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L’INFLAZIONE: QUESTA SCONOSCIUTA!
Di Roberto Domenichini (del 20/11/2009 @ 15:19:28, in Provocazioni Finanziarie, linkato 578 volte)

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Dedico questo articolo al mio amico Mario che pazientemente mi segue nelle mie elucubrazioni mentali.

Il metodo più insidioso con cui i Governi e le Banche centrali “uccidono” l’economia del benessere a proprio vantaggio è una frode di stampo mafioso che prende il nome d’inflazione.

 L’inflazione è talmente perniciosa che i mass media pagati dal potere della malavita organizzata, politica e banche, hanno deciso di propagandarla come un fenomeno fisiologico.

Fisiologico?

Certo la truffa è far credere che una grave malattia in realtà ce la manda il Signore per lavarsene le mani e non perché l’uomo sta distruggendo se stesso.

Purtroppo oltre al danno di cui andremo a discutere si crea la beffa di farcela accettare come se fosse una questione superficiale.

Ecco allora che gli stessi politici e banchieri hanno creato un apparato universitario formato da cattedre di economia monetaria ed economia internazionale, i professori, ignari completamente dalle cause, te la spiegano per rispettare un programma che è stato stilato dalla feccia del genere umano.

Adesso non rimane che spiegare quanto in realtà sia grave questo problema.

Iniziamo subito con una dichiarazione: l’inflazione è esclusivamente generata da un eccesso di massa monetaria che circola a vuoto non trovando beni per lo scambio.

Perché questa affermazione?

Semplice! In televisione e sui giornali, altra feccia, si sostiene che l’inflazione sia dovuta ad un aumento del prezzo del petrolio, della farina, ecc…. NO!!!!!

Strappate le vostre lauree se pensate e credete questo.

In poche parole le persone in buona fede vengono indotte a credere che l’inflazione sia l’aumento generalizzato dei prezzi dovuto ad un eccesso di domanda o ad un aumento dei costi delle materie prime.

Purtroppo confondono l’inflazione con l’aumento dei prezzi in un particolare settore che veramente è fisiologico.

Proviamo a spiegare il tutto con un esempio.

I produttori A e B vogliono vendere entrambi i due beni sostituti ad un certo prezzo.

Se tale prezzo venisse deciso dal mercato sarebbe quello ottimale senza spreco di risorse.

I consumatori con la loro domanda saranno disposti a pagare una migliore qualità ad un prezzo più alto. Quindi, di 10 euro ad esempio, ne spenderanno 7 per A e 3 per B. B dovrebbe ingegnarsi per riuscire a portare a casa 4 euro dei 10 in circolazione o anche di più.

Del resto sia A che B lavorano per offrire ai consumatori, anch’essi lavoratori, i propri beni dietro pagamento.

Vi ricordate i vasi comunicanti?

Se aumenta la domanda in A dovrà diminuire in B. I prezzi di A e di B saranno sempre in equilibrio.

La somma dei due prezzi, senza intervento pubblico e bancario, sarà sempre e solo 10 euro.

Non c’è nessuna inflazione.

Ma nella realtà economica contingente avviene questo? NO!!!!!

A produce e lavora per vendere il suo bene al prezzo di 7 ma B, amichetto degli amichetti, verrà sovvenzionato con finanziamenti a pioggia della comunità europea con soldi stampati e fatti circolare senza che vi sia la contropartita di beni.

B senza produrre o producendo la solita qualità “scadente” si troverà con una marea di denaro e andrà ad acquistare da A, vivendo alle spalle di chi produce realmente ricchezza.

A aumenterà i prezzi oltre 7 perché c’è un eccesso di domanda. E fin qui tutto regolare.

Solo che B non si trova con 3 ma con 10, 20, 30, ecc…..e, senza fatica, griderà a squarciagola quanto sia bella ed efficiente la macchina burocratica dello stato.

Poiché A aumenta i prezzi i soliti ignoti, i lavoratori seri, vedranno diminuire il loro potere d’acquisto e chiederanno un rimedio.

