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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Giancarlo Marcotti (del 05/09/2010 @ 18:20:37, in Commento della settimana, linkato 129 volte)

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.


 
Avevamo titolato lo scorso Commento “Serve un'inversione di tendenza”, guardando quanto successo nella settimana appena trascorsa sui mercati internazionali, sembra che sia arrivata.

Dopo una partenza d'ottava debole, tutto cambia proprio successivamente all'apertura, avvenuta in territorio decisamente negativo, della seconda seduta, siamo nell'ultimo giorno del famigerato mese di agosto.

Da lì parte un recupero che, ad esempio, fa guadagnare al nostro indice principale sei punti e mezzo percentuali in quattro giorni.

La tempistica e le modalità dei rialzi fa propendere per ritenere che, alla base della favorevole fase attuale, non ci siano soltanto motivazioni economiche, ma anche tecniche.

E' vero che alcuni dati macro migliori delle attese hanno aiutato i listini internazionali, ma la reazione del mercato, decisamente più contenuta rispetto al recente passato, alle notizie negative, che non sono comunque mancate, risulta chiaramente indicativa.

Ci riferiamo, ad esempio, all'annuncio che il settore privato Usa aveva perso 10.000 posti di lavoro, il mercato ha reagito in maniera assolutamente blanda, in pratica snobbando una notizia che soltanto una settimana prima avrebbe fatto crollare gli indici di tutto il mondo.

Occorre poi sottolineare, ad onor del vero, che qualche dato decisamente confortante è cominciato ad arrivare anche dalla famosa locomotiva (o ex locomotiva) del mondo, cioè dagli Stati Uniti.

La revisione al rialzo del Pil nel secondo trimestre, i dati tutto sommato meno preoccupanti sul lato occupazionale, sono solo due esempi che allontanano quasi del tutto lo spettro di una seconda recessione (il famoso double dip) per gli Usa che ora guardano con maggior fiducia all'ultimo quadrimestre dell'anno in corso.

Hanno beneficiato un po' meno di questa ondata di ottimismo le Piazze asiatiche, soltanto Seul ha fatto registrare un rialzo settimanale superiore al due percento, le altre sono rimaste sotto questa soglia.

Da sottolineare come, dopo questa settimana, il principale indice della Borsa giapponese, il Nikkei 225, sia sprofondato all'ultimo posto nella classifica delle performances del 2010, con un ribasso del 13,58%.

Le motivazioni sono note, una situazione politica sempre precaria, ma soprattutto un valore di cambio della propria moneta che penalizza enormemente le esportazioni della ex seconda economia del mondo.

Questo è il vero nodo da sciogliere, e noi riteniamo che ormai i tempi siano prossimi, forse si è atteso anche troppo, o forse l'intervento doveva essere “ad orologeria” visto che tra meno di dieci giorni i giapponesi andranno alle urne e decideranno chi tra l'attuale Premier Kan e lo sfidante Ozawa debba guidare il PdJ e, di conseguenza, il governo.

Se infatti un primo timido segnale nel cambio tra euro e yen c'è stato, con la risalita della moneta unica sopra quota 108, in allontanamento così dai minimi avvenuti il 24 agosto scorso in area 105, non si può dire lo stesso per il cross contro dollaro.

Siamo tutt'ora sui minimi assoluti in area 84 e ciò, a lungo andare diventa chiaramente insostenibile per l'economia nipponica, stretta da un lato da un paventato inasprimento fiscale necessario per il risanamento dei conti pubblici e dall'altro nell'impossibilità di incrementare le esportazioni a causa di un cambio capestro.

Se vogliamo il “miracolo” del Pil tedesco è anche dovuto a questo, alla Germania sono venuti a mancare i concorrenti storici del Sol Levante ed i Paesi periferici dell'area euro non hanno più a disposizione l'arma della “svalutazione competitiva”.

Stiamo a vedere, ribadiamo però che, a nostro avviso, la settimana che si va ad aprire sarà decisiva, in ogni senso.

Un altro aspetto estremamente positivo che ha caratterizzato la settimana appena trascorsa è stato il proseguimento a ritmo sostenuto delle attività di M&A, soprattutto, ma non esclusivamente, negli Stati Uniti.

Praticamente non passa giorno che non venga annunciata un'offerta, amichevole od ostile fa poca differenza, su società importanti e soprattutto con premi, rispetto alla capitalizzazione di borsa, estremamente rilevanti.

L'aspetto maggiormente incoraggiante e che ciò non avviene in uno specifico settore, ma il fenomeno interessa un po' tutto il campo economico, si è passati dall'agroindustriale, al biotecnologico, per arrivare ai computer e da ultimo alle catene di fast food, insomma liquidità in giro si trova.

Il fenomeno non ha ancora interessato la nostra Italia, ma voci di possibili delisting (vedi Fastweb) vanno proprio in questa direzione, si sta facendo strada la sensazione che ai prezzi attuali di borsa conviene comprare, almeno chi può permetterselo.

Arriviamo ora alle cose di casa, sul nostro indice principale i rialzi hanno riguardato tutti i settori, in particolare quelli che erano stati maggiormente penalizzati nelle settimane scorse.

Quando si parla di Piazza Affari non si può non citare il comparto bancario che è risultato tra i migliori, sono arrivate parecchie promozioni per come i nostri Istituti bancari abbiano affrontato il periodo più critico della crisi, ora però devono contribuire fattivamente anche alla fase di ripresa economica che auspicabilmente potrebbe aprirsi soprattutto a partire dal 2011.

FTSE MIB a 20.639,86 punti (+4,15%).

Trentanove i rialzi rispetto ad un unico ribasso, oltretutto frazionale.

IMPREGILO (+7,36%) gli affari libici (ma non solo) galvanizzano il titolo delle costruzioni tornato improvvisamente sui massimi degli ultimi tre mesi, ovviamente la società ha ancora ampi margini di crescita, essendo molto dipendente dal sentiment di mercato.

FIAT (+6,79%) nonostante dati sulle immatricolazioni disastrosi in Europa ed in Italia in particolare. A Fiat sono venuti a mancare propri i supporti della vendita di auto alimentate in maniera non convenzionale, ma il titolo ha comunque guadagnato per l'aspetto di internazionalizzazione che ormai circonda l'azienda del Lingotto. Sono diventate estremamente rilevanti le immatricolazioni in Brasile (un vero boom) dove Fiat ha una presenza storica e negli Stati Uniti per la recente acquisizione di Chrysler. Siamo entrati poi nel mese decisivo per l'operazione di spin-off che accrescerà ulteriormente il valore del titolo.

BANCO POPOLARE (+6,29%) spesso tra i più volatili, in quest'ottava mette a segno la miglior performance del settore, dopo aver comunicato risultati migliori delle attese ancora la scorsa settimana, ma successivamente alla chiusura dei mercati.

INTESA SAN PAOLO (+5,98%) altro bancario che si è ben distinto dopo un periodo non brillante, molti analisti internazionali lo considerano l'Istituto italiano con le maggiori prospettive di crescita.

BULGARI (+5,97%) è tornato un po' in voga il settore del lusso dopo un mese di agosto decisamente poco brillante. Più volte in questo 2010 la quota di 5,7 euro ha tenuto, rivelandosi base per un rimbalzo.

MEDIASET (+5,96%) sembra davvero alle spalle il periodo più critico, ad un certo punto (nella seconda parte di agosto) sembrava che i ribassi non avessero più fine, invece con il ritorno dalle vacanze è tornato anche un po' di sereno sul comparto media, il buon momento potrebbe quindi continuare.

BANCA MPS (+5,91%) torna di nuovo sopra la quota psicologica di 1 euro, nelle altre occasioni (a giugno e luglio) non è durata a lungo la permanenza sopra quel livello, ma ora sembra davvero che la musica sia cambiata.

AZIMUT (+5,45%) sembra essersi lasciato alle spalle un momento critico, la seduta del primo settembre (+6,04% con volumi superiori alla norma) potrebbe esser stata uno spartiacque. E' necessario che i mercati si stabilizzino e diminuisca la volatilità che è sempre fonte di ansia.

MEDIOBANCA (+5,42%) gli azionisti aspettavano questo rimbalzo come la manna. In effetti cominciavano a materializzarsi degli spettri e non si riusciva a capire quale potesse essere il fondo. Si apre ora una nuova fase.

ITALCEMENTI (+5,24%) era sprofondato a tali livelli che diventava imbarazzante commentare i continui ribassi. Rimane comunque, e di gran lunga, il peggior titolo dell'anno per quanto riguarda il nostro indice principale.

MEDIOLANUM (+5,19%) anche per la società guidata da Ennio Doris il momento è decisamente delicato. E' un comparto, questo del risparmio gestito, per il quale dovremmo tutti auspicarci un risveglio, sarebbe un segnale importante del ritorno alla fiducia anche per i piccoli risparmiatori.

Gli altri titoli ad aver terminato l'ottava con un rialzo sono stati: Unicredit (+4,97%), Eni (+4,73%), A2A (+4,63%), Finmeccanica (+4,50%), Tenaris (+4,45%), Fondiaria (+4,32%), Popolare di Milano (+4,10%), Enel (+4,01%), Exor (+3,90%), Buzzi Unicem (+3,87%), Cir (+3,87%), Pirelli (+3,70%), Ansaldo (+3,68%), Unipol (+3,51%), Campari (+3,48%), Atlantia (+3,46%), Lottomatica (+3,35%), Autogrill (+3,21%), Luxottica (+3,17%), Stmicroelectronics (+3,16%), Generali (+3,06%), Saipem (+2,56%), Prysmian (+2,33%), Telecom (+2,16%), Snam Rete Gas (+1,86%), Geox (+1,84%), Ubi Banca (+0,90%) e Terna (+0,55%).

Il solo titolo a terminare la settimana in ribasso è stato Parmalat (-0,10%).

Ora è il momento delle conferme, i listini hanno vissuto un 2010 con continui alti e bassi (più bassi che alti, almeno per la nostra Piazza Affari) è assolutamente necessario che quest'ultima parte dell'anno riporti quella fiducia che ultimamente sembrava scomparsa.

Gli Stati Uniti devono fare la loro parte, Obama è atteso ad un'importante tornata elettorale tra un paio di mesi e non può limitarsi a dire che non ha la bacchetta magica, nessuno si illudeva che la possedesse, ma che facesse qualcosa di più per migliorare la situazione economica però sì.

Stiamo a vedere quel che accade, un po' più fiduciosi di qualche settimana fa.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.



