
Doveva essere un evento politico-letterario dell'autunno, l'attualità giudiziaria - con l'illustre autore trascinato in tribunale - ha fatto del libro di memorie di Jacques Chirac il fatto del giorno. A colpi di anteprime, i media si contendono l'opera dell'ex presidente della Repubblica, uscita oggi in libreria. Ne ha per tutti l'ex capo dell'Eliseo, dal suo ex protetto e attuale successore, Nicolas Sarkozy, ai predecessori, come Valery Giscard d'Estaing.
Nelle 500 pagine di ‘Ogni passo deve essere un obiettivo', Chirac dà l'impressione di vuotare il sacco, di regolare i conti - talvolta in modo davvero severo - con molti dei personaggi che ha incrociato sulle strade del potere. Senza rinunciare a raccontare se stesso, a cominciare dal gustoso autoritratto giovanile, di un idealista fra comunismo e pacifismo.
Nonostante le accuse di aver concesso posti al Comune di Parigi ai propri fedeli quando era sindaco - accuse che lo porteranno davanti al giudice - Chirac, 76 anni, non ha rinunciato a girare la Francia per la promozione delle sue memorie. Di cui si sa già molto se non tutto, fra anticipazioni "ufficiali" e scoop improvvisati (ieri sera la tv Canal Plus lo ha presentato spiazzando tutti).
IL PASSATO A GAUCHE: "Quello che mi ha brevemente portato verso i comunisti - ricorda Chirac - sono innanzitutto gli ideali pacifisti che reclamavano. Come molti giovani della mia generazione, inorriditi dalla tragedia di Hiroshima - ero ostile a qualsiasi nuovo uso dell'arma nucleare". Finì anche a distribuire il giornale di partito L'Humanité prima di rendersi conto - scrive - "fino a che punto venivo manipolato dalla propaganda stalinista".
GEORGES POMPIDOU: per quel presidente, soltanto elogi nel libro. "Non sarei stato quello che sono stato - scrive Chirac - se la vita non mi avesse riservato la grazia di un incontro che mi ha arricchito e rivelato a me stesso. Più ancora che un padre spirituale, Pompidou ha rappresentato per me un modello".
GISCARD D'ESTAING: al contrario, Chirac è durissimo con il presidente di cui fu primo ministro dal 1974 al 1976. "Un giorno Giscard assicurerà di aver buttato nel fiume il suo rancore (per la sconfitta alle elezioni del 1981, che imputò a Chirac, ndr), ma quel giorno il fiume sarà secco tanto quel rancore è rimasto tenace e inesauribile". Ancora più duro sull'uomo: "nella sua scala di valori c'era se stesso, su in alto, poi più niente, e alla fine io, molto al di sotto".
FRANCOIS MITTERRAND: Chirac ricorda che le convinzioni dell'avversario socialista erano "all'opposto" delle sue ma ciò nonostante rende omaggio a "valori comuni di due provinciali attaccati alle tradizioni della terra e agli ideali della repubblica": "complimenti all'artista, mi è accaduto di pensare - ammette - assistendo a qualcuna delle sue prestazioni".
NICOLAS SARKOZY: Chirac racconta nei dettagli come visse la defezione del "figlio prediletto" quando, nel 1995, passò a guidare la campagna dell'avversario Edouard Balladur: "non cercai di dissuaderlo, gli raccomandai tutt'al più di non precipitare le cose. La sua defezione non mi lasciò indifferente. Sarkozy era per me ben più di un semplice collaboratore. L'avevo notato in occasione di uno dei nostri meeting e gli chiesi di venire a lavorare al mio fianco, cosa che fece subito, prendendo parte efficacemente a tutte le mie campagne, con quella volontà che non l'ha abbandonato di rendersi indispensabile, di essere sempre pronto, nervoso, scalpitante, avido di agire e con un innegabile senso della comunicazione che lo distingueva". ( Fonte: americaoggi.info)
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