L’unico rimedio sarebbe quello di impiccare i fautori dei finanziamenti pubblici ma….attenti ragazzi….un signore con la “erre moscia” decide di risolvere il problema con la scala mobile.

I prezzi continuano ad aumentare perché “la faccia da culo” dei politici finanziatori degli amichetti non ha una coscienza e i lavoratori dopo anni staranno sempre peggio.

Comprendete adesso che l’inflazione è una piaga che, con un po’ di voglia, si potrebbe eliminare?

Certo che non lo comprendete!

I media sono abili nel farvi credere che il vero furto sono le imposte dirette e quanto sono cattivi gli evasori.

Roberto Domenichini per Finanza In Chiaro. 

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# 1
bello Roberto, ti ringrazio anche della dedica.
Una cosa non l'ho capita: ho sempre saputo che un'alta inflazione asfissia l'economia, ma una troppo bassa, prossima allo zero, la congela.
Inflazione zero non vuol dire costo zero del denaro? o sbaglio?
Ciao.
Di  Mario  (inviato il 20/11/2009 @ 16:02:53)
# 2
BRAVO!!!!!!
Di  Leonardo Facco  (inviato il 20/11/2009 @ 18:08:53)
# 3
Grazie Leonardo.
In parte tocco argomenti interessanti del tuo libro: "Elogio dell'evasore fiscale" di Leonardo Facco.

Mario con calma ti rispondo.

Buona serata a tutti
Di  Roberto Domenichini  (inviato il 20/11/2009 @ 19:47:04)
# 4
Caro Mario
Provo, spero di esserne all'altezza, quello che chiedi.
In economia si parla di un trade-off o costo-opportunità tra inflazione e occupazione. Il noto economista Philips teorizzo che al crescere dell'inflazione aumenta l'occupazione.

In poche parole i paroloni scritti sopra significano che se vuoi risolvere un problema occupazionale dovrai subire il costo di un aumento dei prezzi.

Peccato che la curva di Philips negli anni 80 e 90 sia stata smentita dal male peggiore che riconoscono gli economisti di stampo monetarista.
Infatti in tali anni vi fu un aumento sia dell'inflazione sia della disoccupazione. Tale fenomeno, chiamato stagflazione, spiazzò tutti i teorici baroni e maiali dell'Università.

Chi invece conosce le dinamiche liberista di un sistema comprende subito che le teorie economiche sono semplicemente dei paralogismi in quanto vengono costruite tutte tenedo conto dell'intervento statale e bancario nella circolazione monetaria.

Quindi costruiscono un teorema perfetto basato su assiomi falsificati. In poche parole sparano delle cazzate non dimostrabili nemmeno con la logica.

Cosa ne pensi caro Mario?

Buona domenica

p.s. Circa i tassi d'interesse e l'inflazione lunedì provvedo a risponderti continuando questo commento.
Di  Roberto Domenichini  (inviato il 21/11/2009 @ 17:54:44)
# 5
Roberto, ti offendi se ti dico che ho capito solo un 10% e sono confuso? spero di no, ma io non ho studiato economia, cioè non sarei riuscito a studiare economia, forse è meglio che dica così.
Pensavo che una nazione liberaldemocratica, potesse chiudere il proprio bilancio in pareggio, se non in attivo, semplicemente spendendo meno di ciò che incassava dai cittadini.
Ora se una nazione è povera di materia prima come l'Italia, allora deve trovare altre risorse per sopravvivere e creare benessere: infatti l'Italia è conosciuta per l'arte, la cultura, la sua bellezza paesaggistica e, industrialmente, come paese all'avanguardia come trasformatore di materia prima o produttore di macchine ad alto contenuto tecnologico.
Perchè devono intervenire politiche o teorie monetarie se tutti producono di più di quello che consumano?
Forse sono fuori tema o proprio non riesco a capire quali sono le altre dinamiche di un sistema economico che non collassa.
Ciao Roberto, domani sono qui, a te buona domenica.
Di  Mario  (inviato il 21/11/2009 @ 19:43:47)
# 6
Caro Mario non dipende da te!
Purtroppo quando scrivo di economia inizio con calma e poi mi agito e scrivo cose incomprensibili.