 
Di Giancarlo Marcotti (del 30/08/2010 @ 11:06:23, in Commento della settimana, linkato 124 volte)
 
Un'ottava decisamente anomala quella alla quale abbiamo assistito sui mercati borsistici mondiali, è vero che sono prevalsi i ribassi, ma a dispetto di un sentiment decisamente negativo i cali sono stati davvero contenuti e due Piazze (Madrid e Londra) hanno fatto registrare anche leggeri rialzi.

I listini maggiormente penalizzati sono stati quelli asiatici, ma forse più per una motivazione “temporale”, visto che l'ultima seduta è risultata in crescita per le Piazze occidentali.

Dal punto di vista del sentiment la situazione è perlomeno “strana”, da un lato abbiamo dati macro costantemente negativi provenienti dagli Usa, mentre sono generalmente migliori quelli europei, ma la sensazione è che ciò sia attribuibile al classico sfasamento temporale del ciclo economico, quindi si ritiene che dagli Stati Uniti stiano per esaurirsi le “negatività” e dal Vecchio Continente ci si appresti ad un periodo meno florido.

Una conferma di questa ipotesi arriverebbe dall'ondata davvero straordinaria di acquisizioni che vengono quasi quotidianamente annunciate da Oltreoceano, dal fatto che queste riguardano un po' tutti i settori e, soprattutto, che vengono concluse quasi esclusivamente in contanti.

Tali segnali indicano: che ci sia fiducia della ripresa del ciclo produttivo, che il recupero sia “generale” ed interessi quindi l'intera economia, ed in particolar modo che le “big” hanno liquidità da investire.

In Europa, forse, fanno meno paura i conti pubblici degli Stati nazionali, le aste dei titoli pubblici dei cosiddetti Paesi “periferici” (brutta espressione, ma ormai entrata nel linguaggio tecnico) sono andate bene e la Bce si è dotata delle stesse armi di cui da tempo gode la Fed, per cui sembra ora più forte rispetto a qualche mese fa.

Che la ripresa sarà lenta è assodato, occorre capire se i listini incorporano già questo rallentamento economico oppure no. Di certo i prezzi delle azioni, in questo momento, sono storicamente “a buon mercato” rispetto alle obbligazioni, ed i recenti nuovi massimi sul Bund tedesco sono sembrati un eccesso di prudenza del mercato, ancora molto timoroso dopo quanto accaduto negli ultimi due anni.

Ribadiamo, ma corriamo il rischio di essere monotoni, che la grande sfida che attende le economie più avanzate è quella che riguarda la disoccupazione, ma siamo consci che la quadratura del cerchio è davvero difficile, coniugare un sostegno pubblico all'occupazione con la necessità di un rigore nei conti è tutt'altro che semplice.

Non ci sentiamo quindi di criticare “la politica”, a qualsiasi latitudine, se alla scoppio della crisi era chiaro ciò che doveva esser fatto, ora è tutt'altro che semplice capire la via da percorrere, insomma quando occorre salvare la pelle tutti sono concordi, le discussioni iniziano dopo.

Capiamo così le difficoltà nelle quali si sta dibattendo l'attuale Amministrazione statunitense, ma svanita da tempo la “luna di miele”, per Obama è già allarme popolarità e dovrà fare qualcosa, ed al più presto, in vista delle prossime elezioni di metà mandato che si terranno a novembre.

Per quanto riguarda le valute finalmente è arrivato un monito preciso da parte delle autorità politiche e monetarie giapponesi che non potevano più tollerare un apprezzamento così sensibile ed immotivato del loro yen, a rischio ci sono proprio le esportazioni delle aziende nipponiche, per l'economia del Sol Levante sarebbe un colpo mortale inferto alla ripresa.

Noi riteniamo, a dispetto di quanto avvenuto recentemente, che il dollaro debba apprezzarsi sia nei confronti dello yen che in quelli dell'euro.

Per tornare al nostro indice principale la settimana ha visto la pubblicazione di diverse importanti trimestrali, sono state mediamente superiori alle attese anche se il mercato ha rivolto il proprio sguardo più a questioni “internazionali” che non interne.

FTSE MIB a 19.817,46 punti (-0,27%).

Esattamente la metà dei titoli che compongono il paniere principale hanno terminato l'ottava con un rialzo, i restanti 20 hanno invece fatto segnare un ribasso.

TELECOM (+4,92%) per la terza volta nelle ultime quattro settimane l'ex monopolista è risultata la migliore del nostro indice principale. L'ultima seduta, in particolare, ha riportato le quotazioni vicine ai massimi degli ultimi tre mesi, ma al di là di motivazioni contingenti, a nostro avviso questo è il sintomo che Franco Bernabè si sta muovendo nella direzione giusta e, di conseguenza, viene premiato dal mercato, anche se gli acquisti arrivano più da Oltreoceano che non dal mercato domestico.

BANCA MPS (+3,52%) tutto merito di una trimestrale che il mercato ha apprezzato, il mese di agosto aveva riservato solo amarezze per gli azionisti della Banca senese, ma potrebbe concludersi con un buon recupero, le potenzialità ci sono.

SAIPEM (+3,25%) il recupero del greggio ha ridato vigore al titolo che ritrova quota 27 euro, ma soprattutto dà segnali di forza e si conferma uno dei migliori titoli nella performance dell'anno in corso.

EXOR (+2,60%) si riprende dopo un periodo non proprio felice, ricordiamo però che questi sono livelli storicamente elevati per il titolo.

LOTTOMATICA (+2,28%) a nostro avviso rimane su posizioni sacrificate, sembra però che il livello intorno ai 10,5 euro possa veramente fungere da limite inferiore.

AUTOGRILL (+2,11%) dopo un mese di agosto in sofferenza pare che il titolo possa ora recuperare alcune posizioni, molto dipenderà dal cambio, ma le prospettive sono buone.

TERNA (+2,09%) i difensivi si sono ben comportati e Terna continua a navigare sui massimi assoluti, per coloro che non amano il rischio e vogliono attendere momenti migliori per i listini internazionali rimane un'ottima alternativa.

PARMALAT (+2,02%) anche Parmalat può essere considerato un difensivo, non vediamo possibilità di forti incrementi, ma resta un'azienda non indebitata e di questi tempi è sempre una bella garanzia.

Gli altri titoli ad aver avuto un rialzo nella settimana appena trascorsa sono stati: Atlantia (+1,94%), Cir (+1,56%), Mediaset (+1,37%), Bulgari (+1,05%), Snam Rete Gas (+0,90%), Intesa (+0,89%), Enel (+0,47%), Pirelli (+0,29%), Campari (+0,25%), Ubi Banca (+0,07%), Generali (+0,07%) e Azimut (+0,07%).

Passiamo ai ribassi.

STMICROELECTRONICS (-6,76%) si torna sui minimi dell'ultimo anno, le preoccupazioni per il futuro del colosso statunitense Intel pesano come un macigno sul comparto che ormai da un mese e mezzo non vede altro che ribassi.

POPOLARE MILANO (-5,27%) praticamente tutto il ribasso è stato accumulato nell'ultima seduta dopo la comunicazione dei conti che, ovviamente, non hanno convinto gli investitori, in effetti le altre Popolari hanno fatto vedere una maggiore reattività. La delusione ci sta.

ANSALDO (-3,60%) nuovo scivolone per l'azienda controllata da Finmeccanica, il mercato vede solo nero, a nostro avviso, invece il titolo meriterebbe una maggiore attenzione dagli investitori, torneranno momenti migliori.

MEDIOBANCA (-3,51%) veramente un pessimo mese di agosto per il titolo di Piazzetta Cuccia, nell'ultima seduta ha dato un flebile segnale di ripresa, ma necessitano certamente delle conferme.

UNICREDIT (-3,46%) per i bancari non è un buon momento, assistiamo a buoni rimbalzi in presenza di trimestrali migliori delle attese, ma il sentiment sul comparto continua ad essere negativo.

PRYSMIAN (-3,35%) scende anche sotto quota 12,5 euro, è necessario ora perlomeno consolidare le posizioni attuali ed evitare ulteriori scivoloni.

BUZZI UNICEM (-3,28%) è stata sotto ai livelli attuali solo negli abissi del marzo 2009, il comparto è massacrato dal mercato, che a nostro avviso è troppo severo col titolo.

Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Tenaris (-2,60%), Banco Popolare (-2,27%), Finmeccanica (-1,80%), Impregilo (-1,35%), Mediolanum (-0,68%), Italcementi (-0,61%), Fondiaria (-0,40%), Fiat (-0,32%), Unipol (-0,28%), Luxottica (-0,16%), Geox (-0,13%) ed Eni (-0,07%).

Dopo questo preoccupante mese di agosto tutte le principali Banche Centrali si sono dichiarate pronte ad intervenire con mezzi di supporto all'economia, potrebbero essere solo annunci, vogliamo vedere i fatti.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 
Di Giancarlo Marcotti (del 15/08/2010 @ 09:41:30, in Commento della settimana, linkato 274 volte)

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.


 
Solitamente le settimane ferragostane, visti i volumi contenuti e la scarsità di dati economici in uscita, sono ritenute scarsamente significative per i mercati finanziari, non si può dire la stessa cosa per l'ottava appena trascorsa.

Le performances negative per i principali indici internazionali, con la sola eccezione di Bombay, non sono state per la verità particolarmente marcate, il nostro Ftse Mib, ad esempio, ben nove volte nell'anno in corso ha subito ribassi settimanali superiori, ma è il mutamento del sentiment a destare le maggiori preoccupazioni.

Innanzitutto occorre rimarcare come siano stati i i listini americani a subire i maggiori ribassi con il Nasdaq, fanalino di coda, che ha lasciato sul terreno più di cinque punti percentuali, ma anche il Dow Jones e lo S&P500 hanno perso oltre il tre percento, questo non è usuale e normalmente è un segnale di allarme.

Ha fatto un po' meglio (nel senso che è scesa un po' meno) l'Europa che, ad eccezione di Madrid, ha contenuto i ribassi sotto la soglia del tre percento e la “difensiva” Zurigo li ha addirittura limati ad un esiguo -0,43%.

A “sostenere” i listini europei l'attesa per i dati del Pil nel secondo trimestre, che, visto l'ottimismo dimostrato dalla Bce, si prevedeva potessero battere le attese, e così è stato, quindi?

Questo è proprio il punto, il Pil dell'Ue è cresciuto sensibilmente più delle aspettative, trainato in particolare da un dato boom della Germania (+2,2%) un risultato che non si riscontrava dai tempi in cui la Germania aveva capitale Bonn e si doveva specificare che era “dell'Ovest”, sembra il secolo scorso … anzi lo era!

