"Obama antisemita". Il cognato di Netanyahu lancia la sfida

Assestato da tempo sulle posizioni della destra radicale, amante delle dichiarazioni ad effetto, il cognato di Benyamin Netanyahu, Hagy Ben-Artzi, ha provocato ieri un certo scompiglio nei vertici politici di Israele quando in una intervista alla radio ha esclamato: "Occorre ammettere l'evidenza, il presidente degli Stati Uniti é un antisemita". Le sue parole erano ancora sospese a mezz'aria che dall' ufficio del premier, in un pugno di minuti, è stata pubblicata una secca nota in cui Netanyahu "si dissociava in modo totale" dalle dichiarazioni del fratello della 'First Lady', Sara.
Poco dopo anche il Capo dello Stato Shimon Peres, in un incontro con studenti liceali, ha sottolineato: "Gli Stati Uniti sono per noi un vero amico. Proviamo grande rispetto per le sue istituzioni, guidate dal presidente Obama".
Nello stato attuale di crisi fra Israele e Usa, innescata dall'annuncio di nuovi progetti edili ebraici a Gerusalemme est, l'ultima cosa di cui Netanyahu aveva bisogno ieri era la sortita dell'imprevedibile cognato, che in anni passati aveva già pubblicamente coperto di insulti il premier Ariel Sharon per il ritiro da Gaza. Ben-Artzi ha spiegato alla radio che quella crisi non è affatto dovuta a una incompatibilità di carattere fra il presidente americano e Netanyahu, come suggeriscono alcuni commentatori, ma ha radici più profonde che vanno rintracciate nei 20 anni in cui Obama ha assiduamente frequentato la Chiesa del predicatore Jeremiah Wright, l'uomo che attribuì agli Stati Uniti una "corresponsabilità " negli attacchi di al Qaida alle Torri Gemelle "per via del loro terrorismo".
Nei sermoni di Wright, ha incalzato Ben-Artzi, ci sono elementi anti-ebraici ricorrenti: dunque è ragionevole concludere che Osama ne sia stato influenzato. Incuriosito dalla sortita, il sito web Ynet ha lanciato al volo un sondaggio fra i lettori: "Ma anche voi pensate che Obama sia antisemita ?"
In serata, quando si contavano un migliaio di risposte, la percentuale dei 'si'' era del 68 per cento, e i 'no' appena il 32 per cento. Un sondaggio privo di valore scientifico, tuttavia indicativo di un certo malumore. Curiosamente agli occhi degli israeliani, Obama risulta due volte sospetto: sia come "cristiano influenzato dal reverendo Wright", sia come figlio di padre musulmano, educato in Indonesia. Presto qualcuno ha notato la incongruenza: "Obama non agisce verso Israele né da cristiano, né da musulmano, né da antisemita, ma semplicemente da capo di una grande potenza che esercita se necessario potere coercitivo su un Paese piuttosto piccolo e riottoso".
Ancora una volta, al termine della giornata, è stato Peres a chiudere il dibattito certamente spiacevole e superfluo, per lui e per i responsabili di governo. "Fra Israele e Usa - ha ricordato a tutti - esiste una lunga amicizia, fondata sui nostri valori democratici, sulla nostra lunga storia in comune, sui comuni valori morali basati sulla Bibbia. Dobbiamo solo cercare di comprenderci meglio". ( Fonte: americaoggi.info)
Redazioneonline- Osservatorio Internazionale
Nessun commento trovato.
Disclaimer FinanzaInChiaro.it ritiene i propri lettori persone ragionevoli e dotate di senso della misura. Ha deciso quindi di pubblicare i vostri commenti immediatamente. Si riserva però la facoltà di cancellare commenti di cattivo gusto o che possano essere ritenuti offensivi. L'indirizzo e-mail non è condizione necessaria e serve esclusivamente a Finanza In Chiaro qualora sia necessario contattare l'autore del commento.
|