Cercherò di rimediare. Noterai che quello che scrivi è proprio la situazione dell'Italia.

Prova a seguirmied eventualmente correggimi nei tuoi commenti.

Partiamo dai dati così abbiamouna base su cui discutere.

Il Debito dell'Italia è di circa 1600 miliardi di euro.
Il Patrimonio pubblico è di circa 1600 miliardi di euro.

Il nostro Paese ha nella maggior parte degli anni chiuso con un avanzo primario lordo (senza includere gli interessi sul debito). Questo denota che in assenza di debito si potrebbero realmente abbassare le tasse. Lo stato spende meno di quanto incassa. Ma purtroppo la scure del debito pesa fortemente.

Con le briciole che rimangono inizialmente allo stato si pagano gli interessi sul debito. Poichè questi denari non sono sufficienti ci si indebita per pagare questi interessi raggiungendo un disavanzo o un deficit di bilancio.

E' ovvio che ci sono solo due alternative per il nostro Paese: ridurre drasticamente il debito oppure gestire con criteri di efficienza il patrimonio pubblico.

Il debito, nonostante Berlusconi il giorno stesso della sua vittoria alle elezioni abbia dichiarato di volerlo ridurre di un un terzo, è impossibile da ridurre visto che siamo stati anche noi così beoti da firmare il trattato di Lisbona.

Però se i governanti sfruttassero il patrimonio italiano che non ha eguali nel mondo, con metodi aziendalistici, come del resto venne dichiarato nel 1998, l'Italia sarebbe lanazione più virtuosa del continente Europeo.

Purtroppo oggi,delegando politica monetaria a terzi non si può più raggiungere un benessere generalizzato perchè la BCE ragiona in termini Monetaristi ovvero non vuole inflazione a costo di avere un'enorme disoccupazione mentre il goverrno ragiona in termini Keynesiani ovvero vuole la piena occupazione sopportando un parziale rialzo dei prezzi.

Quando la politica monetaria la decideva la Banca d'Italia con uomini del calibro di Menichella il governo non aveva problemiperchè vi era una sinergia tra politica monetaria (decisa da BI) e fiscale (decisa dal governo). Oggi abbiamo una governo virtuoso che rema da una parte e una BCE menefreghista che gli rema contro.

Quanto è stupido l'essere umano!

Ciao Mario
Buona domenica a te e tutta la famiglia
Di  Roberto Domenichini  (inviato il 22/11/2009 @ 10:10:49)
# 7
Ecco, Roberto, ora ho capito molto di più, quasi il 100%. ci rifletterò ancora, ma penso che va bene così.
Povero Menichella, la sua cassa del mezzogiorno doveva essere l'istituzione per aiutare le regioni del sud e si è trasformata, come era fatale visto la natura degli italiani, in un buco nero per i contribuenti. Forse l'erario non hanno ancora tolto l'aumento della benzina deciso per il terremoto dell'Irpinia.
Ciao Roberto, buona domenica altrettanto ai tuoi cari.
Vado ad aggiustare una macchina utensile.
Di  Mario  (inviato il 22/11/2009 @ 11:17:49)
# 8
Roberto, comunque non credo che Keynes avesse torto quando teorizzava che sono giustificabili le politiche destinate a stimolare la domanda in periodi di disoccupazione, ad esempio tramite un incremento della spesa pubblica.
Non credo che il problema sia l’aumento della spesa pubblica in un sano liberismo.
Se l’aumento è spesa utile come: vie di comunicazione, trasporti pubblici, sistemazione idrogeologica, ecc…
Queste spese daranno rinnovata efficienza quando il ciclo produttivo riprenderà.
Ma se la spesa pubblica è atta a creare lavori inutili, fine a se stessi, allora questa servirà forse solo momentaneamente a chi se ne occupa, ma per l’avvenire si rivelerà fallimentare.
Penso che come in ogni uomo probo, il tempo libero, quello non strettamente dedicato al proprio impiego, debba necessariamente essere utilizzato al meglio, per il proprio miglioramento futuro: lo studio di nuove cose, il ripasso delle precedenti, gli esperimenti su nuove tecniche, l’esercitazione teorica del proprio sapere….
Oggi , dopo aver ripassato alcune regole di fisica, ed essermi documentato su una particolare effetto segnalato da un potenziale cliente, sto riparando una macchina.
Non ho tanto voglia di lavorare perchè ho versato l’acconto delle tasse che sono sempre troppe, però so che ciò che faccio oggi non è inutile, mi potrà servire domani, a me e a chi confida in me.