Ma … ebbene sì, ci sono dei ma. Nella recente conferenza stampa, a margine della decisione sui tassi, Jean Claude Trichet lo aveva già anticipato, quando un Governatore parla, normalmente è generico e vago, per cui, quando il messaggio è comunicato in maniera così chiara e inequivocabile, occorre riflettere: “la crescita dei Paesi dell'eurozona non è omogenea”.

Una riflessione possibile sulla quale invito tutti a soffermarsi è quasi una provocazione: siamo sicuri che lo strapotere della Germania faccia bene all'intera eurozona?

Chiarisco, al di là dell'apparente paradosso, senza la Germania quanto varrebbe l'euro?

Non mi addentro oltre ripromettendomi di tornare sull'argomento che da solo merita un articolo.

Abbiamo parlato dello strapotere della Germania perchè questa è la verità, anche se molti parlano del duopolio con la Francia nella realtà i transalpini sono decisamente più vicini agli altri stati dell'Unione rispetto alla corazzata tedesca.

Una seconda considerazione, doverosa, è che non vorremmo che il +2,2% della Germania nel secondo trimestre 2010 sia equivalente (con il consueto ritardo temporale) al +5,0% del quarto trimestre 2009 fatto segnare dagli Stati Uniti. Ora sappiamo che gli Usa, a distanza di sei mesi, sono scesi al +2,4% e le previsioni per la restante parte dell'anno parlano di un +1,9%.

E' possibile che il mercato abbia dato credito a questa eventualità, visto che dopo l'annuncio del Pil tedesco, sia durato davvero poco il conseguente rimbalzo di tutti i listini europei ed alla fine della seduta sia stato proprio il Dax di Francoforte a far segnare il ribasso maggiore di giornata.

Insomma le classiche vendite sulla notizia, che contraddistinguono i massimi di periodo, da qui la preoccupazione che a breve lo storno dei mercati possa continuare.

Proprio questa notizia del Pil tedesco ha offuscato un altro dato, comunicato sempre nell'ultima giornata di contrattazione che riguarda il nostro Paese ed ha del clamoroso: a giugno il nostro debito pubblico è diminuito!!! Non è uno scherzo!!!

Lo ha comunicato Bankitalia, sono poco più di 5 miliardi di euro in meno essendo passato da 1827,105 a 1821,982 miliardi di euro.

Sul nostro indice principale hanno tenuto i classici difensivi, per il resto malissimo i cementieri, ma deboli anche le Banche, le assicurazioni e gli industriali.

FTSE MIB a 20.473,15 punti (-2,90%).

Cinque i rialzi rispetto ai 35 titoli che invece hanno terminato l'ottava con un ribasso.

TELECOM (+5,09%) come già nella scorsa settimana anche in quest'ottava l'ex monopolista delle telecomunicazioni fa registrare la migliore performance dell'intero indice principale, c'è un sentiment decisamente positivo sul comparto che pare in grado, nonostante la crisi, di produrre ancora utili a buon ritmo. Per Telecom Italia, poi, alcune vecchie questioni riguardanti esuberi di personale sembra abbiano trovato una soluzione ed anche le controllate sudamericane hanno ora un migliore assetto.

SNAM RETE GAS (+2,40%) è vero che il difensivo italiano per eccellenza si trova sui massimi assoluti, ma i record sono fatti per essere superati e quindi restiamo comunque positivi sugli sviluppi a breve.

TERNA (+0,79%) più o meno vale per Terna quanto detto per Snam, i difensivi potrebbero tornare di moda, per l'azienda guidata da Flavio Cattaneo è una moda che dura da tempo visto che lo scorso anno ha terminato con un onorevole +37% e quest'anno con l'indice che perde quasi il 12% si trova tutt'ora in rialzo di quasi dieci punti percentuali.

PARMALAT (+0,55%) può far meglio del mercato anche Parmalat dopo essere stata seriamente penalizzata dalla fine del mese scorso. L'assenza di debito, per l'azienda guidata da Enrico Bondi, potrebbe essere un appeal importante nelle prossime ottave.

CAMPARI (+0,12%) anche se in minor misura, Campari beneficia di un momento positivo per il comparto Food and Beverage, il titolo non è proprio a buon mercato, ma resta un buon difensivo.

Esauriti i rialzi passiamo ai ribassi più significativi.

BUZZI UNICEM (-8,78%) pessime le attese sul comparto e una serie di revisioni al ribasso hanno interessato l'azienda guidata dalla famiglia Buzzi. Ricordiamo anche che il settore è estremamente condizionato dai costi energetici essendone dei grandi consumatori. Solo negli ultimissimi giorni abbiamo assistito ad un ritracciamento del prezzo del greggio, ma dopo che i continui aumenti avevano spinto le quotazioni ben oltre gli ottanta dollari. La penalizzazione del titolo, comunque, è stata molto severa, visto che siamo ora sui livelli ai quali veniva scambiata nei momenti più neri dell'attuale crisi, e cioè intorno a febbraio/marzo dello scorso anno.

ITALCEMENTI (-8,50%) se possibile ancora peggio per la società del gruppo Pesenti che vede ora quotazioni che aveva toccato, solo per pochissimi giorni, all'indomani del disastro delle torri gemelle, quindi dobbiamo tornare al settembre 2001.

MEDIOLANUM (-7,42%) potrebbe essere un'ulteriore prova che il sentiment stia deprimendosi. Quando il comparto del risparmio gestito è tra i più tartassati il segnale proveniente dal mercato è perlomeno di “tempo perturbato”.

LOTTOMATICA (-7,37%) in questo caso ci troviamo vicinissimi ai minimi assoluti che il titolo aveva fatto segnare solo circa un mese fa. I motivi sono quasi misteriosi in quanto ultimamente sono arrivate promozioni anziché downgrade ed anche dal versante Usa, la controllata Gtech sta macinando sempre nuovi contratti.

FIAT (-6,95%) dopo aver tenuto anche in presenza di dati sulle immatricolazioni diciamo ... non proprio confortanti, il titolo è incappato in uno storno “sulla notizia” dei conti Chrysler. Non che fossero deludenti, ma con quei dati si concludevano le occasioni, a breve, di aver news positive, quindi lo storno è stata la naturale conseguenza. Il titolo però resta molto, ma molto interessante in ottica di medio termine, occorrerà attendere verso la fine di settembre quando l'operazione spin-off dell'auto comincerà a mettersi in moto e creare valore.

POPOLARE MILANO (-6,84%) sono durate poco le quotazioni sopra i 4 euro, ora siamo di nuovo a 3,78 euro, tornano le preoccupazioni sui bancari e la popolare meneghina storna con decisione dopo un periodo positivo che durava dall'inizio di giugno.

AZIMUT (-6,54%) dopo aver diramato i conti avevamo assistito ad un buon recupero, ma dall'inizio del mese in corso è tornato il gelo sul titolo che sconta la debolezza del comparto.

FONDIARIA SAI (-6,51%) tartassata da Goldman Sachs, e non solo, torna sotto gli otto euro. A nostro avviso sono quotazioni troppo sacrificate, anche se occorre riconoscere che questi momenti sono davvero critici per Compagnie esposte sul ramo danni e Fondiaria, ricordiamolo, è proprio leader a livello italiano in questo settore.

GEOX (-5,97%) anche in questo caso il dietro front è stato estremamente “pesante”. Il titolo è tornato in zona quattro euro e sembrano svaniti del tutto i motivi dell'ottimismo che si erano alimentati dopo la trimestrale.

INTESA SAN PAOLO (-5,97%) ci sono anche prese di beneficio, ma sulle Banche italiane stanno tornando preoccupazioni tipiche dei momenti di difficoltà nell'economia reale. A questo si aggiunge che in qualche parte del mondo, e nell'Europa orientale in particolare, si cerca di far quadrare i conti pubblici tassando le banche, non proprio un toccasana per il settore.

STMICROELECTRONICS (-5,87%) le prospettive sul comparto sono drasticamente cambiate negli ultimi tempi e così il titolo è passato dai 7,20 euro del 15 giugno ai 5,93 euro di oggi. Nell'ultima giornata di contrattazione Cisco Systems negli Stati Uniti ha lasciato sul terreno dieci punti percentuali dopo aver comunicato la trimestrale, un segnale estremamente negativo non solo per il comparto tecnologico.

UBI BANCA (-5,84%) altro bancario che ha risentito del periodo difficile. Purtroppo non è neppure prevedibile un'immediata inversione di tendenza, si sa che sul nostro listino principale il comparto amplifica il trend sia in un senso che nell'altro.

Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Pirelli (-5,61%), Banco Popolare (-5,30%), Cir (-5,10%), Tenaris (-4,82%), Unipol (-4,60%), Unicredit (-4,51%), Mediobanca (-4,45%), Exor (-4,18%), Banca MPS (-4,13%), Impregilo (-3,86%), Generali (-3,79%), Bulgari (-3,21%), A2A (-2,76%), Finmeccanica (-2,39%), Atlantia (-2,35%), Saipem (-2,27%), Autogrill (-2,09%), Luxottica (-1,93%), Eni (-1,77%), Ansaldo (-0,70%), Mediaset (-0,61%), Enel (-0,52%) e Prysmian (-0,46%).

In conclusione però vorremmo anche completare la nostra analisi guardando un po' più in là nel tempo.

Se nell'immediato ci attendiamo che il periodo ribassista possa continuare, dobbiamo anche evidenziare che a novembre prossimo ci saranno le elezioni di medio termine, alle quali l'Amministrazione Usa in carica non può permettersi di arrivare con una simile situazione economica.

Ci aspettiamo quindi che Obama, verso fine estate, metta in atto un piano ambizioso di riduzione della disoccupazione che sia in grado anche di riportare una maggior fiducia sui mercati e, di conseguenza, un recupero delle quotazioni.

Per la fine dell'anno, quindi, non sarà impossibile rivedere i valori di aprile, circa un 15% in più rispetto a quelli attuali, o perlomeno auguriamocelo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
 
 
Potrebbe sorprendere molti, ma l'ottava appena trascorsa ha visto tutti i quattordici principali indici borsistici internazionali terminare con un bilancio settimanale positivo, nonostante siano state certamente di più le sedute chiuse con un ribasso.

Per la stragrande maggioranza dei casi i rialzi si sono attestati tra 1 e 2 punti percentuali, tutto sommato non male se si pensa che i dato macroeconomici diffusi sono stati quasi esclusivamente deludenti.

