Doveva essere una settimana interlocutoria, quella appena trascorsa sui mercati finanziari, in attesa della stagione delle trimestrali, e così è stato.
Modeste le variazioni settimanali tra i quattordici principali indici azionari, si va dal +1,83% del Kospi di Seul al -2,45% dell’S&P500 di New York che, ricordiamolo, non ha contrattato nell’ultima seduta per l’Indipendence Day.
Con questa performance il principale indice statunitense torna in negativo nel computo da inizio anno.
In questa speciale classifica poche le novità, ha recuperato un paio di posizioni la nostra Piazza Affari ed il Ftse 100 londinese lascia di nuovo la scomoda ultima posizione al Dow Jones di New York.
Per quanto riguarda il nostro indice principale potremmo anche parlare di un’occasione mancata, le prime tre giornate, infatti, avevano creato buone prospettive, poi, i soliti timori sul comparto bancario, hanno portato al “vuoto” (massimo in apertura e minimo in chiusura) di giovedì, ridimensionando enormemente il rialzo.
A quel punto dall’ultima giornata non si poteva attendersi altro che un consolidamento del livello raggiunto.
FTSE MIB A 18.942,22 punti (+0,59%).
Sono stati ventisette i titoli a terminare l’ottava con un bilancio positivo rispetto ai tredici che hanno registrato una performance negativa. Soltanto 17, però, han fatto meglio dell’indice contro i 23 che han fatto peggio.
Partiamo dai migliori.
BANCO POPOLARE (+7,20%) torna in testa alla classifica settimanale l’Istituto guidato da Pier Francesco Saviotti. La settimana ha visto parecchia volatilità, dopo un inizio molto positivo è arrivata la doccia fredda (-5,32%) di giovedì, a seguito della comunicazione dei risultati dell’Opa su Italease chiusa il primo luglio. La Banca ha dichiarato di detenere l’84,44% dell’Istituto di leasing (puntava ad oltre il 90% per procedere al delisting), ha quindi deciso di riaprire, dal 9 al 15 luglio, la possibilità di consegna dei titoli, mantenendo inalterato il prezzo a 1,5 euro. La notizia è stata inizialmente interpretata dal mercato come un segnale di debolezza, ragionando un po’ più a freddo molti, però, si sono ricreduti ed il giorno successivo il titolo ha riacquistato ciò che aveva perso in quello precedente.
PRYSMIAN (+6,84%) inizio di settimana col botto (+8,27%) a seguito dell’annuncio di “discussioni preliminari” per l’incorporazione dell’olandese Draka. L’eventuale operazione (sottoposta naturalmente all’approvazione dei rispettivi CdA) avverrebbe carta contro carta (qua soldi non li ha nessuno) ed il mercato ha risposto in maniera euforica. Sull’onda dell’entusiasmo mercoledì il titolo in intraday ha superato anche quota 11 euro (nel 2009 era accaduto solo il primo giorno dell’anno), ma successivamente sono scattate anche le prese di beneficio a limitare i guadagni.
CIR (+4,89%) sale al secondo posto nella classifica da inizio anno (dietro a Parmalat) scavalcando Saipem e Fiat. Non ci sono notizie particolari che supportino questo ennesimo rialzo per l’Holding di De Benedetti, certamente l’ammissione all’indice principale ha giovato e non poco.
ATLANTIA (+3,93%) un’ottima settimana per l’ex Autostrade che, senza “botti” particolari, mette a segno un risultato decisamente brillante. Da parte nostra siamo felici per i lettori che seguendo i nostri consigli (vedi Rubrica “Portafoglio”)sono entrati sul titolo ad inizio settimana. Continua così il recupero delle quotazioni dopo le prime tre settimane di giugno che avevano visto solo ribassi.
ANSALDO STS (+3,50%) prosegue senza sosta il rialzo della società controllata da Finmeccanica che, ricordiamolo, ne detiene il 40% del capitale. Noi siamo investiti sul titolo dallo scorso 26 giugno e per ora manteniamo la nostra posizione.
BANCA MPS (+3,35%) ha seguito un po’ la strada del Banco Popolare, ma con variazioni più contenute. I ribassi che hanno interessato il titolo dalla metà del mese di maggio sono stati davvero imponenti, quindi un rimbalzo ci stava.
LUXOTTICA (+3,34%) siamo tornati sopra quota 15 euro e, dopo essere andati sotto i 14, è già un successo. Per Hsbc è “Overweight” (precedente “Neutral”), la Banca inglese ha anche alzato il target price a 19 euro.
