WALL STREET JOURNAL : IL MONDO DELLA FINANZA AD UN ANNO DAL CRACK LEHMAN
A quasi un anno dal collasso di Lehman Brothers il mondo è un posto diverso, scrive questa mattina il Wall Street Journal. Ma non troppo. Il crollo di numerose banche d’investimento ha intensificato la peggiore recessione dai tempi della Grande depressione, e aperto la strada per un ritorno ad un ruolo importante dello Stato nell’economia e nella finanza.
Ma ci sono alcune importanti questioni che il fallimento storico di Lehman non ha cambiato. Sul fronte delle regole, l’offensiva dei democratici negli Stati Uniti si sta arenando a causa dello sconto in atto tra, da un lato, i regolatori americani e, dall’altro, i banchieri e in generale chi si oppone a norme troppo stringenti, convinti che comporterebbero solo ulteriori problemi. Il fervente dibattito sulla possibilità di introdurre un sistema sanitario pubblico negli Usa, fortemente voluto proprio da una parte dei democratici e cavallo di battaglia della campagna presidenziale di Barack Obama, sta poi letteralmente fagocitando l’attenzione di media e legislatori.
Il risultato è che le banche stanno godendo, paradossalmente, di un po’ di “campo libero”, il che le sta aiutando a non modificare le politiche remunerative e a mantenere una serie di business ad alto rischio. I grandi gruppi, infatti, stanno continuando a vendere prodotti finanziari “esotici” simili a quelli che hanno determinato il collasso dello scorso anno. Anzi: l’appetito degli istituti di credito per il rischio è perfino cresciuto, soprattutto nelle 5 principali banche degli Usa.
Nel frattempo, il governo è bloccato in un limbo - insiste il WSJ - e sebbene le autorità americane abbiano a più riprese sottolineato la necessità di evitare che la storia si possa ripetere, attribuendo allo Stato nuovi poteri di controllo, ad oggi non esiste molto altro che le istituzioni possano fare se non ricorrere ai salvataggi d’emergenza. Poco o nulla di diverso, insomma, rispetto a prima della crisi.
«Non si riscontrano fondamentali cambiamenti nel modo in cui le banche sono regolate», ha confermato Peter J. Solomon, ex vice presidente di Lehman Brothers. ( Fonte: valori.it)
Redazioneonline- Osservatorio Internazionale
Le grandi banche sanno oramai che ci sarà sempre un governo pronto ad intervenire in loro soccorso. Dei risparmiatori, eventualmente spennati, invece non interessa a nessuno:
Di
baltefo
(inviato il 10/09/2009 @ 15:52:41)
Già, dei risparmiatori non interessa a nessuno. Dopo le prime sparate del tipo "Nesun risparmiatore perderà neppure un euro", ora di coloro che effettivamente hanno sopportato il peso dela crisi, e cioè risparmiatori e lavoratori che hanno perso il lavoro) non se ne parla più. Si approfitta dell'incapacità di questi di organizzarsi,altrimenti credo che le cose andrebbero diversamente, come il Svizzera ed in Oriente. Siamo in Italia e forse abbiamo già digerito la perdita subita. Forse attendamo che le bance di loro iniziativa ristorino i le nostre perdite. Difficile da credere? leggere il sito e annesso forum di A.I.R.O.L.B..
Di
LBpensionato
(inviato il 11/09/2009 @ 22:15:11)
Disclaimer FinanzaInChiaro.it ritiene i propri lettori persone ragionevoli e dotate di senso della misura. Ha deciso quindi di pubblicare i vostri commenti immediatamente. Si riserva però la facoltà di cancellare commenti di cattivo gusto o che possano essere ritenuti offensivi. L'indirizzo e-mail non è condizione necessaria e serve esclusivamente a Finanza In Chiaro qualora sia necessario contattare l'autore del commento.
|