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" TREMONTI NON CONCILIA E I COMUNI AUMENTANO LE TASSE " DI PIETRO SALVATO
Di redazione (del 06/02/2010 @ 09:00:00, in Osservatorio Nazionale, linkato 247 volte)

Mentre il governo taglia i trasferimenti agli enti locali, questi, in soli 5 anni hanno aumentato le contravvenzioni del 643%. Basta dare uno sguardo ai loro preventivi per capire quanto “deve” essere ricavato ogni anno, indipendentemente dall’indisciplina degli automobilisti.

Mal comune mezzo… e forse più, merito del ministro Giulio Tremonti. La politica dei “tagli orizzontali” applicata ai più disparati settori pubblici, dalla Pubblica amministrazione alla scuola, dalla sanità al comparto sicurezza, ha fatto delle altre vittime illustri: gli enti locali, a cominciare proprio dai comuni. Questi ultimi, tuttavia, contrariamente agli altri settori dello Stato, possono ricorrere a forme di finanziamento autonomo agendo, in particolare, sulla leva fiscale, sull’aumento delle tasse e delle tariffe e, dulcis in fundo (si fa per dire), aumentando l’introito derivante da multe e contravvenzioni.

TREMONTI, IL MINISTRO TAGLIA E CUCI - A cominciare dalla Finanziaria del 2009, il governo Berlusconi ha introdotto tutta una serie di tagli agli enti locali suddivisi in varie trance nel triennio 2009-2011. Il taglio previsto in questo periodo è stato di ben 229milioni di euro. Il governo, per evitare d’incorrere in obiezioni di rango costituzionale, aveva poi deciso che, in relazione a questi tagli, i comuni e le province dovessero ridurre il numero di assessori e consiglieri, e sopprimere tutta una serie di istituti come, per esempio, il difensore civico e le circoscrizioni. Inoltre, era stato previsto per supplire al “taglio dell’Ici per tutti”, così come voluto dallo stesso governo nel 2008 – mancato introito che ha pesantemente gravato sui bilanci 2009 di tutti i comuni italiani – sempre nello stesso triennio un fondo integrativo di 760 milioni. Sta di fatto, però, che nel 2009 la prima rata di questo fondo non è stata trasferita agli enti locali. La Finanziaria 2010, tuttavia, sembra abbia posto riparo, trovando le necessarie coperture. Inevitabile, quindi, che molti comuni, per evitare il dissesto dei propri bilanci, abbiano optato per la via del “fai da te”, tagliando numerose voci di spesa che, spesso, si sono tradotti in taglio di servizi, talvolta essenziali, che hanno colpito direttamente i cittadini. In altri casi si è invece ricorso all’aumento della tassazione locale, a cominciare dalla Tarsu (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani) e all’abnorme crescita di multe e contravvenzioni stradali nel territorio comunale.

FAVORISCA PATENTE E LIBRETTO… DEGLI ASSEGNI - Il ricorso all’aumento delle multe stradali, in verità, non è recente. Secondo uno studio pubblicato dall’Associazione contribuenti italiani, il numero di multe comminate nel periodo 2004-2009 agli automobilisti è aumentato, addirittura, 643 %. Ossia sei volte tanto. Lo studio ha preso in considerazione i dati relativi ai diversi paesi dell’Unione Europea. L’Italia si è piazzata, manco a dirlo, in prima posizione. La seguono nell’ordine la Romania con il 194%, la Bulgaria con il 158%, l’Albania con il 148%, l’Estonia con il 118%, la Slovacchia con il 106% e la Croazia con il 98%. In coda troviamo invece l’Inghilterra con il 17%, la Germania con il 15% e la Svezia con solo l’11%. Nel nostro paese, in particolare, gli automobilisti più tartassati sono quelli del Nord-Est, seguono quelli del Centro, del Nord-Ovest, del Sud ed infine quelli delle Isole. Le violazioni più frequenti, sempre secondo la ricerca, sono rispettivamente la guida senza casco e il divieto di sosta. Come nelle leggi della dinamica ad ogni azione, evidentemente, corrisponde una reazione. Infatti, L’Italia risulta vantare pure un altro primato. E’ il paese europeo in cui il maggior numero di sanzioni viene contestato. Ben il 68% degli automobilisti in contravvenzione fa successivamente ricorso.

