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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Giancarlo Marcotti (del 08/09/2010 @ 20:30:29, in Commento di Chiusura, linkato 98 volte)
 
Probabilmente in pochi ad inizio mattinata avrebbero scommesso che nella seduta odierna i listini europei avrebbero concluso le contrattazioni facendo segnare rialzi generalizzati.

La chiusura in territorio negativo registrata ieri a Wall Street, le brutte performances arrivate dall'Asia, in particolare per la Piazza giapponese ed un sentiment negativo che pervadeva le sale operative ad inizio seduta non facevano presagire a nulla di buono.

Si attendeva con particolare timore l'asta di titoli di Stato decennali portoghesi, a questo si dovevano aggiungere le preoccupazioni per le banche greche, che necessitano di essere ricapitalizzate e per l'Anglo Irish Bank l'Istituto irlandese salvato dall'intervento pubblico.

Pur pagando uno spread significativo i titoli portoghesi sono stati ben digeriti dal mercato, mentre per quanto riguarda la banca irlandese la decisione è stata di suddividere l'Istituto in due tronconi, la cosiddetta bad bank sarà a carico dello Stato. Una soluzione dolorosa, ma che dovrebbe così fermare l'emorragia di deflussi di capitale alla quale si assisteva impotenti da tempo, è già arrivato anche il necessario ok di massima dall'Europa.

Si recuperavano così tutte le perdite della mattinata e nella seconda parte della seduta si veleggiava in territorio positivo incrementando i guadagno dopo la positiva apertura di Wall Street.

La nostra Piazza Affari, che ad inizio seduta risultava la peggiore, terminava col risultare la migliore al fixing proprio per il cambiamento di sentiment sul comparto bancario.

In Europa tutti i diciotto settori han fatto segnare un rialzo, il migliore è risultato le risorse di base, seguito un po' a sorpresa dal Food and Beverage e dal comparto auto.

Anche se nel Commento di Chiusura ci occupiamo soltanto dei titoli che compongono il nostro indice principale, non possiamo non citare il caso del giorno, e cioè l'Opa sul capitale residuale di Fastweb lanciata dalla controllante Swisscom, il premio pagato è di circa il 33%, l'offerta infatti si è attestata a 18 euro.

L'euro si è apprezzato sia nei confronti del dollaro che rispetto allo yen, per quanto riguarda invece il cross al centro dell'attenzione mondiale, ossia il dollaro/yen abbiamo assistito ad un leggero recupero del biglietto verde, che resta però ancora sotto quota 84 quindi su posizioni di estrema debolezza.

Ftse Mib a 20.580,26 punti (+0,91%).

Impregilo (+2,59%) dopo lo storno del giorno precedente riparte il titolo delle costruzioni che dimostra così di aver ritrovato la fiducia del mercato.

Banca MPS (+2,25%) ritorno immediato sopra quota 1 euro, partito, come tutti i bancari, in territorio negativo, alla fine fa segnare un'ottima performance, un segnale molto significativo che proietta la banca senese verso traguardi decisamente più ambiziosi.

Italcementi (+2,15%) Nomura ha tagliato il target price, ma aumentato il rating, ed il mercato ha letto in maniera positiva il report.

Parmalat (+2,09%) sfrutta alla perfezione la buona intonazione del comparto in Europa tornando a crescere in maniera significativa.

Fiat (+1,87%) bene il comparto nel Vecchio Continente che presumibilmente guarda alle immatricolazioni nei Paesi Emergenti.

Tenaris (+1,72%) dopo che ieri il titolo aveva “tenuto” oggi la conferma che il recupero in atto è importante.

Lottomatica (+1,70%) ci sta regalando le soddisfazioni sperate, molto importante il rialzo odierno che fa ripartire il titolo verso quotazioni più ambiziose.

Mediaset (+1,39%) altro titolo sul quale stiamo puntando, l'immediato recupero dopo lo scivolone di ieri ci fa ben sperare, ma occorre rimanere vigili, almeno per qualche giorno.

Finmeccanica (+1,32%) altro titolo nel nostro portafoglio, è arrivato al quarto rialzo consecutivo senza inviare segnali di “stanchezza” quindi confidiamo in ulteriori crescite.

