Usa, credit crunch sempre vivo. Ma meno soffocante
Non si attenua il credit crunch negli Stati Uniti. Ma le prospettive sembrano migliorare. È sceso, infatti, il numero di banche che hanno inasprito gli standard per la concessione di prestiti a consumatori e imprese nell’ultimo trimestre. A spiegarlo è un rapporto della Federal Reserve, che fornisce un ulteriore segnale positivo, dopo i dati relativi al recupero del prodotto interno lordo, previsto in crescita al ritmo più altro degli ultimi sei anni.
In particolare, un 5,5% delle banche monitorate hanno reso meno rigide le condizioni per i prestiti commerciali ed industriali per le medie imprese (con un fatturato minimo di 50 milioni di dollari). Anche i prestiti per le compagnie più grandi sono stati meno difficili da ottenere,, con un 10,9% di istituti di credito che hanno ammorbidito i requisiti.
Nonostante ciò, le banche hanno comunque mantenuto una complessiva contrazione dei prestiti negli ultimi tre mesi del 2009, in particolare per quanto riguarda i mutui (sia residenziali che commerciali). Per questo la banca centrale americana ha deciso, la scorsa settimana, di mantenere ai livelli attuali i tassi di interesse, citando proprio il flusso creditizio tra le motivazioni alla base della scelta. Rispetto al dicembre del 2008, nello stesso mese dello scorso anno i prestiti commerciali ed industriali sono scesi a 1.320 miliardi di dollari contro i precedenti 1.620 miliardi; quelli per l’acquisto di immobili commerciali sono calati da 1.730 a 1.630 miliardi; i mutui residenziali sono passati da 861 a 814 miliardi. ( Fonte: valori.it)
Redazioneonline- Osservatorio Internazionale
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