CHE FA, CONCILIA? - A ben vedere, le contravvenzioni previste nel Codice della strada possono assicurare più entrate delle varie addizionali Irpef di cui godono i comuni. Il computo è presto fatto. Nel 2008, secondo un’indagine dell’Adnokronos, l’ultimo anno cui sono disponibili dei dati statistici, sono state comminate più di dodici milioni e mezzo di multe. Più di 34mila al giorno. Quasi 1.500 ogni ora. Il costo pagato dai multati, in media, è di 76 Euro. Le amministrazioni comunali, negli ultimi anni, si sono dotate di potentissime tecnologie all’uopo. Autovelox, puntatori laser, fotocellule e, in certi casi, efficientissime centrali di controllo da far invidia persino a qualche servizio segreto. Le entrate per le infrazioni degli automobilisti, come detto, anche alla luce dei tagli imposti dal governo, stanno diventando d’anno in anno, una voce indispensabile per far quadrare i conti e non solo. Sono, di fatto, uno strumento di garanzia tale che, nei singoli bilanci, vengono anticipate come vere e proprie poste preventive: fonti di sicuro introito.

Certo, i ricorsi non mancano. L’anno scorso, una sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato nulle le multe degli autovelox se manca il vigile urbano. In molti hanno creduto che l’aggeggio infernale sarebbe stato presto pensionato e, quindi, tirato un sospiro di sollievo mentre magari abbassavano il pedale dell’acceleratore… ed invece le multe sono continuate ad arrivare, magari, affiancate pure dal verbale redatto da un solerte vigile. Oggi, racconta la cronaca, basta passare con il rosso scattato da soli 4 decimi di secondo, magari in una strada dove si procede a passo d’uomo, per subire una multa di ben 160 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente. L’articolo 208 del Codice della strada prevede che i ricavi delle multe siano reinvestiti in attività a favore della sicurezza stradale. Una norma, tuttavia, spesso disattesa.

PIU’ VIGILI = PIU’ MULTE - E per una volta l’Italia è unita. Sì, perché il modello si è imposto e funziona al Nord come al Sud. Qualche esempio. A Verona, il comune a guida leghista ha previsto alla voce “sanzioni al codice della strada” di incassare ben 13milioni e 200mila euro contro i “soli”10milioni ricavati nel 2009. Un aumento “preventivo” di 3,2 milioni di euro, indipendentemente dall’indisciplina o meno degli automobilisti scaligeri. Scendendo giù per lo stivale troviamo la Salerno del sindaco di centrosinistra, Vincenzo De Luca che, nel suo bilancio preventivo, ha previsto d’introitare dalle multe automobilistiche ben 15milioni di euro rispetto agli 11milioni del 2009.

Come si vede l’aumento previsto è di quasi un terzo rispetto all’anno precedente. Quindi se vi trovate nella vostra auto da quelle parti, per esempio dalle parti del Lungomare… prestate attenzione, qualcuno sta vigilando su di voi e, soprattutto, sulla vostra targa! Sia chiaro, non solo i comuni più gradi fanno questo genere di previsioni. Per esempio, il piccolo comune romagnolo di Lugo, vicino Ravenna, prevede di incassare nel 2010, 800mila euro. Nel 2009 si era fermato a quota 775.000. Un aumento quasi rapportabile al costo della vita, dopotutto. Peccato, però, che sempre nel bilancio preventivo abbia già messo in conto di introitare 850mila euro nel 2011 e 860mila nel 2012. Quindi, in questo triennio, a Lugo, prevedono d’incassare complessivamente 2milioni e mezzo di euro.

La prossima estate, quindi, fate attenzione poiché per far quadrare le “previsioni” potrebbero multarvi pure se viaggiate in pedalò. Già, infatti, cosa succede quando le multe effettivamente incassate sono inferiori a quanto preventivato? La risposta è semplice. Il sindaco ordinerà al Comandante dei Vigili urbani di sguinzagliare più uomini e pattuglie per strada. Bastano pure i semplici “ausiliari della Vaf” come nel celebre film di Totò e Vittorio De Sica. L’equazione è di semplice soluzione. Più vigili = più multe. E i conti, inesorabilmente, torneranno… altroché, se torneranno. ( Fonte: www.giornalettismo.com)

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