Le trimestrali, generalmente, hanno battuto le attese e questo ha fatto da traino ai listini che si assestano sui massimi degli ultimi tre mesi alla vigilia della “pausa” ferragostana.

Il mercato sembra non credere ad una “double dip” cioè ad una ricaduta dell'economia mondiale in una nuova recessione, la ripresa sarà lenta, ma sarà ripresa.

Certo, i dati sul mercato del lavoro hanno particolarmente deluso, si pensava (o forse si sperava) che la prima economia del mondo fosse più in grado di creare occupazione, ma è chiaro a tutti che non è così.

Ci si aggrappa al fatto che le ore lavorate sono in aumento, in effetti non è solo una consolazione, un maggior numero di ore lavorate porta comunque ad un aumento del reddito per la classe lavoratrice, ma avere una persona su dieci “a spasso”, a lungo andare creerà certamente tensioni sociali.

Per tali motivi si torna a parlare, ma a mio avviso assai demagogicamente, di stimoli all'economia, creando forse più confusione che benefici. Non si può infatti dire una cosa ed il giorno dopo negarla e comportarsi in maniera opposta, sappiamo che i mercati hanno necessità di certezze e preferiscono l'agire all'annunciare.

Parlando della nostra Italia i venti di elezioni non aiutano di certo, anche se non hanno particolarmente penalizzato il nostro indice principale, risultato comunque il peggiore dopo Amsterdam.

FTSE MIB a 21.084,47 punti (+0,30%).

Sono stati 24 i titoli a terminare l'ottava con un risultato positivo rispetto ai 16 ribassi.

TELECOM (+4,45%) nonostante il -4,29% fatto registrare nel giorno della diffusione della trimestrale. Il titolo a nostro avviso non ha diramato brutti dati, e l'accordo con i sindacati (speriamo sia quello definitivo) circa le migliaia di esuberi, sembra apprezzato dal mercato. Ci sono infine novità positive dal sudamerica ed anche questo contribuisce ad un sentiment sul titolo in miglioramento.
ENI (+4,14%) buona settimana anche per il nostro gigante petrolifero, ha risposto con prontezza ad un aumento del prezzo del petrolio, limitando i danni quando il barile è sceso di nuovo verso gli 80 dollari. Il trend rialzista quindi non sembra essersi esaurito anche se potremmo essere vicini a limiti importanti per il titolo.

FIAT (+3,87%) sotto alcuni punti di vista potrebbe essere il risultato più sorprendente. Siamo tutti in attesa dei risultati di Chrysler, ma se si dovessero dimostrare positivi, come molti prevedono, allora potremmo avere davanti a noi ancora ampi margini di crescita. Stiamo a vedere, ribadiamo ancora, però, qualora Chrysler dovesse risultare un affare d'oro, si confermerebbe, senza possibilità di smentita, il genio imprenditoriale di Marchionne.

FONDIARIA SAI (+3,78%) era scesa talmente in basso che poteva solo risalire, vediamo ora se ci sono i margini per un recupero “importante”.

PIRELLI (+2,09%) continua a salire l'azienda guidata da Marco Trochetti Provera, ritoccando massimi che non vedeva da oltre due anni, certamente esistono le motivazioni, ma continuiamo a ritenere il titolo tra i più cari del mercato.

ATLANTIA (+1,80%) sembra avere difficoltà nel superamento di quota 15,5 euro, per cui ora saremmo prudenti. Il titolo resta comunque un “difensivo”, quindi non dovrebbe neppure fornire sorprese in negativo.

ENEL (+1,79%) peccato per quest'ultima seduta che ha visto il titolo perdere l'1,6%. Si era creato un clima positivo sul titolo che sembrava proiettato al superamento dell'importante quota di 4 euro, ora tutto diventa molto più complicato. La speranza è che sia solo un breve periodo di consolidamento delle posizioni raggiunte.

FINMECCANICA (+1,72%) a nostro avviso resta su posizioni abbastanza sacrificate, anche se obiettivamente la situazione economica internazionale non può che penalizzare il titolo.

IMPREGILO (+1,72%) anche in questo caso il rialzo è stato limitato dalla seduta conclusiva (-1,54%) il recupero del titolo però sembra convincente ed, al momento, il trend rimane sostanzialmente positivo.

EXOR (+1,50%) titolo sui massimi assoluti, anche se, è bene ricordarlo, è “nato” solo poco più di un anno fa. Ha obiettivamente possibilità di ulteriore crescita, non solo per fattori legati a Fiat.

CAMPARI (+1,36%) era stata un po' penalizzata la scorsa ottava ed in questa ha leggermente recuperato, ma tutto sommato non ci sono novità di rilievo, il titolo è solido e sempre su quotazioni rilevanti.

Gli altri titoli ad aver avuto un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Banco Popolare (+1,17%), Prysmian (+1,16%), Mediobanca (+1,01%), Autogrill (+0,84%), Bulgari (+0,83%), Banca MPS (+0,79%), A2A (+0,78%), Buzzi Unicem (+0,72%), Generali (+0,58%), Azimut (+0,46%), Saipem (+0,43%), Lottomatica (+0,18%) e Cir (+0,07%).

Passiamo ora ai maggiori ribassi.

TENARIS (-5,35%) la trimestrale ha particolarmente deluso ed anche le prospettive future hanno peggiorato il sentiment. La quota di 16 euro si è dimostrata così ancora una volta stregata e da quando è stata persa (lo scorso aprile) non è stata più ritoccata. Ora serve costruire una base solida dalla quale poter ripartire.

UNICREDIT (-3,60%) sembra che il titolo in questo periodo sia più ambito da grandi investitori stranieri che non dal mercato domestico, occorre comunque sottolineare che anche nel recente passato la quota di 2,2 euro si è rivelata ostica da superare.

PARMALAT (-1,61%) a nostro avviso eccessivamente penalizzata dal mercato, su questi livelli il titolo potrebbe rimbalzare.

SNAM RETE GAS (-1,60%) tornato sui massimi assoluti toccati lo scorso aprile il titolo ha “fisiologicamente” ritracciato.

MEDIOLANUM (-1,48%) continua a non convincere il mercato e non riesce così ad uscire da un periodo critico.

UBI BANCA (-1,28%) come diversi altri bancari ha avuto una settimana in cui sono prevalse le prese di beneficio dopo i rialzi delle ultime ottave.

TERNA (-1,18%) tutta colpa di un'ultima seduta (-1,48%) che ha rovinato quella che poteva essere la quinta settimana consecutiva di rialzi. Nell'ottava, comunque, è stato ritoccato per l'ennesima volta il massimo assoluto.

Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Luxottica (-1,10%), Intesa (-1,08%), Italcementi (-0,72%), Geox (-0,70%), Unipol (-0,69%), Mediaset (-0,66%), Ansaldo (-0,55%), Stmicroelectronics (-0,47%), Banca Popolare Milano (-0,18%).

Siamo arrivati così alle due settimane di Ferragosto in cui diminuiranno drasticamente i volumi, vedremo anche se il pessimo dato sull'occupazione americana avrà un effetto negativo “di trascinamento”, oppure se il mercato dimostrerà una certa reazione.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
 
Di Giancarlo Marcotti (del 01/08/2010 @ 17:32:27, in Commento della settimana, linkato 184 volte)
 

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.


Osservando le variazioni percentuali fatte registrare nella settimana appena trascorsa dai 14 principali indici borsistici mondiali, si dovrebbe dedurre che abbiamo assistito ad un'ottava poco significativa.

I rialzi ed i ribassi, infatti, si equivalgono, e gli scostamenti sono minimi, Milano, la migliore, guadagna circa due punti percentuali ed Amsterdam, la peggiore, perde altrettanto.

Se in testa alla graduatoria troviamo la nostra Piazza Affari significa che sono andati bene i bancari, ed infatti il comparto che ha il maggior peso all'interno del nostro indice principale ha messo a segno ancora una buona performance.

Se non si sono mossi più di tanto i listini azionari non altrettanto si può dire per quel che riguarda il mercato dei cambi, caratterizzato dalla debolezza del dollaro tornato decisamente sopra quota 1,30 contro l'euro e a 86 nei confronti dello yen.

Ricordiamo, per inciso, che neppure due mesi fa il biglietto verde si trovava a 1,19 nei confronti della moneta unica e che l'85,95 toccato venerdì scorso nei confronti della valuta giapponese non si riscontrava dallo storico minimo del 1995.

Al punto che è cominciata a girare la voce che la BoJ sarebbe potuta intervenire sul mercato per ripristinare un tasso di cambio meno sfavorevole per le proprie esportazioni, cosa, a nostro avviso, a questo punto probabile.

Rispetto all'ultimo trimestre dell'anno appena trascorso il Pil statunitense è sceso dal 5% al 2,4%, il rallentamento è evidente, ma resta pur sempre un tasso di crescita che l'eurozona si sogna, le varie cassandre potranno anche suonare le campane a morto, ma viene il sospetto che tutto sia congegnato per mantenere tassi di cambio estremamente vantaggiosi per il dollaro.

Prima di passare alla nostra consueta analisi dei titoli che hanno maggiormente mosso il nostro indice principale non possiamo esimerci dal sottolineare l'accoglienza trionfale che l'uomo più potente del mondo, Barack Obama ha riservato all'italiano più stimato al mondo, Sergio Marchionne.

Lo abbiamo già detto in altri contesti, ma lo ribadiamo ora, se Sergio Marchionne dovesse gettare la spugna perchè in Italia è impossibile fare impresa “in grande”, sarebbe quello il segnale della capitolazione definitiva del nostro Paese.

Se l'Italia ha ancora una possibilità di restare agganciata al novero dei Paesi maggiormente industrializzati, quella possibilità è legata alla rinascita della azienda simbolo del capitalismo italiano, il successo di Fiat diventa così “simbolicamente” un punto di svolta per tutta l'economia del Bel Paese.

FTSE MIB a 21.021,56 punti (+2,03%).

Sono stati 26 i titoli a terminare l'ottava con un rialzo, rispetto ai 13 ribassi, uno soltanto non ha avuto variazioni.

AZIMUT (+9,70%) una semestrale piaciuta al mercato, che forse temeva molto di peggio, ha consolidato un recupero importante già iniziato la scorsa settimana. Quota 6,5 che si toccava soltanto dieci giorni fa sembra abbandonata definitivamente, l'obiettivo, ora, è l'area 8,5 euro.

BANCO POPOLARE (+6,76%) nella seduta di giovedì, per un attimo, ha anche superato la fatidica soglia dei 5 euro, non accadeva da tre mesi. E' veramente importante che il nostro sistema bancario sia uscito così bene dalla prova degli stress test, è stato un segnale di salute non solo per il comparto, ma per l'intera economia italiana.

