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IL GRANDE INGANNO: DA MAASTRICHT A LISBONA (di Solange Manfredi) Prima Parte
Di Admin (del 21/11/2009 @ 22:45:21, in Gli Speciali Della Redazione, linkato 366 volte)

Premessa  

Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie: violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria; attentato agli organi costituzionali. La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto. Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.

Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo.

Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio. Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale.

E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia.

Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione,  è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

Maastricht

Il 29 gennaio 1992 viene emanata la legge numero 35/1992 (Legge Carli - Amato) per la privatizzazione di istituti di credito ed enti pubblici.

Passano pochi giorni ed ecco un’altra data cruciale, il 7 febbraio 1992.

In questa data avvengono due fatti estremamente importanti  per la realizzazione del progetto: -viene varata la legge 82 con cui il ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), attribuisce alla Banca d’Italia la “facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro”.

Ovvero dal 1992 la Banca d’Italia decide autonomamente per lo Stato italiano il costo del denaro; -Giulio Andreotti come presidente del Consiglio assieme al ministro degli Esteri Gianni de Michelis e al ministro del Tesoro Guido Carli firmano il Trattato di Maastrich, con il quale vengono istituiti il Sistema europeo di Banche Centrali (SEBC) e la Banca Centrale Europea (BCE).

Il SEBC è un’organizzazione, formata dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali dei Paesi dell’Unione Europea, che ha il compito di emettere la moneta unica (euro) e di gestire la politica monetaria comune con l’obiettivo fondamentale di mantenere la stabilità dei prezzi.

I cittadini italiani non si rendono conto della gravità delle conseguenze che questi atti hanno, ed avranno, sulle loro vite. Ne subiscono le conseguenze e quando si domandano “perchè”, ogni volta  viene loro proposto un capro espiatorio diverso.

L’importante è che i cittadini non riescano a capire quanto sta avvenendo. I potenti, nel frattempo, continuano a lavorare al loro progetto e, il 13 ottobre 1995, il governo italiano, con il Decreto Ministeriale numero 561, pone il segreto su:

“articolo 2) atti, studi, analisi, proposte e relazioni che riguardano la posizione italiana nell’ambito di accordi internazionali sulla politica monetaria…; d) atti preparatori del Consiglio della Comunità europea; e) atti preparatori dei negoziati della Comunità europea…

Articolo 3. a ) atti relativi a studi, indagini, analisi, relazioni, proposte, programmi, elaborazioni e comunicazioni… sulla struttura e sull’andamento dei mercati finanziari e valutari…; ecc. …)”.

Insomma, quanto il Governo sta facendo per realizzare il progetto europeo non si deve sapere, men che meno in ambito di politica monetaria.

Il 1 gennaio 2002 l’Italia ed altri Paesi europei (non tutti) adottano come moneta l’uro.

I prezzi raddoppiano, gli stipendi no. La crisi economica si acuisce. Anche in questo caso viene offerto ai cittadini qualche capro espiatorio per giustificare una crisi che, invece, secondo alcuni analisti, è stata pianificata da tempo.

Il 4 gennaio 2004 Famiglia Cristiana rende note le quote di partecipazione alla Banca d’Italia.

Si scopre così, per la prima volta (le quote di partecipazione di Banca d’Italia erano riservate) che l’istituto di emissione e di vigilanza, in palese violazione dell’articolo 3 del suo statuto (“In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici) è, per il 95% in mano a banche private e società di assicurazione (Intesa, San Paolo, Unicredito, Generali, ecc..). Solo il 5% è dell’INPS.

Da quando la Banca d’Italia è in mano ai privati?

Come è potuto succedere tutto ciò?

La risposta è semplice: con la privatizzazione degli istituti di credito voluta con la legge numero 35/1992 Amato-Carli, cui, l’ex governatore della Banca d’Italia, ha fatto subito seguire la legge 82/1992, che dava facoltà  alla Banca d’Italia di decidere autonomamente il costo del denaro.

In altri termini con queste due leggi la Banca d’Italia è divenuta proprietà di banche private che si decidevano da sole il costo del denaro sancendo così, definitivamente, il dominio della finanza privata sullo Stato.

A questo stato di cose seguono i noti scandali bancari (Bond argentini, Cirio, Parmalat, scalata Unipol con il rinvio a giudizio del governatore di Banca d’Italia Fazio, ecc..) con grande danno per migliaia di risparmiatori.

Non è possibile che il ministro Carli, ex governatore della Banca d’Italia, non si sia accorto di tutto ciò.

Ed ancora: è possibile che i politici, ministri del Tesoro, governatori non si siano accorti, per ben 12 anni, di questa anomalia?

Comunque se ne accorgono alcuni cittadini, che citano immediatamente in giudizio la Banca d’Italia.

Fine Prima Parte. Segue...

Fonte: www.disinformazione.it

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# 1
L’Argentina è uno Stato Sovrano democratico o totalitario?

Soltanto uno Stato Sovrano dittatoriale può imporre, a gente onesta e democratica come gli italiani, una legge lucchetto intransigente, dopo averli derubati con la complicità delle banche! Perché è duro agli argentini restituire il maltolto nonostante abbiano la possibilità di vendere le loro abbondanti ricchezze naturali (vedi allevamento, agricoltura, petrolio e minerali) oltre alle cospicue riserve presso la banca centrale? Quello che manca alla nazione è una “volontà politica onesta”! Questa mancanza l’ha condotta al disastro reputazionale su tutto il pianeta terra! Attualmente per far fronte agli impegni finanziari del debito pregresso e per il futuro sviluppo, l’Argentina deve necessariamente riabilitarsi in credibilità sui mercati internazionali del credito! Con una reputazione perduta il futuro è grigio! E’ impensabile e disastroso continuare a fare sempre lo stesso gioco sporco: vendere titoli a 100 e restituire 30 a distanza di quasi mezzo secolo! Al Fondo Monetario, per non essere soggetta ai dovuti controlli finanziari internazionali, ha restituito subito, senza difficoltà, l’intero capitale insieme a tutti gli interessi maturati! Evidentemente, se viene messa alle strette, quando è con l’acqua alla gola, i soldi vengono fuori! Essere alla gogna come l’Argentina è da “pagliacci disonesti”! Siamo in attesa di sapere, in questi giorni, quale sorpresa ha riservato per il risarcimento agli italiani, ma non illudiamoci!
Ciò che può fermare l’Argentina ed inchiodarla alle sue responsabilità nei confronti dei risparmiatori sono soltanto le sentenze dei Tribunali e benvengano quelle degli Stati Uniti ove la Giustizia ha sancito verdetti esemplari! In Italia in questo senso non si è fatto nulla! Povera Italia che sarà sempre più povera!
Di  Silvano  (inviato il 09/12/2009 @ 10:44:31)
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