Soltanto cinque titoli chiudono con il segno meno: Stmicroelectronics (-1,35%) sulla debolezza del settore in tutta Europa (anche Infineon termina in fondo alla classifica odierna sul Dax), Buzzi Unicem (-0,61%) bocciata da Nomura che gli preferisce Italcementi e Ansaldo (-0,61%) dopo prese di beneficio susseguenti al rialzo del giorno precedente.

Il segnale arrivato dal mercato è senz'altro confortante, ma va assolutamente confermato, non dovevamo abbatterci ieri così come non dobbiamo esaltarci oggi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
 
Di Giancarlo Marcotti (del 07/09/2010 @ 21:47:08, in Commento di Chiusura, linkato 97 volte)

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.


 
Naturalmente doveva arrivare, ma il primo storno di settembre, per le Borse europee, non ha avuto i connotati delle prese di beneficio e potrebbe lasciare più di qualche strascico.

Per la maggior parte degli osservatori internazionali tutto è dovuto ad un articolo apparso sul Wall Street Journal nel quale si avanzano dubbi sulla rigorosità degli stress test ai quali sono state sottoposte le banche europee circa due mesi or sono.

Se si voleva cercare una scusa per scendere la si è trovata, a nostro avviso hanno inciso maggiormente una riunione Ecofin nella quale i Ministri economici dell'Unione europea non sono stati d'accordo su nulla ed un piano come quello annunciato da Obama che lascia qualche perplessità.

Capiamo perfettamente che per il Presidente degli Stati Uniti i problemi sul tappeto sono più d'uno, e tutti non di facile soluzione, per cui ciò che è stato annunciato, e quanto verrà reso noto nei prossimi giorni, è tutto quanto era possibile mettere in campo in un periodo come quello che stiamo vivendo.

Se, al termine di questo piano di sviluppo, verranno stanziati circa 150 miliardi di dollari, ovviamente distribuiti su più anni, si sarà dato fondo a tutto, o quasi, per cui, se non dovesse funzionare, i problemi occupazionali diverrebbero, a quel punto, quasi drammatici.

Sul lato valutario è stata ancora una giornata “particolare” il dollaro ha guadagnato nei confronti dell'euro (sceso a 1,27), ma ha perso ancora, e ciò ha dell'incredibile, contro yen, toccando nuovi minimi, addirittura in area 83,5.

Nella nottata la borsa di Tokyo aveva lasciato sul terreno lo 0,80%, appesantita proprio dai titoli dell'export ed in particolare del comparto automobilistico quasi al collasso per il super-yen.

Il Premier Kan continua a glissare sulla vicenda valutaria, rischiando seriamente di perdere la tornata elettorale a favore del “chiacchierato” contendente Ozawa che si è chiaramente schierato a favore di un intervento diretto a mercato aperto da parte della Bank of Japan.

Sono arrivate alcune promozioni per diversi titoli del nostro indice principale, ma in una giornata simile il mercato ha guardato ad altro.

Ftse Mib a 20.395,45 punti (-1,28%).

Ansaldo (+3,36%) il piano Obama, essenzialmente incentrato sul potenziamento delle infrastrutture, aeroporti, stazioni ferroviarie e strade, ha galvanizzato il nostro maggior titolo del comparto, che ora ha a portata di mano il ritorno sopra quota 10 euro.

Fondiaria (+0,51%) in controtendenza rispetto al comparto europeo (-0,94%) continua il proprio recupero, avvantaggiata da una promozione (ad accumulate) di Banca Akros. Le quotazioni, però, restano tutt'ora estremamente contenute.

Passiamo ai ribassi più significativi.

Azimut (-2,62%) già ieri non aveva convinto troppo terminando con un contenuto ribasso, oggi lo storno è stato deciso, anche se alla fine si è recuperata quota 7 euro.

Fiat (-2,48%) tagliata da Nomura a “reduce” il titolo del Lingotto ha sottoperformato il settore (-0,54%).

Unicredit (-2,44%) in una seduta come questa, con i bancari nell'occhio del ciclone, il nostro Istituto più internazionale risulta ovviamente penalizzato dal mercato.

Mediobanca (-2,38%) un brusco dietro front che fa male. Occorre un immediato recupero per evitare di tornare verso quotazioni che si pensavano superate nel mese in corso.

Banco Popolare (-2,28%) altro ribasso annunciato dopo l'articolo del WSJ.

Insomma una seduta che andrà valutata alla luce di quel che accadrà nelle prossime giornate, al momento occorre sospendere il giudizio.

