficialmente, infatti, Goldman non ha voluto commentare le indiscrezioni sulla possibili remunerazioni dei suoi dirigenti, spiegando solo che esse saranno in linea con le performance della compagnia. È facilmente immaginabile che tra le argomentazioni in difesa dei premi milionari ci saranno alcuni paragoni con il passato (Blankfein nel 2007 fu pagato complessivamente 68 milioni tra stipendio base, azioni, opzioni e pensione).
Tornando a JPMorgan, che annuncerà nei prossimi giorni le cifre ufficiali degli stipendi, il quotidiano inglese specifica come sia probabile che Dimon eviti di capitalizzare attraverso la vendita delle azioni. ( Fonte: valori.it)
In Francia è scoppiata una nuova polemica che coinvolge il sistema bancario. A lanciarla, stavolta, è stata la Commissione nazionale per l’informazione e la libertà (CNIL), che ha indicato ieri con una lettera scritta agli eurodeputati francesi di prendersi carico del malcontento suscitato dal progetto di accordo anti-terrorismo con gli Stati Uniti.
L’Unione europea potrebbe infatti concedere alle autorità americane il diritto di accedere ai dati bancari dei cittadini del Vecchio Continente, in nome dello sforzo per la sicurezza che il mondo occidentale sta portando avanti negli ultimi anni.
Alex Türk, presidente della CNIL, ha ammonito che un simile accordo «potrebbe mettere in discussione il livello di protezione dei dati personali degli europei». Una posizione che probabilmente sarà esposta dai parlamentari francesi a Bruxelles la settimana prossima, quando i rappresentanti dei 27 Paesi membri dell’Ue dovranno pronunciarsi sulla proposta di accordo.
Ieri, intanto, la commissione per le Libertà civili e la Giustizia del parlamento comunitario ha votato a maggioranza contro il progetto di cooperazione con cui si vuole concedere agli Usa di accedere alle informazioni della rete interbancaria Swift, che gestisce i flussi finanziari di quasi 8 mila società in tutto il mondo. ( Fonte: valori.it)
Quattrocento milioni di euro. È questa la cifra che potrebbe incassare il fisco tedesco grazie alla lista di presunti evasori che hanno depositato i propri capitali all’ombra del segreto bancario svizzero.
A stimare la cifra è, questa mattina, un articolo apparso sul quotidiano Süddeutsche Zeitung, che specifica tuttavia come gli inquirenti di Berlino stiano ancora esaminando i contenuti delle informazioni estratte dal compact disc che contiene i dati bancari.
Fino ad ora sono state vagliate un centinaio di posizioni, e per questo - sebbene sia stato possibile stimare la quantità di denaro che potrà essere recuperato - è ancora presto per stabilire il numero esatto di persone che hanno aggirato le imposizioni. Tuttavia, anche da questo punto di vista esistono delle prime «stime interne» che permettono di stabilire come la cifra di contribuenti tedeschi che evadono il fisco possa aggirarsi intorno alle 100 mila persone. Esse hanno sottratto alle casse pubbliche 23 miliardi di euro.: «Più dell’80% dei tedeschi che hanno depositato denaro in Svizzera - scrive il quotidiano -, ed in particolare presso Crédit Suisse, lo hanno fatto allo scopo di evadere le tasse». ( Fonte: valori.it)
Secondo gli ultimi dati del Dipartimento del Lavoro USA, il tasso di disoccupazione è diminuito da 10% al 9.7%. Alla notizia che 541.000 americani in più hanno trovato lavoro a gennaio, John Silva, capo economista di Wells Fargo, risponde che si tratta di un risultato "coerente con il continuo miglioramento del mercato del lavoro". Il dato però è in gran parte il risultato di aggiustamenti stagionali senza i quali non sarebbe stato positivo
Il dato sull'occupazione degli Stati Uniti in gennaio invia segnali difficili da interpretare, sospesi tra l'ottimismo per i miglioramenti evidenziati e il timore che questi poggino su un terreno troppo fragile. Secondo il dipartimento del Lavoro americano, il tasso di disoccupazione è passato dal 10% al 9,7% il mese scorso, il livello più basso da agosto 2009. Il dato è stato ottenuto tramite uno studio del dipartimento, che ha mostrato come 541.000 americani in più hanno trovato lavoro il gennaio. Ma è in gran parte il risultato di aggiustamenti stagionali senza i quali non sarebbe stato positivo. Una ricerca effettuata su un campione separato, ha mostrato infatti che i datori di lavoro hanno soppresso 20.000 posti di lavoro. La Casa Bianca ha detto che si tratta comunque di "segnali incoraggianti". Sono queste le parole usate da Christina Romer, presidente del Council of Economic Advisors, tra i principali consiglieri del presidente Barack Obama. È comunque troppo presto per gli eccessi di ottimismo. Romer ha detto che andando avanti "ci saranno ancora ostacoli sulla strada".