Di  Mario  (inviato il 22/11/2009 @ 12:11:56)
# 9
Dimenticavo.
La citazione di Berlusconi è solo casuale. Ogni presidente del consiglio si è sempre riproposto come obiettivo centrale la riduzione del debito. Da destra a sinistra possiamo dire tutti.

Vedi Mario come sono semplci le cose e come ce le complichiamo.

le tasse vanno pagate solo ed esclusivamente per chi ha realmente bisogno. Il problema è che le tasse oggi finiscono nelle mani di chi è già ricco e le briciole vengono distribuite alla popolazione dei bisogno.

Se mi mettessi in politica diventerei un "tiranno" perchè non permetterei simili sprechi perpetrati con i soldi di chi produce ricchezza reale come ad esempio riparare un utensile. Oggi invece tutti vogliono guadagnare tanto e subito e possibilmente senza fare niente.

Mario non siamo ancora le poche persone sane che potrebbero fare realmente qualcosa ma il sistema è un macigno talmente più grosso di noi che ci ingloberebbe.

l'unica soddisfazione che mi prendo è sapere che siamo tutti mortali e che sotto terra dovremo finire. Quando muore un Agnelli io penso: con tutti i soldi che aveva e con tutte le migliori cliniche che ha girato i suoi soldi non sono serviti a niente.

Meglio un asino sulla terra che uno scienziato sotto terra!

Vado a mangiarmi una pizza

A lunedì Mario
Di  Roberto Domenichini  (inviato il 22/11/2009 @ 12:16:47)
# 10
Errata corrige

La frase sopra citata:" Mario NON siamo ancora le poche persone sane....."

Deve essere letta nel seguente modo: "Mario NOI siamo ancora le poche persone sane..."
Di  Roberto Domenichini  (inviato il 22/11/2009 @ 12:19:57)
# 11
OK, Roberto, non infieriamo a vicenda sulle modalità di spesa pubblica, su chi realmente bada a risparmiare risorse e su chi bada al consenso popolare costruito sulla promessa di far fare ad altri, elettori, lo sforzo di ripianare il bilancio, vedi aumento delle aliquote dal 39 al 43% o la supertassa sui gipponi....
lasciamo perdere, tanto va tutto in gloria, come Agnelli sottoterra...
Ciao, una Margherita me la sono già fatta, col microonde in ditta.
Di  Mario  (inviato il 22/11/2009 @ 13:19:14)
# 12
Roberto, leggi un esempio di democrazia incivile:
In questi giorni a Milano si stanno palesando due Italie, anzi tre. La prima Italia è quella di alcuni studenti (di Comunione e Liberazione) dell’Università Statale di Milano. Raccontiamo cosa fanno. Lo fanno da tanti anni, dagli anni ’70. Invece di bruciare ciò che non gli va, costruiscono qualcosa. Studiano, sostengono i loro compagni di studi, aprono cooperative librarie, il tutto in nome di un ideale cristiano molto concreto. Lo dicono, ma si vede anche. Questo cattura fiducia, e anche molti risentimenti, c'est la vie.
Fanno anche un’altra cosa: le prendono. Nel senso che sin da quarant’anni fa il metodo insegnato da don Giussani (essere presenti, essere se stessi, condividere i bisogni del prossimo) fa girare le scatole ai compagni, che menano. Spranghe eccetera. C’è stato qualche anno di tregua. Ma ora l’odio è ritornato, un odio tronfio, da picchiatori matricolati.
Questa Italia numero 1 ha il sostegno del popolo che lavora, delle famiglie che fanno fatica a mandare i loro ragazzi a studiare, magari senza neanche troppe prospettive.
Questi ragazzi somigliano a quelli che aprono le piccole fabbriche artigiane al mattino presto, e cercano di inventare le strade di un certo benessere e di una vita buona. Drammatica come è drammatica la vita, ma buona. Con il desiderio di essere utili.