POPOLARE MILANO (+6,48%) anche in questo caso abbiamo il superamento di una quota psicologicamente importante, i 4 euro, ma per la Popolare meneghina siamo già a quattro chiusure consecutive sopra il livello, non si può parlare in termini definitivi, però …

GEOX (+6,17%) l'unico non bancario/finanziario tra i primi in classifica, merito ovviamente della trimestrale. Sceso l'utile (-33%) ed il fatturato (-10%) è piaciuto agli analisti il balzo della cassa, passata da 75 a 100 milioni di euro. Era questo, soprattutto, che il mercato attendeva, negli ultimi trimestri Geox aveva bruciato cassa, ora la sta ricostituendo, buon segnale!

INTESA (+5,72%) ottava dai due volti, splendide le prime due sedute, con ombre le successive tre. Il mercato sembra aver assegnato all'Istituto guidato da Corrado Passera la palma di migliore nell'esame degli stress test, ma avvicinandosi i livelli (2,7-2,8 euro) dai quali il titolo era precipitato lo scorso aprile, qualcuno ha prudenzialmente voluto incassar profitto. Noi riteniamo che un possibile ritracciamento farebbe da preludio ad un ritorno del titolo in area tre euro.

UNICREDIT (+5,39%) vale un po' il discorso fatto per Intesa, il titolo è tornato sui livelli di inizio anno, quindi praticamente azzerate le perdite del 2010, abbiamo assistito a qualche presa di beneficio.

MEDIOBANCA (+5,34%) altro titolo ad aver passato (ma solo in intraday) una quota importante: i 7 euro. In questo caso i massimi di inizio anno sono ancora lontanissimi, il pericolo di un tracollo, però, sembra ora scongiurato.

FONDIARIA (+5,32%) dopo essere tornato saldamente sopra quota 8 euro il titolo ha subito qualche presa di profitto, le performance degli ultimi mesi hanno reso gli investitori prudentissimi sulla Compagnia della famiglia Ligresti. Noi siamo dell'idea che le attuali quotazioni siano decisamente sacrificate e che il recupero in atto possa riprendere nuova linfa.

BANCA MPS (+4,89%) il ritorno sopra quota 1 euro è stato il primo passo, ora gli azionisti si aspettano un ulteriore scatto verso quotazioni ancora superiori.

Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nella settimana appena trascorsa sono stati: Unipol (+4,70%), Buzzi Unicem (+3,85%), Ubi Banca (+3,00%), Exor (+2,68%), Mediaset (+2,55%), Enel (+2,45%), Snam Rete Gas (+2,34%), Lottomatica (+2,06%), Mediolanum (+2,03%), Impregilo (+1,87%), Terna (+1,67%), Telecom (+1,40%), Saipem (+1,36%), Eni (+0,64%), Italcementi (+0,64%), Cir (+0,42%) e Generali (+0,26%).

Passiamo ora ai più significativi ribassi.

ANSALDO (-14,71%) una trimestrale, a dir poco, disprezzata dal mercato ha fatto perdere due euro di quotazione al titolo tornato su quota 10 euro. Siamo di nuovo ai minimi da un anno a questa parte, forse un ritracciamento eccessivo.

BULGARI (-7,31%) l'ultima seduta è stata particolarmente pesante, al termine un ribasso del 4,22%, ma in intraday il calo era stato anche molto più pesante e soprattutto volumi decisamente anomali. Come pensavamo le attese sulla trimestrale erano eccessive, i conti non sono male, ma le quotazioni erano già “tirate”.

PARMALAT (-7,22%) si dovrebbe fare un discorso analogo per Parmalat, che, a nostro avviso, però, merita di più. Non si farà attendere molto il ritorno su quota 2 euro.

AUTOGRILL (-6,86%) aveva già ritracciato prima della comunicazione della trimestrale ed anche dopo il ribasso è proseguito, qualche analista ha considerato deludente l'utile netto, ma a noi risulta cresciuto dell'81,6% che si voleva? Si avvicina il momento di rientrare sul titolo.

Gli altri titoli ad aver fatto segnare un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Campari (-3,92%), Finmeccanica (-3,38%), Prysmian (-2,70%), Stmicroelectronics (-1,71%), Luxottica (-1,09%), Pirelli (-1,07%), A2A (-0,86%), Fiat (-0,61%) e Tenaris (-0,13%).

Atlantia non ha avuto alcuna variazione.

Con il rialzo di questa settimana il nostro indice principale ha ritrovato quota 21.000 e ridotto il ribasso da inizio anno ad una cifra (naturalmente è ancora minore se teniamo conto dei dividendi distribuiti), le ultime tre sedute hanno denotato un po' di “stanchezza”, ma noi confidiamo nel proseguimento del trend in atto.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.


 
Di Giancarlo Marcotti (del 25/07/2010 @ 20:09:33, in Commento della settimana, linkato 223 volte)
 
La settimana appena trascorsa sui mercati internazionali era molto importante, occorreva infatti verificare se, dopo l'exploit di inizio mese, ed il successivo ritracciamento, avesse prevalso un trend positivo oppure una nuova fase ribassista.

Ebbene, da questo punto di vista il rialzo, che, nell'ottava, ha interessato tutti i 14 maggiori indici borsistici internazionali, sembrerebbe essere un segnale confortante, non definitivo, ma benaugurante.

Le trimestrali hanno tutt'altro che deluso, sono state decisamente superiori al consenso, da questo punto di vista ci si poteva attendere anche una reazione più entusiastica del mercato, ma si sa che spesso gli investitori tendono a vendere sulla notizia.

Sottolineiamo comunque come ora siano 5 (su 14) gli indici a far segnare un rialzo nel bilancio da inizio anno, due asiatici, due europei ed uno statunitense, mentre ribassi a doppia cifra interessano solo il Giappone, l'Italia e la Spagna.

Dalla drammatica settimana conclusasi il 7 maggio scorso il nostro indice ha recuperato oltre il 9% ed obiettivamente il sentiment è decisamente migliorato, forse se la situazione politica interna trovasse un miglior equilibrio potremmo attenderci anche un proseguimento del trend positivo.

Riferendoci in particolare al nostro Ftse Mib siamo di nuovo a ridosso, o quasi, della fatidica quota di 21.000 punti, per ben due volte infatti questo livello si è dimostrato ostico da superare.

Questa quota, negli ultimi mesi, una volta è stata superata in intraday (ma non confermata in chiusura), era precisamente il 21 giugno, mentre il 14 luglio siamo arrivati (sempre in intraday) a 20.978 punti, entrambe le circostanze sono state seguite da ritracciamenti ( di 2.000 punti nel primo caso e di 1.000 punti nel secondo).

Nell'ottava appena trascorsa non abbiamo assistito a particolari exploit, nessun titolo ha fatto registrare un incremento a doppia cifra, ma sono stati soltanto quattro i titoli a chiudere con un bilancio settimanale negativo, segno che si è comperato un po' di tutto.

Qualche trimestrale è già arrivata, ma la maggior parte verranno diramate nelle prossime settimane, la sensazione è che non deluderanno gli investitori anche se, ormai è diventato un refrain, la ripresa economica sarà più lenta del previsto.

FTSE MIB a 20.604,08 (+2,20%).

BULGARI (+7,44%) ha beneficiato particolarmente delle trimestrali dei colossi francesi del settore che sono risultate superiori alle attese, attenzione però, perchè ora siamo di nuovo su quei livelli (6,5 euro) che nel recente passato si sono dimostrati ostici da superare.

FIAT (+6,86%) nell'ultima seduta ha toccato per un attimo la fatidica quota dei 10 euro, valutazioni così non si vedevano dall'inizio di maggio, tutto merito di Sergio Marchionne e dell'annunciato scorporo dell'auto. Su Fiat ed il suo incommensurabile Amministratore Delegato si sta giocando la più importante partita per il sistema industriale italiano e forse per tutta l'economia del nostro Paese. Se non dovesse passare il piano Marchionne e lo stesso decidesse (con tutte le ragioni del mondo) di mandare a quel Paese l'azienda del Lingotto e l'Italia intera probabilmente si inizierebbe una china dalla quale non saremmo più in grado di uscirne. Non siamo pessimisti, dopotutto riteniamo che questo scenario sia il meno probabile.

AZIMUT (+6,53%) finalmente una settimana positiva per il titolo del risparmio gestito, torna sopra quota 7 euro che sembra davvero un traguardo minimo, ma gli azionisti hanno avuto tante delusioni nel recente passato ed è meglio quindi essere ancora prudenti.

TELECOM ITALIA (+5,41%) ennesimo attacco del titolo a quota 1 euro, valore che dal 12 maggio il titolo non ha più rivisto. Noi ci crediamo perchè la società vale molto di più, peccato per quella quota pubblica che continua a frenarne le possibilità di risalita.

LUXOTTICA (+5,21%) torna sopra quota 20 euro, lunedì comunicherà i dati, saranno senz'altro buoni, ma noi resteremmo prudenti visto come il mercato ha risposto a Stm. A noi il titolo non dispiace, come tutti quelli che hanno posizioni preminenti sui mercati internazionali, ma riteniamo il titolo già ben prezzato.

GEOX (+4,92%) ha avuto uno scatto d'orgoglio tornando sopra quota 4 euro. E' risaputo che a noi il titolo non piace e non lo riteniamo in grado di avere grandi recuperi.

EXOR (+3,83%) beneficia certo della situazione Fiat, ma ha anche proprie qualità intrinseche, per questo continua a ritoccare i suoi massimi storici.

ITALCEMENTI (+3,40%) quando vedremo Italcementi riprendersi in maniera continua e convincente per la nostra economia si apriranno scenari davvero favorevoli. Per il momento dobbiamo accontentarci di questi rimbalzi da quotazioni tutt'ora ridicole.

Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nell'ottava appena conclusa sono stati: Cir (+3,36%), Popolare Milano (+3,25%), Tenaris (+3,02%), Generali (+3,01%), Pirelli (+2,92%), Parmalat (+2,53%), Impregilo (+2,53%), Saipem (+2,52%), Mediolanum (+2,47%), Mediaset (+2,39%), Ansaldo (+2,35%), Ubi Banca (+2,11%), Unicredit (+2,10%), Eni (+2,03%), Banca MPS (+1,96%), Enel (+1,94%), Finmeccanica (+1,75%), Mediobanca (+1,63%), Terna (+1,54%), Autogrill (+1,39%), Buzzi Unicem (+1,07%), Atlantia (+0,60%), Snam Rete Gas (+0,50%), Banco Popolare (+0,49%), Unipol (+0,45%), A2A (+0,43%) e Intesa (+0,42%).