L'attività di M&A continua incessante e ciò testimonia di come gli attuali prezzi di mercato siano considerati appetibili.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 
Di Giancarlo Marcotti (del 06/09/2010 @ 20:59:29, in Commento di Chiusura, linkato 112 volte)
 
Orfane di Wall Street le Borse europee hanno avuto una seduta “sonnacchiosa”, priva di spunti di interesse anche per l'assenza di dati macro.

Le premesse che arrivavano dall'Asia erano ottime, Tokyo ha fatto registrare un rialzo superiore ai due punti percentuali, ma sono andate molto bene anche Hong Kong (+1,83%) e Bombay (+1,86%), forse dovevano recuperare il gap, rispetto alle Piazze occidentali, accumulato nella scorsa ottava.

Ancora un nulla di fatto sul fronte dollaro/yen, anzi la moneta giapponese si è ulteriormente rafforzata nei confronti del biglietto verde tornando ad 84 e spiccioli.

La vicenda sta assumendo i contorni del “nonsense” senza però una matrice umoristica, i cali della Borsa giapponese sono attribuiti al super-yen e quando, come oggi, il Nikkei cresce del due percento a cosa dobbiamo attribuire i guadagni della moneta nipponica? Qualcosa non quadra!

Si avvicinano le elezioni nel Paese del Sol Levante e qualcuno si scotterà, su questo non ci sono dubbi.

L'euro-dollaro, invece, dopo essere salito sopra quota 1,291 ad inizio mattinata è poi sceso di nuovo verso quota 1,288 fornendo comunque pochi spunti per gli operatori.

Era infatti partita bene la nostra Borsa, poi, dopo essersi rimangiata i guadagni iniziali, è tornata a salire, ma sempre di pochi decimi di punto, ulteriormente ridotti nelle ultime battute.

Ftse Mib a 20.660,19 punti (+0,10%).

Stmicroelectronics (+1,80%) continua la risalita del titolo che resta, però, su quotazioni storicamente basse. Perlomeno in questo mese si è vista una reazione ad una situazione che stava facendosi difficile.

Italcementi (+1,58%) altro titolo che deve risalire dagli abissi ed in queste giornate è tornato a respirare, il recupero di quota 6 euro potrebbe essere solo un primo passo verso obiettivi più ambiziosi.

Lottomatica (+1,35%) continua il buon momento per la società controllata dalla De Agostini, ovviamente i margini di crescita ci sono tutti, ma potrebbero anche verificarsi alcune prese di beneficio.

Geox (+1,16%) altro rimbalzo dopo un periodo difficile.

Finmeccanica (+1,15%) in questo caso, invece, il risultato è dovuto ad una commessa da 500 milioni.

Exor (+1,12%) abbastanza sorprendente in quanto il titolo Fiat è risultato il peggiore del listino.

Passiamo ai maggiori ribassi.

Fiat (-1,25%) aveva aperto bene, sopra quota 10 euro, poi ha cominciato a scivolare chiudendo sul minimo di giornata, nonostante una promozione di Mediobanca con target price a … 16 euro! E sappiamo che Piazzetta Cuccia dovrebbe essere ben informata sull'azienda del Lingotto.

Banca MPS (-1,09%) è rimasto sopra quota 1 euro, ma il segnale arrivato non è certamente confortante.

Tenaris (-0,85%) torna sotto quota 14 euro dopo che il petrolio è ritornato in area 73,5.

Chiariamo, noi siamo sempre contrari alla volatilità, a nostro avviso è in ogni caso una nemica dell'investitore, perchè crea confusione, anche se talvolta produce guadagni.

Preferiamo di gran lunga sedute come quella odierna che, seppur “noiose” sono più comprensibili, il fatto è che, sappiamo per certo, ci scontreremo presto con giornate ben più movimentate, occorre quindi essere sempre vigili ed approfittare delle opportunità.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
 
Di Giancarlo Marcotti (del 04/09/2010 @ 01:06:47, in Commento di Chiusura, linkato 147 volte)
 
Lunedì prossimo la Borsa di New York resterà chiusa per il Labour Day per cui oggi, per gli Stati Uniti, è una specie di “prefestivo”, si attendevano quindi volumi più contenuti.

Erano in agenda due dati macro molto significativi, quello sul mercato del lavoro e l'indice Ism non manifatturiero. Ricordiamo per inciso che mercoledì scorso i posti di lavoro creati dal settore privato erano risultati molto deludenti, mentre valori migliori delle attese arrivavano dall'indice Ism manifatturiero.