Passiamo alla seconda Italia. Questa Italia è quella degli sfaccendati, e siccome l’ozio è il padre dei vizi, loro li hanno tutti, in primis l’invidia, l’ira e l’accidia. Ma anche l’avarizia: gli altri lavorano, loro insaccocciano. Costoro giorni fa hanno praticato un esproprio proletario, il più cretino di tutti, perché non ha avuto per vittime le multinazionali del commercio, ma i loro colleghi che però hanno il difetto di alzarsi prima dell’alba e tirare su le saracinesche. Giovani che hanno il torto di darsi da fare. Tutto ciò è insopportabile per questi pirati urbani, i quali sono entrati nella cartolibreria chiamata Cusl (Cooperativa universitaria studio e lavoro), si sono fatti 800 fotocopie, e hanno preteso di pagare come a Chicago: con i c***otti, sbraitando alla Al Capone. Erano convinti di farla franca. Sicuri di esercitare il potere della paura. Invece i ragazzi di Cielle hanno fatto quello che i cittadini debbono: denuncia. Nessuna omertà. La polizia ha verbalizzato, compresi i nomi dei denuncianti; e sono seguiti gli arresti, presto peraltro seguiti da scarcerazioni. Se rapini qualcuno, càpita persino in Italia di finire in galera.
Risultato: i cinque coraggiosi che hanno spezzato la catena di soprusi, peraltro tollerati dalle autorità accademiche, si sono ritrovati loro a essere trattati da banditi, circondati da manifesti e lenzuoli da Far West, con scritte tipo: wanted vivo o morto. Una vera taglia su di loro, considerati infami da estirpare dalla vita civile. Come se l’Università fosse Corleone sono apparsi striscioni dove quei ragazzi venivano indicati come gente che «nuoce gravemente alla libertà». Certo: alla libertà di rubare, alla libertà di essere violenti, e alla libertà di essere impuniti. Da giorni, senza darla vinta alle intimidazioni dei guappi, i ciellini riaprono la cartolibreria. Dura poco: arrivano gli assaltatori, e la polizia fa chiudere per prudenza. I ragazzi di Cielle sono abituati a questo stato di cose. Hanno sempre resistito, non reagiscono con le stesse armi della teppa politica. Nei decenni dopo il ’68 è stata la loro presenza costruttiva, tenace, senza nessun giornale tranne il Giornale che li sostenesse, a impedire che le università diventassero giganteschi soviet gestiti da quelli che poi - quasi tutti i loro capi - hanno fatto carriera e ora pontificano di liberalismo e moralità in politica.
Gli pseudo-anarchici insistono, nel weekend c’è tregua, ma lunedì ricominceranno: capiscono che c’è un mare sporco dove gentaglia come loro può tranquillamente nuotare e azzannare, riscuotendo qualora fossero acciuffati - come ha scritto Paolo Del Debbio - la considerazione che si riserva agli eroi. Tale e quale i picciotti coi boss.
Ho detto che però c’è una terza Italia. Non so se è molto meglio di quella numero 2. È l’Italia del menefrego.
Un tale, un consigliere regionale lombardo di Rifondazione comunista, Luciano Muhlbauer, rivendica addirittura queste aggressioni come reazione quasi dovuta. Opposti estremismi, ma la colpa per lui è di chi ha cominciato per primo, cioè si è rivolto alle autorità dello Stato. Ha detto Muhlbauer: «La denuncia dei collettivi è stata causata dalla denuncia esagerata di queste persone. In fondo gli avevano rubato 800 fotocopie, era un gesto politico. Facendo nomi e cognomi l’hanno trasformato in un ge
Di  Mario  (inviato il 22/11/2009 @ 13:48:51)
# 13
Mario mi sembra che manchi un pezzo o sbaglio? In fondo al tuo commento c'è un troncamento.