Secondo John Silva, capo economista di Wells Fargo, i dati di fanno comunque ben sperare. "La gente semplicemente ha trovato lavoro", ha detto, e questo è "coerente con il continuo miglioramento del mercato del lavoro".
Il dipartimento ha però rivisto alcune cifre, mostrando un quadro peggiore di quanto reso noto in precedenza: da quando la recessione è iniziata in piena era Bush, nel dicembre 2007, l'economia ha perso 8,4 milioni di posti di lavoro, e non 7,2 milioni come era stato detto. Si tratta della più alta percentuale di posti di lavoro persi tra qualsiasi recessione avvenuta negli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale.
Gli analisti ritengono che l'economia possa generare tra 1 o 2 milioni di posti di lavoro quest'anno, e che ci vorranno dai tre ai quattro anni perché il mercato del lavoro torni vicino alla normalità. I posti di lavoro perduti in gennaio sono stati comunque la cifra più piccola dall'inizio della recessione, e sono cifre quasi positive rispetto ai drammatici 779.000 posti perduti in gennaio 2009, ancor prima che Obama divenisse presidente.
non verranno chiarite le imprese, in particolare quelle piccole, saranno restìe a fare nuove assunzioni", ha detto Hank Smith, capo degli investimenti a Haveford Investments. ( Fonte. americaoggi.info)
L'economia mondiale migliora ma è necessario andare avanti con i piani di stimolo. Il G7 non morirà e continuerà a riunirsi avendo dimostrato di essere una risposta efficace alla crisi, i cui costi dovrebbero essere condivisi anche dalle istituzioni finanziarie, anche se - secondo fonti tedesche - non ci sarebbe un accordo sulle modalità per fare questo.
Ribadendo l'impegno a regole comuni, i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali del G7 affermano che all'interno di un framework comune sono possibili delle specificità nazionali e che - affermano il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde - le norme non ostacolano la ripresa. Queste le conclusioni del G7 di Iqaluit, svoltosi sullo sfondo delle difficoltà della Grecia e il timore di un effetto domino su altri paesi europei, Spagna prima fra tutti. "Abbiamo parlato di Spagna, Grecia e Portogallo.
Abbiamo spiegato ai nostri partner che dobbiamo risolvere i problemi senza coinvolgere il Fondo Monetario Internazionale" afferma il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Junker. "Abbiamo fornito un aggiornamento sugli sforzi e l'impegno del governo greco.