Passiamo ora ai pochi ribassi.

STMICROELECTRONICS (-3,38%) bastonata dopo la trimestrale che a noi non è dispiaciuta, ipotizziamo che i dati di Intel avevano portato ad attese assolutamente utopistiche. Vedremo se, a mente fredda, gli analisti valuteranno in maniera diversa la trimestrale.

CAMPARI (-1,23%) non poteva essere la settimana di Campari che comunque resta su quotazioni molto elevate ed il cui rialzo da inizio anno continua a rimanere molto sostenuto (+17%).

FONDIARIA SAI (-1,08%) continua a stupire in negativo, a nostro avviso il mercato esagera nel penalizzare così fortemente il titolo, ma soltanto la trimestrale chiarirà i dubbi del mercato.

LOTTOMATICA (-0,45%) è l'altro mistero del nostro listino. Dietro a simili quotazioni ci sono senz'altro motivazioni sconosciute al mercato.

Siamo molto curiosi di vedere come risponderà il mercato, nella prossima ottava, alla luce dei risultati degli stress test bancari.

A nostro avviso ci sono tutte le condizioni affinché il nostro indice principale riesca perlomeno a ridurre il divario rispetto agli omologhi europei, la differenza tra noi e la Spagna è abissale, non possiamo essere accomunati ad una nazione nella quale cinque Banche non hanno superato il test europeo, anche se, occorre sottolinearlo, la bocciatura ha riguardato solo gli Istituti minori e non ha intaccato i due colossi baschi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.


 
 
dai sognare non costa nulla. Così avevamo terminato il Commento la scorsa settimana, e, se non proprio una settimana da sogno, il mercato ci ha riservato la migliore ottava dell'anno.

Sono stati gli indici europei a distinguersi maggiormente ed i rialzi hanno interessato principalmente proprio i listini che finora erano stati particolarmente penalizzati, come Madrid e Milano.

Si è completamente capovolto il sentiment,il debito pubblico dei Paesi europei non fa più paura e l'effetto più evidente è la ripresa dell'euro sopra quota 1,27 rispetto al dollaro.

L'esito degli stress test effettuati su 91 banche del Vecchio Continente saranno resi noti il prossimo 23 luglio, ma le indiscrezioni sono assolutamente tranquillizzanti.

E' stata questa, a nostro avviso, la molla principale che ha mosso i mercati al rialzo.

Lunedì prossimo cominceranno, tradizionalmente con il colosso dell'alluminio Alcoa, le trimestrali statunitensi che potrebbero riservare sorprese positive per gli investitori.

Infine due notizie poco pubblicizzate dagli organi di informazione tradizionali, ma a nostro avviso molto importanti, la prima è che in Canada l'occupazione è tornata sui livelli pre-crisi (prima dell'ottobre 2008). La seconda, a nostro avviso ancor più rilevante, riguarda la Corea del Sud che, a sorpresa, ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli al 2,25%, le autorità monetarie hanno giustificato la decisione con il timore di un surriscaldamento dell'inflazione nei mesi a venire a seguito della ripresa economica.

Passando ora alle cose di casa nostra l'ottava è stata caratterizzata dal recupero del comparto bancario che piazza quattro titoli ai primi quattro posti della classifica, con rialzi a doppia cifra, ma occorre anche sottolineare che non ci sono stati ribassi e nella prima giornata si è concretizzata l'operazione di aumento di capitale gratuito che ha riguardato Ansaldo.

FTSE MIB a 20.478,98 punti (+7,37%)

INTESA SAN PAOLO (+13,05%) il ribasso da inizio anno rimane ancora superiore al 20%, ma il segnale inviato al mercato è chiaro, l'Istituto guidato da Corrado Passera è uno dei più solidi, quindi il recupero potrebbe proseguire.

UNICREDIT (+12,51%) copertine di settimanali economici che ritraggono l'AD Profumo in abiti arabi non lasciano dubbi sui nuovi padroni della maggior Banca italiana, attirare però capitali dall'estero è sempre sinonimo di salute.

UBI BANCA (+12,18%) è tornato sopra quota 8 euro, non accadeva dal 13 maggio, nelle ultime due sedute, però, la chiusura è arrivata un po' lontana dai massimi, forse il titolo ha necessità di consolidare questi livelli.

POPOLARE MILANO (+10,17%) vale il discorso fatto per Ubi, il titolo nel medio periodo, ovviamente, è atteso su quotazioni ben superiori, ma ora potrebbe esserci una pausa in attesa del 23 luglio e quindi degli esiti degli stress test.

FONDIARIA (+9,37%) tante voci sulla Compagnia della famiglia Ligresti, ma ora sembra che il recupero da quotazioni davvero risibili possa farsi più corposo. Intanto si è recuperata quota 8 euro, ma siamo solo all'inizio.

AUTOGRILL (+8,87%) si sono toccati nuovi massimi di periodo, quotazioni che non si vedevano dal febbraio 2008, il mercato si è reso conto appieno delle potenzialità del titolo.

MEDIOBANCA (+8,87%) anche per l'Istituto di Piazzetta Cuccia la settimana è stata particolarmente positiva, è ovvio che un recupero del comparto bancario non può che essere salutare per il titolo.

BANCO POPOLARE (+8,80%) prosegue l'ottimo momento per il Banco che rivede quotazioni di inizio maggio. Il livello di cinque euro è prossimo, ma servirebbero anche volumi maggiori.

BANCA MPS (+8,40%) vale il discorso fatto per il Banco, quota 1 euro è a portata, e sembrerebbe un obiettivo minimale, ma tutto dipenderà dall'esito degli stress test che in questo caso non è affatto scontato.

ITALCEMENTI (+8,00%) rimane, nonostante la buona performance settimanale, maglia nera nel bilancio da inizio anno (-32,48%), ma per gli azionisti un'iniezione di fiducia dopo tante sofferenze.

GEOX (+7,45%) assomiglia molto ad un rimbalzo, necessita quindi di conferme, avrebbe proprio bisogno di trimestrali buone dalle vendite retail.

PIRELLI (+7,43%) è passato in testa nella classifica da inizio anno (+17,02%), complimenti.

BULGARI (+7,40%) il titolo trova ancora la forza di risalire sopra quota 6 euro, ormai è già accaduto diverse volte.

FIAT (+7,36%) nonostante le immatricolazioni facciano segnare dei pesanti ribassi, il titolo non ne vuol sapere di scendere sotto la soglia degli 8 euro e rimbalza con decisione. Se continuassero ad arrivare buone notizie da Oltre Oceano questo trend positivo potrebbe continuare.

CIR (+6,74%) anche Cir rimbalza da quotazioni davvero risicate, ma non vorremmo fosse un fuoco di paglia.

GENERALI (+6,65%) verrebbe da dire: finalmente! Il titolo del Leone non tiene fede, in questo periodo, alla sua fama di titolo sicuro, ora è la terza o quarta volta che rimbalza da quota 14 euro, c'è da augurarsi che sia il rialzo definitivo.

EXOR (+6,56%) la buona performance di Fiat ha aiutato, ma Exor ha anche altri motivi per trovarsi ora vicinissima ai massimi dello scorso ottobre.

ATLANTIA (+6,30%) ottimo recupero che ha riportato il titolo sopra quota 15,5 euro, ma sembra che ora abbia necessità di consolidare questi livelli.

Gli altri titoli che hanno fatto segnare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Mediaset (+6,02%), Telecom (+5,90%), Mediolanum (+5,82%), Enel (+5,56%), Finmeccanica (+5,47%), Azimut (+5,22%), Unipol (+5,16%), A2A (+5,10%), Impregilo (+4,99%), Tenaris (+4,94%), Eni (+4,69%), Prysmian (+4,65%), Saipem (+4,51%), Campari (+4,05%), Luxottica (+3,53%), Ansaldo (+3,06%), Snam Rete Gas (+2,64%), Stmicroelectronics (+2,60%), Terna (+2,52%), Parmalat (+2,25%) e Lottomatica (+1,05%).

Inutile sottolineare come la settimana alla quale andiamo incontro sarà condizionata dai risultati trimestrali, saranno quindi i numeri a comandare, non i sentiment o le fiducie, naturalmente auguriamoci che siano buoni.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.



 
Di Giancarlo Marcotti (del 05/07/2010 @ 00:18:02, in Commento della settimana, linkato 158 volte)
 
Stavolta non si è salvato nessuno, tutti i quattordici più importanti indici borsistici mondiali hanno fatto registrare un ribasso nel bilancio settimanale, soltanto Bombay (-0,65%) ha limitato le perdite, per il resto si va dal -2,98% di Madrid al -5,92% del Nasdaq di New York.

Risultato: da inizio anno nessun indice fa più segnare un rialzo, i migliori risultano il Sensex (-0,02%) ed il Kospi (-0,65%), mentre agli ultimi due posti troviamo il nostro Ftse Mib (-17,96%) e l'Ibex (-22,52%).

Una situazione che, dobbiamo ammettere, ci ha colti di sorpresa, il 2010 non doveva essere un anno di boom, nelle nostre aspettative, ma neppure un mezzo disastro come si sta dimostrando.

Occorre riconoscere che, anche se lapalissiano, il 2010 è figlio del 2009, nel senso che probabilmente lo scorso anno abbiamo assistito a rialzi forse esagerati, si era passati dalla depressione più totale (fino al 9 marzo) ad un'eccessiva euforia.

Il salvataggio del sistema, forse, ha richiesto costi che si sono sottovalutati, noi, per la verità, abbiamo sempre ammonito sugli eccessi dei deficit che, per gli Stati sovrani, potevano dimostrarsi, a lungo andare, insostenibili.

La globalizzazione, e quindi la forte interconnessione dei mercati, ha fatto il resto, è bastato che un anello debole della catena (la Grecia) mostrasse tutta la sua fragilità, per innescare un timore che, via via, è diventato prima preoccupazione e poi allarme.

Ora si alzano più voci in favore di una ristrutturazione del debito del Paese ellenico, in pratica un default controllato,al quale, in linea di principio, non saremmo contrari, ciò che ci lascia perplessi è la tempistica.

Anche se esiste il detto via il dente via il dolore, non sempre deve ritenersi la soluzione migliore, in alcuni momenti togliersi un dente crea una maggior sofferenza.