Ebbene oggi è accaduto proprio il contrario, bene i dati sull'occupazione (-54.000 i posti di lavoro, ma con attese di -106.000), mentre l'indice Ism servizi è calato al 51,5% dal precedente 53,8%, le previsioni degli analisti erano per un 53,6%.

Il mercato come ha reagito?

Il mercato borsistico, correttamente, ha pesato maggiormente il dato occupazionale, tutti i listini europei hanno quindi concluso le contrattazioni con rialzi intorno al punto percentuale, naturalmente non sui massimi di seduta, il mercato valutario, però, ancora una volta, si è comportato in maniera contraddittoria.

Il dollaro infatti si è deprezzato nei confronti dell'euro tornando verso quota 1,29 reagendo nel medesimo modo ad entrambi i dati macro, mentre, nei confronti dello yen dapprima, dopo il buon dato occupazionale, ha guadagnato una sessantina di punti risalendo sopra quota 85, ma successivamente, dopo l'indice Ism servizi, ne ha persi addirittura una ottantina.

Perchè questo eccessivo pessimismo sulla moneta statunitense se, a questo punto, sembra definitivamente scongiurato il pericolo del double dip?

E' vero che nuovi interventi della Fed a sostegno della ripresa possono indebolire la moneta, ma occorre anche sottolineare che la settimana appena trascorsa sui mercati ha indubbiamente riportato un maggior ottimismo sulla capacità dell'economia statunitense di uscire, anche se gradatamente dalla crisi economica.

Anche dal Giappone arrivavano messaggi contraddittori, c'è una eccessiva cautela e si tende a rinviare per motivi di “opportunità” un intervento diretto atto a far scendere la moneta nipponica, ma ormai la competizione elettorale (ricordiamo che si voterà il prossimo 14 settembre) si concentra tutta proprio su questo livello di cambio.

Per uscire dall'impasse il premier Kan sta cercando un'intesa internazionale, ma figuriamoci se in questa battaglia trova alleati disposti a schierarsi con lui, il suo principale avversario politico, e pretendente alla sua poltrona, Ichiro Ozawa lo sta incalzando principalmente su questo tema e si è apertamente schierato per l'intervento diretto della Bank of Japan sui mercati, come fece nel 2004.

Ora proprio lunedì prossimo 6 settembre c'è una ghiotta occasione, Wall Street non contratterà per la festività, potrebbe così essere il giorno prescelto per una maggior intraprendenza delle autorità monetarie giapponesi.

Alcuni analisti si sono spinti oltre (guardate fin dove si arriva...), visto che le ultime dichiarazioni ufficiali giunte da Tokyo, allontanavano il momento di un intervento diretto, ciò è stato interpretato proprio come un segnale opposto. Le autorità giapponesi, secondo questa tesi, dopo aver minacciato per giorni un'entrata nel mercato aperto, proprio nell'imminenza dell'operazione si sono affrettati a smentirla, insomma starebbero “giocando sporco” proprio per cogliere l'avversario impreparato.

Comunque sia (chi vivrà vedrà) personalmente ribadisco il mio pensiero in merito con una citazione poco elegante, ma efficace: si può uscire dalla melma, ma solo infangati.

In momenti come quelli attuali, quindi, non aspettiamoci cortesie e convenevoli, ma scorrettezze e colpi bassi.

Tornando ai listini borsistici la settimana si conclude con un rialzo medio di quattro punti percentuali, quindi soltanto in questi ultimi giorni, si è recuperato buona parte di quanto perso nell'intero mese di agosto.

Il nostro indice principale, il Ftse Mib, si è fermato a 20.639,86 punti (+1,12%) trascinato un po' da tutti i settori escluso il Food and Beverage.

E' stata Intesa San Paolo (+2,90%) a mettere a segno la migliore performance, ma bene si sono comportate anche Tenaris (+2,18%), tornata sopra i 14 euro, e Autogrill (+1,93%).

Il rialzo del petrolio ha favorito anche Eni (+1,80%) mentre Finmeccanica (+1,73%) è stata avvantaggiata da una grossa commessa in arrivo e dal “Buy” di Intermonte.

Tra gli industriali buoni risultati per Geox (+1,78%) e Fiat (+0,86%) che è ormai tornata ad un passo da quota 10 euro.