I paesi dell'area euro continueranno a monitorare l'attuazione del programma di stabilità. Aspettiamo e siamo fiduciosi - spiega il presidente della Banca Centrale Europea, Jean- Claude Trichet - che il Governo greco assuma tutte le iniziative" per riportare il deficit sotto il 3% del Pil entro il 2012. "Abbiamo ricevuto degli aggiornamenti sulla situazione. Il debito europeo è una materia dell'Unione Europea non del G7" osserva il ministro delle finanze canadese Jim Flaherty. L'economia mondiale "migliora, ci sono buoni segnali ma bisogna continuare con gli stimoli" mette in evidenza Flaherty, aprendo la conferenza stampa conclusiva. "Siamo impegnati a mantenere il sostegno alle nostre economie fino a che non ci sarà una forte ripresa", gli fa eco il cancelliere dello scacchiere Alistair Darling.
"La ripresa globale è partita" e sembra "più veloce" di quanto inizialmente previsto: "continueremo - osserva il segretario al Tesoro Timothy Geithner - le azioni per rafforzala". In merito alla riforma della finanza, Geithner ha precisato che ci saranno regole comuni, "con diversi approcci ma non divergenze". Dello stesso avviso sia Lagarde sia Draghi. "C'é un completo consenso per ridurre al massimo l'arbitraggio regolamentare", di cui qualcuno potrebbe approfittare. Ma all'interno di "floor comune" di regole per il capitale e la liquidità, un "discorso diverso è quello del too big to fail", in quanto i casi ci sono specificità nazionali. "Non è vero che la nuova regolamentazione impedisca la ripresa" perché sarà adottata con "la dovuta gradualita" osserva Draghi.
Il G7 si è impegnato - riferisce Flaherty al termine della riunione - a lavorare con le istituzioni e i creditori internazionali di Haiti affinché le venga condonato il debito. I ministri e i governatori si sono poi confrontati sul futuro del G7 , che non sparirà e si riunirà a margine dei lavori del Fmi in aprile a Washington. "È importante in termini di coesione monetaria e fiscale" osserva Lagarde. "Questo incontro - aggiunge Flaherty - è la prova che il G7 può rappresentare la prima risposta alle crisi". ( Fonte: americaoggi.info)
Per consultare la Rubrica “Portafoglio” è indispensabile aver letto le Note Legali riportate sul sito, con particolare attenzione al Paragrafo “Avvertenze per gli investitori”. Il lettore quindi dichiara di aver preso visione delle suddette avvertenze.
08/02/2010
INVESTIMENTI
STRATEGIE
A2A
NESSUNO
NESSUNA
ANSALDO STS
NESSUNO
NESSUNA
ATLANTIA
NESSUNO
NESSUNA
AUTOGRILL
NESSUNO
NESSUNA
BANCO POPOLARE
NESSUNO
NESSUNA
BANCA MPS
NESSUNO
NESSUNA
POPOLARE MILANO
NESSUNO
NESSUNA
BULGARI
NESSUNO
NESSUNA
BUZZI UNICEM
NESSUNO
NESSUNA
CIR
NESSUNO
NESSUNA
DAVIDE CAMPARI
NESSUNO
NESSUNA
ENEL
NESSUNO
NESSUNA
ENI
NESSUNO
NESSUNA
EXOR
NESSUNO
NESSUNA
FIAT
NESSUNO
NESSUNA
FINMECCANICA
NESSUNO
NESSUNA
FONDIARIA
NESSUNO
NESSUNA
GENERALI
NESSUNO
NESSUNA
GEOX
NESSUNO
NESSUNA
IMPREGILO
NESSUNO
NESSUNA
INTESA SAN PAOLO
NESSUNO
NESSUNA
ITALCEMENTI
NESSUNO
NESSUNA
LOTTOMATICA
NESSUNO
NESSUNA
LUXOTTICA
NESSUNO
NESSUNA
MEDIASET
NESSUNO
NESSUNA
MEDIOBANCA
NESSUNO
NESSUNA
MEDIOLANUM
NESSUNO
NESSUNA
MONDADORI
NESSUNO
NESSUNA
PARMALAT
NESSUNO
NESSUNA
PIRELLI
NESSUNO
NESSUNA
PRYSMIAN
RIALZO
NESSUNA
SAIPEM
NESSUNO
NESSUNA
SNAM RETE GAS
NESSUNO
NESSUNA
STMICROELECTRONICS
RIALZO
NESSUNA
TELECOM ITALIA
RIALZO
NESSUNA
TENARIS
NESSUNO
NESSUNA
TERNA
NESSUNO
NESSUNA
UBI BANCA
NESSUNO
NESSUNA
UNICREDITO
NESSUNO
NESSUNA
UNIPOL
NESSUNO
NESSUNA
PERFORMANCE ODIERNA PORTAFOGLIO + 0,37%
PERFORMANCE ODIERNA INDICE PRINC. + 0,59%
AGGIORNAMENTO PORTAFOGLIO IN ESSERE
Titolo
DataAcq.
