
Dunque, inizierei con la segnalazione di un fatto che mi è capitato qualche settimana fa, e a cui per mancanza di tempo mi ci sono messo soltanto due giorni fa.
Tutto comincia così: telefonata di un amico, succo del discorso: “ Ho un portatile con Vista, non mi funzionano le periferiche che su XP funzionavano, voglio tornare a XP, ma non riesco ad installarlo, mi da errori.”, non ne siamo venuti a capo con istruzioni telefoniche a distanza, e quindi me lo sono fatto portare a casa.
Il notebook è un Acer Extensa 5210, e come purtroppo quasi ogni portatile di ultima generazione ha integrato Windows Vista. Dopo averlo acceso, mi rendo conto che portatili trattati di fabbrica in questo modo non li avevo ancora mai visti di persona: vengo colpito dagli orridi trattamenti delle partizioni ( 3 partizioni: in una c’era solo l’installazione del Sistema Operativo, in un’altra una fantomatica partizione Acer nascosta al sistema, e nella terza lo spazio per l’archiviazione). Certo, un sistema che separa il S.O. dall’archiviazione dell’utente potrebbe rivelarsi remotamente utile, così nel caso in cui l’utente ha un minimo problema e fa partire il format perlomeno i dati non si perdono. Che poi qualcuno di voi possa dire che fare periodicamente backup o recuperare i dati con installazioni fittizie di sistemi operativi o sistemi Live ( come Ubuntu nel CD) sia più funzionale è un altro discorso, bisogna riconoscere che la gente disposta a formattare per il trojan più idiota del mondo per togliersi ogni pensiero sia tanta, e non tutti hanno la possibilità di mettersi a riflettere.
Ma quella partizione Acer nascosta? Non mi sono messo a guardare cosa sia, ma dalla regia mi dicono che è un sistema di protezione di cui nessuno ne sentiva il bisogno, colei che integrerebbe driver per un facile ripristino, al prezzo di 6 giga di spazio in meno nel disco. Cosa che, ad esempio, con i CD e DVD che dovrebbero dare assieme al portatile, o che comunque si possono scaricare, fornirebbe lo stesso risultato.
Insomma, un bel pasticcio. Mi chiedo se sia davvero oro il trattamento degli utenti in questo modo, o se sia il caso di costruire un’educazione alla salvaguardia dei dati invece che partizioni accessorie che si pappano giga di spazio ad insaputa dell’utente finale. In fondo, se tieni alle tue cose, non puoi trattarle irresponsabilmente. Se ho file che mi rovinerebbero se li perdessi, non mi metterei a lasciarli in partizioni che formatto per un minimo. Ed è giusto che se lo facessi dovrei accettarne le possibili conseguenze, è come proseguire con la macchina senza fermarsi allo Stop dopo NON aver guardato se effettivamente stesse arrivando qualcuno. Se mi schianto, sono stupido io che ho fatto il pazzo.
Vabbè, a questo punto installo XP: imposto il boot correttamente chiedendo al sistema di leggere prima il drive DVD, e faccio partire l’installazione. Caricamento dei primi driver, schermata “ Nessun disco rigido trovato”, fine. L’installazione di XP tradizionale è troppo obsoleta per avere nativamente i driver Serial Ata inclusi (perchè se non riconosce il disco, è un SATA e non un IDE). C’è la possibilità con alcuni bios di far comportare nativamente il SATA come un IDE per farlo riconoscere senza driver al sistema, ma naturalmente il bios di questo notebook non ha l’opzione che lo permette.
Andrebbe di lusso il caricamento dei driver di terze parti grazie ad un disco floppy preparato per l’occasione, ma i nuovi notebook non hanno nemmeno il lettore integrato, con un esterno USB si potrebbe risolvere ma il prezzo di 30 euro non vale la candela.
Così il rimedio più facile è scaricare i suddetti driver ed integrarli con nLite nel disco di Windows. nLite è un software freeware di modifica dell’installer dei Windows precedenti al Vista. Se vi interessasse un HowTo, vi linko quello che a me ha tanto aiutato, ringraziando l’autore: HOWTO. Prenderò in considerazione la proposta di riscrivere la guida, anche se quella è molto chiara.
Piccolo dettaglio per concludere: Ubuntu 7.10 Live riconosce tutto nativamente e permette un’installazione rapida e senza paranoie. Alla faccia dell’enorme difficoltà che ti crea una distro odierna. Ma Windows per molti è un’abitudine, più che un sistema facile, e i vizi non si combattono senza volerci mentalmente provare. ( Fonte: vicsteele.wordpress.com)
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