Interessante il tuo commento. Dimostra che c'è chi ha ancora voglia di lottare che non vuole rientrare nella terza categoria ma non per pavoneggiarsi nella seconda ma per il "liberismo" della prima.

Molti ragazzi infatti costruiscono cose buone e come scrivi giustamente tu sarebbe il caso di lascialrli procedere. Invece oltre al danno la beffa: fanno il bene e vengono malmenati.

Inoltre questi ragazzi sono spinti dai sentimenti più nobili visto che praticano l'insegnamento di Cristo e come Lui sanno che sranno perseguitati.

Che mondo di m***a!

Ciao caro amico mio
Di  Roberto Domenichini  (inviato il 22/11/2009 @ 16:51:58)
# 14
Si , Roberto, manca un pezzo, se vuoi rimedio. Non è un mio commento, anche se vorrei che lo fosse, perchè l'ho copiato ed incollato dal Giornale, l'autore è Renato Farina, radiato dall'ordine dei giornalisti.
Di quei studenti che si sono rimessi a picchiare, io ne ho conosciuto i padri, negli anni '70.Loro imitano pallidamente quello che erano i loro genitori, allora uccidevano, ora rubano e fanno i gradassi; sono ragazzi, cosa vuoi, hanno la testa piena di piscia ideologica.
Ma quel che è peggio è che sono anche i loro genitori ad aver contribuito ad aumentare la spesa pubblica: allora si protestava per il diritto allo studio; hanno elevato all'ennesima potenza corsi di laurea di infimo grado e titolo per dare una laurea a tutti e quasi tutti sono a spasso, e pure protestano.
Basta così per oggi, hai ragione, ideologia di mer..da
Di  Mario  (inviato il 22/11/2009 @ 17:20:16)
# 15
Beh, a me però all' università avevano detto che il livello dei prezzi dipende dal rapporto esistente tra denaro in circolazione e ricchezza prodotta...
Infatti se la quantità di moneta fosse costante, con una pruduzione crescente ci sarebbe addirittura deflazione...
Per adesso non c' è stata inflazione in quanto è aumentata notevolmete la massa monetaria ma è diminuita la velocità di circolazione della moneta, in pratica le banche i soldi li tengono sotto il materasso. Semmai c' è carenza di credito..
Il problema si verificherà in futuro, quindi o le banche centrali vorranno/potranno diminuire la moneta in coircolazione oppure l' inflazione salira parecchio...
Per quanto riguarda la velocità di circolazione della moneta: se io ricevo 100 euro e li spendo allora li rimetto immediatamete in circolo. Se io li tengo in tasca è come se non esistessero, il che è quello che è successo in piena crisi. Non c' era liquidità.
Se poi non li spendo ma li verso in banca e la banca li usa per prestarli allora non solo li rimette in circolo, ma con il meccanismo della riserva frazionaria può creare altri 900 o + euro di nuova moneta.
Se invece la banca li deposita in BCE allora è come se non esistessero.
Attualmete c' è una marea di liquidità ma in buona parte è parcheggiata, come l' acqua in un bacino artificiale. Se verrà messa tutta in circolo a velocità pre crisi l' inflazione potrebbe essere a doppia cifra.
Quindi io aggiungerei che l' inflazione non dipende solo dalla quantità di moneta, ma anche dalla sua circolazione effettiva.
Di  Mongi  (inviato il 08/01/2010 @ 18:24:18)
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