Sul fondo della classifica Parmalat (-1,44%), noi siamo usciti dall'investimento in essere in quanto se i mercati ritrovano fiducia sono di certo altri settori a beneficiarne maggiormente, restiamo comunque molto soddisfatti dal rendimento dell'operazione (+3,80%) ottenuto in 18 giorni di mercato sostanzialmente orso.

Male anche Prysmian (-1,24%) che interrompe così il bel recupero messo a segno nel mese in corso.

Insomma sui mercati borsistici, in queste giornate, non ci si annoia di certo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.



 
Di Giancarlo Marcotti (del 02/09/2010 @ 21:22:18, in Commento di Chiusura, linkato 197 volte)
 
Dopo la sbornia di ieri oggi si temevano prese di profitto, la partenza infatti avveniva in territorio negativo, ma alla fine sono prevalsi comunque gli acquisti, merito soprattutto di buoni dati macro provenienti dagli Stati Uniti.

Le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione sono diminuite di oltre 6.000 unità, il dato, conferma la riduzione già registrata la scorsa settimana ed è risultato superiore alle attese (3.000 unità). Ottimo anche il Pending Home Sales Index cresciuto del 5,2%, leggermente inferiore alle attese, invece, la produttività del lavoro nei settori non agricoli.

Scontata la decisione sui tassi della Bce era attesa la conferenza stampa del Presidente Trichet che segue all'annuncio, non ha però riservato sorprese, la comunicazione della revisione al rialzo delle stime di crescita per l'anno in corso era già data per certa, noi siamo convinti che si possa terminare l'anno con tassi di crescita vicini alla parte alta della forchetta.

Infine l'aggiornamento delle operazioni di M&A: si è conclusa la vicenda 3Par andata a Hewlett-Packard dopo il rilancio a 33 dollari per azione, Dell ha gettato la spugna e sta mettendo a segno un bel rialzo in Borsa. Oggi, infine, è stato il giorno di Burger King, la seconda catena statunitense di fast food, dopo Mc Donald's, è stata acquisita per 4 miliardi di dollari dal fondo di private equity 3G Capital, il titolo è così salito del 24% sul listino newyorkese.

Arrivando alle cose di casa nostra le immatricolazioni auto sono crollate nello scorso mese al valore più basso degli ultimi 17 anni, sono state vendute infatti soltanto 68.718 autoveicoli. Fiat ha fatto peggio del mercato e, ricordiamo, Ferrari ha dovuto richiamare il migliaio di autovetture che facilmente prendevano fuoco.

Il titolo del Lingotto, però, in Borsa ha guadagnato il 2,59% dopo che sia Equita Sim che Banca Imi hanno confermato il “Buy” e portato il target price rispettivamente a 15,50 e 15,30 euro. Hanno pesato maggiormente, infatti, l'ottima performance di Chrysler, le cui immatricolazioni sono salite, in controtendenza rispetto al mercato Usa, di oltre il 7%, ed il fatto che Fiat oggi guarda più verso altri mercati (Brasile, India e Cina) che non a quello domestico.

In questa giornata il mercato non ha dato retta agli analisti, Buzzi Unicem oggi ha fatto registrare un modesto ribasso (-0,34%) nonostante un report terrificante di Exane, la società francese ha infatti ridotto il target price del 50% a soli 6 euro, infine Bulgari è scesa dello 0,33% nonostante, in questo caso, Hsbc abbia portato il giudizio ad “Overweight” dal precedente Underweight.

Eccellente la performance di Banca MPS (+3,17%) che ha guidato i guadagni sul listino principale, tornando sopra la fatidica quota di 1 euro e terminando sui massimi di giornata. Nel comparto bene anche le altre Popolari con il Banco Popolare (+1,32%) e la Popolare di Milano (+1,00%) in evidenza.

Ottima seduta anche per il settore costruzioni, per parecchio tempo, infatti, in testa ai rialzi svettavano Italcementi (+3,08%) ed Impregilo (+2,90%).

Sul fondo della classifica Luxottica (-1,85%) e Autogrill (-1,48%) forse anche per la debolezza del dollaro, mentre Telecom (-1,46%) si è presa una pausa dopo un ottimo periodo.