Data Agg.
Pr. Acq
Pr. Att.
GG
Perform.
Stmicro
26/01
08/02
5,985
5,905
14
- 1,34%
Prysmian
26/01
08/02
12,88
12,98
14
+ 0,78%
Telecom
20/01
08/02
1,042
1,05
20
+ 0,77%
OPERAZIONI CONCLUSE NEGLI ULTIMI 30 GG.
Titolo
DataAcq.
DataVen.
Pr.Acq
Pr. Vend.
GG
Rendim.
Parmalat
20/01
28/01
1,889
1,833
9
- 2,96%
A2A
20/01
25/01
1,448
1,395
6
- 3,66%
Finmeccanica
11/01
20/01
11,32
10,98
10
- 3,00%
Generali
04/12
20/01
17,80
18,90
48
+ 6,18%
Fondiaria
12/11
20/01
12,17
11,47
70
- 5,75%
Autogrill
05/11
15/01
8,00
9,07
72
+ 13,38%
Impregilo
04/12
15/01
2,30
2,56
43
+ 11,30%
Fiat
03/12
15/01
10.45
10.77
44
+ 3,06%
Banca Mps
03/12
15/01
1.303
1.28
44
- 1,77%
Mediobanca
04/12
12/01
8,255
8,70
40
+ 5,39%
Stmicro
06/11
12/01
5.62
6,31
68
+ 12,63%
LEGENDA DELLA SEZIONE PORTAFOGLIO Limitiamo la nostra analisi ai titoli che compongono il Ftse Mib, la tabella principale è composta da due colonne. -----------------------------------------------------
Prima colonna – INVESTIMENTI
Rappresenta la situazioni degli investimenti in essere, su di essa possono comparire le seguenti scritte:
Colore nero NESSUN INVESTIMENTO – su quel titolo non stiamo investendo
Colore verde RIALZO– su quel titolo siamo investiti al rialzo
Colore rosso RIBASSO – su quel titolo siamo investiti al ribasso
Rappresenta le operazioni che abbiamo intenzione di eseguire a breve, su di essa possono comparire le seguenti scritte:
Colore nero NESSUNA – è un titolo sul quale non abbiamo intenzione di cambiare a breve la strategia in corso.
Colore verde MONITORIAMO ENTRATA AL RIALZO – è un titolo sul quale abbiamo intenzione a breve di operare al rialzo. MONITORIAMO USCITA AL RIALZO – è un titolo sul quale abbiamo intenzione a breve di chiudere l’operazione al rialzo.
Colore rosso MONITORIAMO ENTRATA AL RIBASSO – è un titolo sul quale abbiamo intenzione a breve di operare al ribasso. MONITORIAMO USCITA AL RIBASSO – è un titolo sul quale abbiamo intenzione a breve di chiudere l’operazione al ribasso.
Le scritte evidenziate in giallo rappresentano le operazioni effettuate nella giornata.
Ricordiamo infine che il monitoraggio è solo una intenzione di effettuare a breve una operazione e non è detto che questo debba per forza concretizzarsi, improvvise mutate condizioni potrebbero consigliare di non effettuare, o perlomeno di rimandare l’operazione preannunciata.