L'intervento congiunto dei Paesi dell'eurozona aveva, tra le altre cose, avuto il merito di traslare di un paio d'anni una decisione che, in un contesto economico migliore, avrebbe generato meno apprensione.

Cogliamo anche questa occasione per sottolineare come noi, che siamo stati tra i più severi critici del comportamento avuto dalla Bce alle prime avvisaglie della crisi, riconosciamo all'istituto guidato da Jean Claude Trichet una migliore gestione della non facile situazione.

Per la verità a cambiare opinione non siamo stati noi, bensì la stessa Bce che si è ribellata ai diktat provenienti dalla Germania per seguire una politica certamente orientata al rigore, ma non al suicidio.

E' arrivata l'ora, assolutamente improcrastinabile, di chiudere i cordoni della borsa ed arrivare in tutta Europa, ma principalmente nei Paesi maggiormente indebitati, ad una drastica riduzione della spesa pubblica inefficiente.

Non siamo favorevoli ad un taglio delle tredicesime, ma più per un aspetto psicologico che sostanziale, infatti ridurre le tredicesime, che ne so, di 200 euro o aumentare imposizioni dello stesso ammontare non fa alcuna differenza (sono sempre 200 euro in meno nelle disponibilità degli italiani), ma la prima soluzione verrebbe interpretata dalla popolazione come un aver messo le mani in tasca ai cittadini.

Se vogliamo una cosa che assomigliava al nefasto 6 per mille della indimenticata manovra Amato.

FTSE MIB A 19.073,85 (-4,45%).

Un solo rialzo, nel bilancio settimanale, e trentanove ribassi.

SNAM RETE GAS (+1,49%) era stata Ansaldo la scorsa settimana a salvarci dall'en plein di ribassi, è Snam oggi che, come ogni super difensivo che si rispetti, nelle ultime due sedute ha ritrovato estimatori. Occorre tuttavia ricordare che dai massimi di metà aprile il titolo aveva ritracciato e non poco. Gli aumenti delle tariffe si sono così dimostrati una vera e propria boccata di ossigeno.

Passiamo ai maggiori ribassi.

ITALCEMENTI (-10,51%) siamo sui minimi storici. Quotazioni viste solo all'indomani delle Torri Gemelle, insomma uno tsunami che si è abbattuto sulla quinta azienda del settore a livello mondiale. A nostro avviso il mondo, anche se dovrà rivedere alcune certezze, non potrà fare a meno del cemento, ciò che il mercato prospetta, invece, è una paralisi delle costruzioni e grandi opere.

AZIMUT (-9,14%) due sedute decisamente pesanti (quelle di martedì e giovedì), hanno fatto ripiombare il titolo verso livelli che si pensava non sarebbero stati rivisti, invece sul titolo sono tornati gli spettri del 2008.

UNIPOL (-8,58%) in questo caso siamo decisamente sui minimi storici, cose mai viste, e tutto ciò in corrispondenza di un aumento di capitale che il mercato non ha per nulla apprezzato, sia per quanto riguarda la tempistica che le modalità. Nessuno ha capito la necessità dell'operazione e quindi la reazione è stata conseguenziale.

INTESA (-7,94%) settimana pesante anche per i bancari che hanno sopra la testa la spada di Damocle degli stress test oltre che di una congiuntura decisamente sfavorevole. Ribadiamo sempre, ma ormai lo abbiamo ripetuto alla noia, che riteniamo il sistema bancario italiano sottostimato dal mercato ed Intesa ne è un classico esempio.

BANCA MPS (-7,79%) ecco un altro caso, l'Istituto senese, certamente uno dei più deboli a livello nazionale, non merita però di essere valutato un terzo dei mezzi propri.

MEDIASET (-7,78%) parole incoraggianti da parte di Pier Silvio Berlusconi alle quali il mercato non ha creduto, da tempo ormai il titolo è in continua sofferenza ed anche il mini rimbalzo dell'inizio dello scorso mese è stato ampiamente rimangiato.

FIAT (-7,33%) quando la Borsa non va a farne le spese sono soprattutto i ciclici, per Fiat inoltre c'è la vicenda Pomigliano, tutt'altro che risolta, e dati sulle immatricolazioni che, senza gli incentivi governativi, fanno segnare ribassi consistenti.

FONDIARIA (-6,92%) altro titolo che sta sui minimi assoluti, il settore soffre terribilmente i tassi bassi e le prospettive che non aumentino per diverso tempo.

BULGARI (-6,74%) torna decisamente sotto la quota dei 6 euro, da inizio anno, però, mantiene un seppur frazionale rialzo.

LUXOTTICA (-6,42%) già nel finale della scorsa ottava aveva inviato chiari segnali di debolezza, in questa si è avuta una conferma sulla quale potevano sussistere pochi dubbi.

UNICREDIT (-5,94%) la splendida ripresa iniziata lo scorso 7 giugno ha subito una battuta d'arresto, al momento i segnali non risultano confortanti, ma potrebbe di nuovo cambiare rotta.

LOTTOMATICA (-5,84%) ormai non fa più notizia, i ribassi di Lottomatica sono diventati da tempo una certezza, occorre sottolineare però che su questa azienda non tutto è chiaro.

STMICROELECTRONICS (-5,79%) l'andamento del Nasdaq doveva far sentire la propria influenza, il settore che, fino a poco tempo fa veniva indicato in ascesa, sembra ora debba subire una battuta d'arresto.

IMPREGILO (-5,57%) settore costruzioni in difficoltà e Impregilo di nuovo su livelli di cinque anni fa.

FINMECCANICA (-5,45%) altra situazione difficilmente comprensibile, in questo caso siamo tornati alle quotazioni di sette anni fa.

BUZZI UNICEM (-5,37%) non aggiungiamo altro a quanto già detto per Italcementi.

Gli altri titoli ad aver fatto segnare un ribasso nel bilancio settimanale sono stati: Cir (-4,05%), Pirelli (-4,00%), Telecom (-3,96%), Mediolanum (-3,95%), Eni (-3,81%), Tenaris (-3,75%), Enel (-3,62%), Parmalat (-3,62%), Prysmian (-3,59%), Autogrill (-3,56%), Mediobanca (-3,49%), Popolare Milano (-3,26%), Saipem (-3,08%), A2A (-2,87%) , Generali (-2,86%), Banco Popolare (-2,41%), Geox (-2,20%), Ubi Banca (-1,92%), Terna (-1,00%), Ansaldo (-0,89%), Campari (-0,68%), Atlantia (-0,54%) ed Exor (-0,37%).

Tornando per un attimo ad uno sguardo più globale della situazione, riteniamo importante ricordare come anche nello scorso anno il periodo dal 10 giugno al 10 luglio sia stato di sofferenza per i mercati, i quali si riprendevano con l'arrivo delle prime semestrali dagli Usa.

Ecco, ora tutti dovremmo auspicarci che accada una cosa simile, il mercato ha scommesso che i bilanci aziendali di metà anno saranno decisamente peggiori rispetto alle attese, se questa tesi fosse smentita dai fatti … dai sognare non costa nulla.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.




 
Di Giancarlo Marcotti (del 28/06/2010 @ 00:39:55, in Commento della settimana, linkato 173 volte)

La settimana appena trascorsa sui mercati internazionali ha visto una divergenza netta tra le Piazze asiatiche (escluso il Giappone) e quelle occidentali, in rialzo le prime, in ribasso le seconde.

Forse condizionate dal G20 che si è aperto in questo week end a Toronto, le Borse europee e americane si sono dimostrate timorose e, dopo due ottave di rialzi sono prevalse le cosiddette prese di beneficio.

Il nostro indice principale in tutte e cinque le sedute ha visto un livello di chiusura inferiore a quello di apertura, segnale inequivocabile di debolezza, o meglio di prudenza.

Ogni giornata si apriva con la speranza di un rimbalzo che veniva sempre disatteso, e le sessioni pomeridiane generalmente vedevano dei ritracciamenti.

Sono anche arrivati dagli Stati Uniti dati macro non proprio confortanti, ma noi riteniamo che il mercato “temesse” che nel G20 potessero prevalere delle decisioni “populiste” che andassero a penalizzare gli investitori.

Un altro argomento di cui si è tanto discusso è la debolezza della ripresa economica, anche su questo noi nutriamo qualche perplessità, è ovvio che non si possa pretendere un boom economico nei Paesi più avanzati, ma ormai si va avanti da tempo con questo tormentone. In una settimana c'è euforia per la ripresa incombente e in quella successiva si torna a parlare di recessione, o perlomeno di fragilità economica.

Questo timore che ha pervaso i mercati si è riflesso principalmente in uno scivolamento pericoloso del dollaro soprattutto nei confronti dello yen e del franco svizzero, a nostro avviso non ci sono motivi per valutazioni così sacrificate, l'economia americana, con le dovute cautele del caso, ha già fatto segnare tassi di ripresa tali da scongiurare pericolose ricadute.

Per quanto riguarda il nostro indice principale occorre ricordare che ad inizio ottava hanno distribuito dividendi quattro importanti società e ciò ha pesato per oltre mezzo punto percentuale.

La distribuzione delle performances è stata comunque particolare, non solo perchè un solo titolo ha fatto segnare un rialzo, ma anche in quanto nessuno ha avuto un ribasso superiore agli otto punti percentuali, segno che si è venduto un po' di tutto, non qualcosa in particolare.

FTSE MIB a 19.961,74 punti (-3,81%).

ANSALDO (+3,70%) quattro rialzi su cinque sedute la dicono lunga sulla rinnovata fiducia che il mercato riserva al titolo controllato da Finmeccanica.

Finiti i rialzi veniamo ai maggiori ribassi.

CIR (-7,79%) torna nuovamente verso quota 1,4 euro, la holding di De Benedetti da tempo ha perso nettamente smalto, noi non siamo ottimisti.

UNIPOL (-7,68%) è iniziato l'aumento di capitale ed il titolo soffre tremendamente, il mercato non gradisce affatto una simile operazione in questo periodo, non è bastato lo sconto del 35%.

A2A (-7,15%) ha distribuito un generoso dividendo, quindi il mercato ha preferito alleggerire la posizione.

PRYSMIAN (-7,12%) un brusco dietro front dovuto principalmente alla seduta di giovedì, forse molti sono rimasti sorpresi, ma noi no.

POPOLARE MILANO (-6,67%) il peggior bancario, soltanto nell'ultima seduta un mini recupero, ma dopo aver sofferto tutti i giorni precedenti. Davvero una grande delusione per la popolare meneghina.

FIAT (-6,24%) la vicenda Pomigliano, come da noi previsto, anziché risolversi si sta ingarbugliando il mercato risponde così.