La seduta odierna si è dimostrata molto importante a dispetto della variazione poco significativa (Ftse Mib a 20.412,28 punti +0,21%) proprio in virtù del fatto che seguiva una giornata “eccezionale”, tornare nella “normalità” facendo comunque segnare una freccia verde è un segnale da non sottovalutare.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 
Di Giancarlo Marcotti (del 01/09/2010 @ 22:40:53, in Commento di Chiusura, linkato 140 volte)
 
Attenzione domani cambia il mese, speriamo cambi anche la musica” con queste parole, ieri, avevamo voluto terminare il commento alla giornata di Borsa; e la musica è cambiata, eccome!

Nella nottata le Piazze asiatiche avevano ben performato in scia al recupero di Wall Street ed ad un paio di dati macro incoraggianti: il Pil australiano, che nel secondo trimestre è salito più del consenso (+1,2%), ed una produzione industriale cinese che accelera ad agosto dopo che a luglio aveva fatto registrare la crescita più bassa dal 2009.

La Borsa australiana capitalizzava il dato confortante, l'indice Asx infatti è cresciuto del +1,98%, non altrettanto Hong Kong, l'indice Hang Seng, infatti, ha guadagnato “soltanto” lo 0,43% non festeggiando dati come, ad esempio, quello delle immatricolazioni auto cresciute in Cina, nel mese di agosto, del 59% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (non è un errore di stampa, trattasi proprio di + cinquantanove percento, qui siamo in un altro mondo, su di un altro pianeta).

La prudenza del mercato cinese deriva essenzialmente dalle preoccupazioni riguardanti le esportazioni, settore determinante per l'economia, in attesa che il mercato interno possa gradualmente crescere in termini di volumi ed importanza.

Comunque dopo queste performances le Piazze europee cominciavano la seduta in maniera molto cauta, restando per la prima ora di contrattazione in territorio negativo, poi cominciavano a farsi strada gli acquisti ed il nostro indice principale ritrovava, verso mezzogiorno, l'importante livello dei 20.000 punti, da allora tutti gli sguardi erano rivolti agli Stati Uniti, i dati macro diventavano così ancora più importanti.

Attenzione però, erano attesi due dati da Oltreoceano, dapprima l'occupazione nel settore privato e poi l'indice Ism manifatturiero.

Arriva dopo le ore 14 il primo dato, ricordiamo per inciso che il settore privato aveva sempre creato posti di lavoro negli ultimi sei mesi, semmai era stato il settore pubblico a perderne, lo scorso mese di luglio il valore si era attestato a +42.000 e le attese erano per un +20.000.

Non possiamo nascondere che quando sul nostro computer è comparso il dato 10.000 ma con il segno meno davanti!!! Lo sconforto era tangibile, temevamo che tutti i guadagni fino ad allora accumulati dai listini andassero perduti in poco tempo.

Ed invece?

Ed invece il nostro indice, che stava guadagnando un punto e mezzo percentuale, scendeva soltanto di poco più di venti centesimi di punto, che immediatamente recuperava, inoltre anche il cambio dollaro yen, che si trovava sotto la soglia degli 84, perdeva solo una trentina di punti e per di più in pochi minuti non solo colmava il gap, ma saliva oltre quota 84.

Insomma un comportamento assolutamente anomalo e ben diverso da quanto eravamo abituati a vedere negli ultimi tempi, il mercato stava snobbando dati che in altri momenti sarebbero risultati catastrofici, perchè?

E chi è in grado di dare una risposta?


Tanto valeva attendere le ore 16 quando sarebbe stato diramato l'importante indice Ism manifatturiero, a luglio era stato fatto registrare il valore di 55,5% il consenso era tra 52 e 53%, ma molti temevano di vedere un dato inferiore al 50% che avrebbe significato contrazione.

Ebbene anche questa volta avevamo una grossa sorpresa, stavolta in positivo però, 56,3%! Lo scatto all'insù di tutti gli indici di borsa ed il cambio Usdyen era immediato, i listini europei salivano in un solo colpo di un ulteriore 1%, alla fine per Parigi, Madrid, Milano e Bruxelles il rialzo supererà i tre punti percentuali, ma anche tutte le altre Piazze terminavano le contrattazioni con guadagni superiori ai due punti e mezzo percentuali.

Insomma Borse champagne, spumeggianti!

Ovviamente tutti i settori risultavano positivi, ma in particolare quelli che erano stati maggiormente penalizzati nelle sedute precedenti, come il comparto del risparmio gestito, dei cementieri e dei bancari.