TELECOM ITALIA (+2,40%) chiude l’ottava con una quotazione (1,003 euro) superiore alla fatidica soglia di 1 euro, ma dopo aver “sbattuto” in settimana per l’ennesima volta contro quota 1,02 euro che si è rivelato, ancora, un livello difficile da superare. Ora restiamo in attesa della trimestrale che potrebbe proiettare il titolo sui valori di inizio anno.
Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nella settimana appena trascorsa sono stati: Italcementi (+2,35%), Parmalat (+2,18%), Fiat (+1,87%), Banca Popolare di Milano (+1,41%), Mediobanca (+1,21%), Unicredito (+1,07%), Autogrill (+0,85%), Impregilo (+0,83%), Eni (+0,66%), Mediolanum (+0,54%), Snam Rete Gas (+0,49%), Mondadori (+0,46%), Intesa (+0,33%), Mediaset (+0,19%), A2A (+0,16%), Stmicroelectronics (+0,09%), Campari (+0,09%) e Generali (+0,07%).
Passiamo ora ai maggiori ribassi.
LOTTOMATICA (-7,00%) è stata determinante l’indiscrezione che vedrebbe il nostro Governo orientato, pare, ad aprire una gara per la concessione del Gratta e Vinci, concessione che è in scadenza il prossimo anno, non concedendo, quindi, una proroga automatica. A noi la penalizzazione che ha avuto il titolo è parsa eccessiva, quindi abbiamo deciso, giovedì scorso, di entrare al rialzo confidando in una ripresa perlomeno sul livello dei 14,5 euro.
TENARIS (-3,71%) la società della famiglia Rocca sembrava aver rimbalzato in maniera decisa da quota 9 euro ed invece ora stiamo tornando verso quei livelli. Ovviamente le quotazioni riflettono anche i prezzi del greggio che è tornato verso i 65 dollari il barile.
UBI BANCA (-2,86%) niente da fare, Ubi continua a cedere posizioni, ora è di nuovo sceso sotto quota 9 euro, un segnale davvero preoccupante. Come sembrano lontani i primi giorni di maggio in cui il titolo era tornato in positivo nel bilancio da inizio anno e sembrava proiettato verso quotazioni ambiziose.
FINMECCANICA (-1,82%) settimana dai due volti, una prima parte decisamente positiva e gli ultimi due giorni con forti ribassi (in particolare la seduta conclusiva). Dato che motivazioni “ufficiali” allo storno non sembrano esserci, possiamo ipotizzare che siano legate ad operazioni “straordinarie” delle quali verremo a conoscenza in breve tempo.
GEOX (-1,66%) stesso comportamento di Finmeccanica. L’azienda sta procedendo ad un cambiamento della strategia fin qui sostenuta (si procederà alla dismissione di uno stabilimento in Romania) e cerca di diversificare il business. Da sempre eravamo tra i più scettici sulla sostenibilità del piano di sviluppo, da un paio di mesi a questa parte molti altri analisti si sono avvicinati alle nostre posizioni.
Gli altri titoli a terminare la settimana con un bilancio negativo sono stati: Bulgari (-1,55%), Pirelli (-1,45%), Saipem (-0,88%), Terna (-0,74%), Fondiaria (-0,27%), Enel (-0,22%), Alleanza (-0,21%), Unipol (-0,18%) e Buzzi Unicem (-0,05%).
E siamo così arrivati alla stagione delle trimestrali, o meglio delle semestrali, il mercato si sta approssimando all’avvenimento con grande cautela, forse timoroso di un confronto con lo scorso giugno in cui non si erano ancora manifestati, in tutta la loro gravità, gli effetti della crisi.
Ricordiamo, solo a mo’ di esempio, che lo scorso anno, di questi tempi, si stavano toccando i prezzi record del petrolio (147 $ il barile) e la BCE aveva da poco alzato i tassi di interesse, pazzesco!!!
Non nascondiamo quindi, anche noi, una certa preoccupazione, se invece vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno pensiamo che, passato questo “esame”, quelli successivi potrebbero dimostrarsi più alla nostra portata.
Da questo punto di vista si può ritenere che la seconda parte dell’anno possa risultare meno critica rispetto alla prima.
Ed infine, guardando alle performances di importanti Borse orientali come Seul, Hong Kong e Bombay, in questo primo semestre, scorgiamo che i rialzi si sono distribuiti tra il 25 ed il 55%. Se, come spesso accade, questi mercati anticipano il ciclo rialzista …
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
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