FONDIARIA (-5,92%) ancora una cocente delusione per gli azionisti della Compagnia tosco/piemontese che si vedono ancora smorzati gli entusiasmi dopo la buona ottava precedente.

MEDIOBANCA (-5,68%) cinque sedute e cinque ribassi, difficile capire cosa stia succedendo a Mediobanca.

ENEL (-5,61%) altro titolo che ad inizio ottava ha distribuito il dividendo. Il mercato, di questi tempi è implacabile.

IMPREGILO (-5,28%) altro titolo che non trova pace, brusco ritorno sotto quota due euro che per molti, ed anche per noi, sembrava una quota che non si sarebbe più violata al ribasso.

ITALCEMENTI (-5,27%) il peggior titolo nella classifica del 2010, anche in quest'ottava non si sottrae ad un ribasso significativo. Dopo una prima seduta che aveva illuso molti sono arrivati quattro ribassi senza appello.

BUZZI UNICEM (-5,20%) idem come sopra, d'altronde il comparto …

BANCO POPOLARE (-5,19%) quando il comparto soffre il Banco amplifica sempre un po' i ribassi, anche stavolta non ha fatto eccezione.

LOTTOMATICA (-5,12%) tocca nuovi minimi storici, non aggiungiamo altro.

LUXOTTICA (-5,06%) non poteva resistere a lungo su quotazioni storicamente elevate come i 21 euro, nelle ultime due giornate sono scattate importanti prese di beneficio.

Gli altri titoli ad aver fatto segnare un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Ubi Banca (-4,21%), Pirelli (-4,15%), Generali (-4,04%), Geox (-3,79%), Finmeccanica (-3,78%), Exor (-3,75%), Telecom (-3,71%), Stmicroelectronics (-3,55%), Autogrill (-3,54%), Mediolanum (-3,38%), Eni (-3,25%), Parmalat (-3,15%), Atlantia (-3,04%), Tenaris (-2,99%), Bulgari (-2,76%), Intesa (-2,71%), Campari (-2,65%), Mediaset (-2,63%), Banca MPS (-2,53%), Azimut (-2,32%), Saipem (-2,27%), Terna (-1,88%), Snam Rete Gas (-1,39%) e Unicredit (-0,21%).

Con la prossima ottava terminerà il primo semestre di questo 2010 per ora avaro di soddisfazioni, forse le aspettative, dopo un 2009 decisamente brillante, erano troppo ottimistiche, ma occorre avere pazienza, per ricostruire la fiducia il tempo risulta sempre la componente indispensabile.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 

Nella settimana appena trascorsa, il Ftse Mib, l'indice che raggruppa i principali titoli quotati alla Borsa italiana, ha ottenuto il maggior rialzo fra tutti i 14 più importanti indici borsistici mondiali.

Vogliamo cominciare così il nostro Commento, visto che vedere Piazza Affari realizzare la miglior performance settimanale è un evento più unico che raro.

Il merito di questo exploit, in particolar modo, è da attribuire al comparto bancario i cui titoli occupano i primi sei posti di questa classifica, confermando così un recupero che noi avevamo da tempo ipotizzato. Il settore bancario italiano, infatti, era ingiustamente sottostimato dal mercato, probabilmente perchè associato ad un Paese, come il nostro, che non gode della fiducia degli investitori istituzionali.

La settimana è cominciata nel migliore dei modi con due rialzi consistenti, seguivano due sedute di assestamento, quindi ancora un'ottima chiusura di ottava, dopo le indiscrezioni che gli stress test effettuati sulle banche europee avrebbero dato esiti più che confortanti per gli Istituti italiani.

Il nostro indice principale, comunque, da inizio anno continua a far segnare un ribasso superiore al 10%, ma occorre anche tener conto dei dividendi distribuiti il cui peso è certamente superiore al 2%.

Dopo questa ottava la metà (sette su quattordici) dei principali indici borsistici mondiali torna a far segnare un rialzo nell'anno in corso, nella maggior parte sono frazionali guadagni, ma se teniamo conto che soltanto due settimane fa avevamo solo segni “rossi” il cambiamento di sentiment non sembra trascurabile.

Certo che il campo finanziario è unico! Soltanto quindici giorni fa tutti i media del settore intervistavano le varie Cassandre (con Roubini in testa) che presagivano crolli paurosi dei listini, questi “guru” invitavano a vendere tutto ciò che si aveva in portafoglio o, se possibile, di aprire posizioni ribassiste,

Non ho le registrazioni, ma credetemi. I vari giornalisti porgevano loro i microfoni quasi con devozione, in attesa del “verbo”, sembravano implorassero “diteci di che morte dobbiamo morire”.

Il bello è che oggi c'è qualcuno che ritiene che le stesse persone che due settimane fa consigliavano di vendere, nella realtà, segretamente, stavano comprando, attribuendo quindi a questi “guru” sì una patente di disonesti, ma sostanzialmente di furbi e scaltri nell'approfittare del panico che loro stessi stavano seminando.

NOOOOOOOOOOOOOO!!! Non è così!!!

Questi veramente di economia e di mercati finanziari non capiscono nulla!!!

Loro erano assolutamente convinti di ciò che andavano dicendo, da questo punto di vista sono degli onesti, stupidi, ma onesti.

Sgombro il campo da ogni fraintendimento, con ciò non voglio dire che la situazione economica internazionale sia florida e che si prospettano anni da sogno, ma certamente, specialmente su alcuni listini, i prezzi dei titoli non sono assolutamente cari.

La situazione dei conti pubblici è davvero seria, ma, ad esempio, il mercato ha già scontato scenari peggiori rispetto a quelli attuali, come il mancato parziale rimborso dei prestiti dati alla Grecia.

Quindi, restiamo sempre prudenti, ma non facciamoci mai prendere dal panico, è il peggior consulente che ci sia.

Torniamo al nostro indice principale e, come al solito, analizziamo i titoli che hanno contribuito maggiormente alla sua variazione.

FTSE MIB a 20.752,31 punti (+5,55%).

Trentasei i titoli in rialzo, rispetto ai tre ribassi, uno solo è rimasto invariato.

UNICREDITO (+10,91%) non poteva che essere il nostro bancario “principe” a condurre la classifica settimanale. Un solo tentennamento nella seduta di mercoledì (qualche presa di beneficio) poi soltanto rialzi che hanno riportato le quotazioni vicino alla soglia dei due euro.

BANCA MPS (+10,54%) torna sopra quota 1 euro, sembra poco, ma non accadeva dal 4 maggio, e dopo aver sfiorato il livello di 80 cent significa aver recuperato il 25% dai minimi di due settimane or sono, insomma un bel sospiro di sollievo.

POPOLARE MILANO (+10,35%) un'ottima ultima seduta di settimana ha riportato ottimismo anche sull'Istituto meneghino. Sembra che il peggio sia alle spalle.

INTESA SAN PAOLO (+9,99%) andrebbe un po' ripetuto quanto già detto per Unicredito, anche la banca guidata da Corrado Passera era stata eccessivamente penalizzata dal mercato, le attuali quotazioni sono senz'altro più consone al titolo.

MEDIOBANCA (+9,14%) ed anche l'ex salotto buono della finanza torna decisamente a crescere soprattutto con un'ultima seduta che ha visto anche buoni volumi. Senza dubbio un buon segnale.

BANCO POPOLARE (+8,44%) eccellente anche la ripresa del Banco che vuole tornare a rivedere quota cinque euro, poteva sembrare un miraggio soltanto due settimane fa, ma ora il vento sembra sia cambiato.

UNIPOL (+6,66%) altro titolo che nei mesi scorsi è stato particolarmente bersagliato dalle vendite, alla base degli acquisti anche operazioni straordinarie sul capitale.

A2A (+6,39%) ottava che ha consacrato il titolo, dopo il primo rimbalzo avvenuto nella parte finale del mese scorso e che aveva riportato le quotazioni da area 1,1 a area 1,2 ora questa seconda ondata rialzista ha fatto superare quota 1,3 e sembra che non finisca qui.

SAIPEM (+6,24%) se torna un po' di ottimismo sulla ripresa è probabile che il petrolio possa risalire ancora, per Saipem poi, le commesse non finiscono mai.

FIAT (+5,88%) è un buon momento per l'azienda del Lingotto, la vicenda Pomigliano, comunque si risolva, dovrebbe portare benefici. Marchionne ha dovuto alzare la voce, non è nella sua natura, ma fare impresa in Italia è proprio un'impresa.

FONDIARIA (+5,63%) non benissimo nella parte finale della settimana, sarà molto importante vedere come si comporterà nella prossima ottava, i motivi per vedere crescere le quotazioni ci sono tutti.

IMPREGILO (+5,57%) peccato per l'ultima seduta, ma perlomeno ora il titolo quota decisamente sopra quota due euro.

GENERALI (+5,14%) completa una buona ottava per il comparto assicurativo che dà così segnali di vivacità.

Gli altri titoli ad aver avuto un rialzo nella settimana sono stati: Autogrill (+%), Telecom Italia (+%), Ubi Banca (+%), Eni (+%), Prysmian (+%), Italcementi (+%), Enel (+%), Cir (+%), Exor (+%), Mediolanum (+%), Azimut (+2,66%), Tenaris (+%), Terna (+%), Atlantia (+2,30%), Pirelli (+%), Lottomatica (+%), Buzzi Unicem (+%), Finmeccanica (+1,43%), Bulgari (+1,36%), Stmicroelectronics (+%), Mediaset (+%), Luxottica (+0,76%), Snam Rete Gas (+0,66%).

Passiamo ai ribassi.

GEOX (-1,77%) il titolo continua a fornire segnali di debolezza, occorre continuare a restarne fuori, solo con una decisa ripresa economica potrebbe tornare ad essere conveniente.

CAMPARI (-0,48%) terminate le operazioni sul capitale il titolo non ha più l'appeal di alcuni giorni fa.

ANSALDO (-0,31%) una brutta ultima seduta ha portato il titolo in territorio negativo, peccato!

Parmalat è rimasta invariata.

Ricordiamo che la prossima ottava comincerà con lo stacco di quattro dividendi per quanto riguarda il nostro indice principale, e precisamente: A2A (0,07 euro), Enel (0,15 euro), Tenaris (0,21 dollari) e Terna (0,12 euro).

Ottima settimana quindi quella appena trascorsa, e soprattutto le prospettive sull'immediato futuro sembrano tutt'ora rosee, cavalchiamo l'onda.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 
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08/09/2010 @ 5.57.07
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