Inversione di tendenza quindi sui mercati internazionali? Dopo un agosto estremamente sofferto arriva un settembre decisamente più incoraggiante?

Naturalmente è ancora presto per dirlo, non si può però non evidenziare che il vento sia cambiato, in particolare il fatto che “non abbia lasciato traccia” un dato così negativo come quello sulla creazione (anzi la distruzione) di posti di lavoro nel settore privato (per gli Usa così importante) dovrebbe fare riflettere.

Tornano così alla mente le acquisizioni, o i tentativi di acquisizione, formalizzate in quest'ultimo periodo, nei settori più disparati, fanno un certo effetto soprattutto i premi che, chi vuole comprare, è disposto a sborsare, premi che soltanto pochi mesi fa sarebbero stati impensabili.

Vedete quindi che i motivi di riflessione, in momenti come quello che stiamo vivendo, non mancano di certo, solo il futuro ci svelerà i retroscena di un mercato che a tutt'oggi non smette di stupire.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 
Di Giancarlo Marcotti (del 31/08/2010 @ 22:43:36, in Commento di Chiusura, linkato 221 volte)
 
Tutto il mercato finanziario internazionale è condizionato da un tasso di cambio fra due monete: il dollaro e lo yen.

Per questo gli occhi degli operatori erano tutti puntati su Tokyo e ciò che è accaduto nella capitale nipponica è stato ancora una volta decisamente “anomalo”, il Nikkei ha perso il 3,55% e lo yen ha guadagnato ancora nei confronti del dollaro.

Ricapitoliamo, la Borsa giapponese perde perchè la sua moneta si apprezza continuamente nei confronti di tutte le altre valute, se lo yen si rivaluta, infatti, danneggia l'economia incentrata sulle esportazioni, ma se le società sono penalizzate dal cambio il loro valore in Borsa scenderà, insomma una spirale suicida che il Paese del Sol Levante deve assolutamente spezzare.

La Bank of Japan non ha alcun alleato, è chiaro che in periodi di crisi come questi ognuno tira acqua al proprio mulino, ma ha anche tutti i mezzi per far prendere una bella scottata agli speculatori che oggi hanno ancora posizioni rialziste sullo yen.

Ormai il Governatore Masaaki Shirakawa è diventata la persona più odiata in Giappone, il suo continuo temporeggiare e le timide azioni intraprese non hanno convinto nessuno, pur in una situazione politica perlomeno “confusa” riteniamo sia arrivato il momento di agire, ed agire significa vendere yen sul mercato come era stato fatto nel 2004 quando il cambio era arrivato al livello “pericoloso” di … udite, udite … 105 nei confronti del dollaro.

Ora, è bene ricordarlo, siamo a 84 contro il biglietto verde e si aspetta ancora cosa?

Alcuni analisti parlano di quota 80 come valore di “intervento”, ma se si aspetta così tanto il rischio è che poi siano necessarie valanghe di vendite per riportare il cambio intorno a valori (diciamo 90?) che possono sembrare congrui, mentre una “botta” adesso avrebbe un impatto immediato e consiglierebbe anche ai più incalliti speculatori un comportamento più prudente.

Esponiamo di nuovo il nostro pensiero, la crisi è sotto gli occhi di tutti, ma non ci sono valute “rifugio”, inoltre il “double dip”, negli Stati Uniti, a noi sembra molto improbabile visto che prevediamo una ripresa dell'economia Usa nel quarto trimestre, il segnale, seppur flebile è arrivato solo pochi giorni fa quando è stato ricalcolato il Pil del secondo trimestre all'1,6%, con queste premesse sarebbero sufficienti poche operazioni a mercato aperto della BoJ per far invertire immediatamente il trend sul cambio tra il dollaro e lo yen.

Un altro aspetto incoraggiante è che anche oggi, e siamo al secondo giorno consecutivo, abbiamo avuto dati macro statunitensi migliori delle attese, può sembrare poco, ma soltanto alcuni giorni fa scrivevamo che non arrivava un dato positivo nemmeno a pagarlo, ora non è più così.

In giornata infatti si sono dimostrati migliori del consenso sia la fiducia dei consumatori che i prezzi immobiliari, questo ha permesso ai listini europei, che erano partiti con forti ribassi, di terminare la seduta facendo segnare rialzi seppur non particolarmente rilevanti.

Ftse Mib a 19.734,57 punti (+0,18%).

