
A 17 anni dalle stragi mafiose di Roma, Milano e Firenze, la procura di Firenze ha individuato un altro responsabile. In carcere a Viterbo, gli uomini della Dia di Firenze hanno notificato un'ordinanza di arresto a Francesco Tagliavia, già all'ergastolo per l'omicidio di Paolo Borsellino e adesso accusato di essere fra gli organizzatori degli attentati con autobombe del 1993-'94, oltre a quelli falliti a Maurizio Costanzo, allo stadio Olimpico e contro il pentito Totuccio Contorno.
Secondo la procura di Firenze, Tagliavia, boss della famiglia palermitana di Corso dei Mille - accusato anche di 26 omicidi compiuti nel gruppo di fuoco di Riina - avrebbe messo a disposizione i suoi uomini per l'esecuzione delle stragi. Tagliavia è accusato di strage e devastazione, in concorso, tra gli altri, con Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, Matteo Messina Denaro, Bernardo Provenzano, Salvatore Riina e Vittorio Tutino, tutti già condannati per l'inchiesta fiorentina sulla campagna stragista di Cosa nostra del '93-'94. Reati contestati con l'aggravante della finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico.
"Un contributo assolutamente determinante, forse primario - ha spiegato il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi - è stato fornito dal pentito Gaspare Spatuzza ( nella fota al momento dell'arresto), che ha riferito circostanze e richiamato persone, situazioni e occasioni che hanno trovato rispondenza in una serie di verifiche che vedevano Tagliavia organicamente inserito in Cosa nostra e capace di manovrare forze operative, gli esplosivisti, che da lui dipendevano e che lui ha orientato nella preparazione e nell'esecuzione delle stragi".
Tagliavia, è emerso dall'ordinanza, era stato già indagato per le stragi del '93, ma la sua posizione venne archiviata. A far riaprire le indagini e' stato proprio quanto riferito da Spatuzza. Quattrocchi ha anche ribadito come la procura ritenga Spatuzza "perfettamente attendibile".
A chi gli chiedeva dell'attendibilità del pentito quando fa riferimento al premier Silvio Berlusconi e a Marcello Dell'Utri, Quattrocchi ha risposto premettendo che "oggi si parla di Tagliavia" e ricordando, poi, che è stata la procura fiorentina ad avviare le procedure per ammettere Spatuzza al programma di protezione.
Parlando del futuro dell'inchiesta il magistrato ha sottolineato come l'identificazione "di un altro coautore delle stragi" dimostri "quanto sia produttivo avere la testa dura e continuare a indagare. Noi andiamo continuamente cercando tutto ciò che possa contribuire a individuare tutte le responsabilità. Se dovesse emergere qualcosa che getta luce su fatti e personaggi rimasti nell'ombra, se avremo la possibilità di riscontrarla, lo faremo".
Dall'ordinanza del gip di Firenze, emerge che la strage dei Georgofili, il 27 maggio 1993, venne discussa durante una riunione in un villino a Santa Flavia (Palermo), alla quale parteciparono Spatuzza, Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Giuseppe Barranca, Francesco Giuliano, Cosimo Lo Nigro e Francesco Tagliavia. Pochi giorni dopo, e cinque giorni prima della strage dei Geogofili, Tagliavia venne arrestato.
"Secondo Spatuzza - aggiunge il gip riportando la versione di Spatuzza - Giuseppe Graviano, Messina Denaro e Ciccio Tagliavia avevano in quel contesto medesimo ruolo decisionale ed erano lì per spiegare (agli uomini di Tagliavia, cioé Giuliano, Barranca e Lo Nigro), incaricati dell'esecuzione dell'attentato, cosa dovevano fare. I soldi per finanziare le trasferte per eseguire le stragi, circa 5-10 milioni a testa, provenivano" da Tagliavia e dalle estorsioni ai commercianti.
Altro dettaglio che emerge dall'ordinanza, è quanto Tagliavia disse a Lo Nigro: "Fate sapere a madre natura di fermare tutto per il bingo". Secondo i pm, Tagliavia voleva suggerire a Giuseppe Graviano (madre natura) lo stop agli attentati. Era il 12 gennaio 1994. Il suggerimento non venne seguito. ( Fonte: americaoggi.info)
Redazioneonline- Osservatorio Nazionale
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