Ansaldo (+4,25%) mette a segno il rimbalzo che ci si attendeva.

Popolare Milano (+2,08%) altro titolo fortemente penalizzato nei giorni scorsi.

A2A (+1,57%) completa una bella inversione di trend che prelude ad ulteriori salite.

Saipem (+1,17%) nonostante un ritracciamento del greggio.

Telecom Italia (+1,14%) un “pieno” che la dice lunga sulla provenienza degli acquisti.

Mediaset (+1,09%) promossa da Ubs a “Buy”.

Enel (+1,08%) altro titolo per cui, pare, il peggio sia passato.

Uno sguardo ai maggiori ribassi.

Fondiaria (-1,71%) nuovamente sotto quota 7,5 euro, inspiegabile.

Stmicroelectronics (-1,50%) un martirio, d'altronde il mese di agosto per il colosso americano AMD è stato traumatico.

Ubi Banca (-1,07%) massacrata dal mercato.

Fiat (-1,02%) deve consolidare questi livelli in attesa di tempi migliori, che senz'altro arriveranno.

Attenzione domani cambia il mese, speriamo cambi anche la musica.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.


 
Di Giancarlo Marcotti (del 30/08/2010 @ 21:41:43, in Commento di Chiusura, linkato 134 volte)
 
Chiusa la Borsa londinese per il “Bank Holiday” le altre piazze europee hanno terminato la prima seduta della settimana con ribassi di poco superiori al mezzo punto percentuale.

L'apertura avveniva in territorio positivo, ma, forse anche per motivi tecnici legati all'imminente termine del secondo quadrimestre, ben presto a prevalere sono state le vendite, non giovava al mercato, infatti, neppure un dato macro Usa migliore delle attese.

Se questa tesi si dimostrasse valida dovremmo attenderci anche per domani, perlomeno nella mattinata, una certa debolezza, mentre mercoledì diventerebbe così la seduta decisiva per capire se sia possibile assistere, finalmente, ad un'inversione del trend ribassista in atto.

In effetti il dato più atteso nella settimana, in uscita venerdì prossimo, riguarda il mercato del lavoro Usa, ma una ghiotta anticipazione si avrà mercoledì quando saranno rese note le stime dei nuovi posti di lavoro creati dal settore privato.

Ancora effervescente il mercato M&A la notizia del giorno è l'offerta di Sanofi Aventis per l'azienda biotecnologica statunitense Genzyme, una delle più importanti del comparto quotata sul Nasdaq, ricordiamo inoltre l'acquisizione da parte di Intel della controllata wireless di Infineon.

Infine, anche se non si tratta di una fusione od acquisizione, la notizia più importante di giornata arriva ancora dagli Usa, HP ha portato a 10 miliardi di dollari il piano di Buy Back già approvato lo scorso novembre per 8 miliardi di dollari, segno inequivocabile che la liquidità non manca.

Le due banche italiane che avevano diramato i dati venerdì scorso a mercati chiusi sono state accolte in maniera diametralmente opposta dal mercato, bene il Banco Popolare, male Ubi.

Ftse Mib a 19.699,66 punti (-0,59%).

Hanno fatto registrare le migliori performances giornaliere: Campari (+1,48%) sembra così terminato il periodo di ribassi, Banco Popolare (+1,42%) apprezzata la trimestrale, ma la chiusura avviene lontana dai massimi, Fondiaria Sai (+1,26%) al terzo rialzo consecutivo.

I maggiori ribassi si sono avuti per Ubi Banca (-2,78%) dopo dati trimestrali deludenti, Autogrill (-1,85%) un dietro-front assolutamente inatteso, Popolare Milano (-1,68%) sulla scia della semestrale deludente, Geox (-1,58%) l'ennesima brusca frenata, Prysmian (-1,37%) da tempo in chiara difficoltà e Stmicroelectronics (-1,12%) che non trova pace né un fondo al quale appoggiarsi.

Tutti attendono manovre dalle Banche centrali, speriamo arrivino al più presto.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.

 
Di Giancarlo Marcotti (del 27/08/2010 @ 21:42:57, in Commento di Chiusura, linkato 208 volte)

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Una seduta quasi pazzesca quella alla quale abbiamo assistito sui mercati borsistici, la partenza era negativa, sulla scia della debolezza fatta registrare da Wall Street nella giornata precedente, ma già a metà mattinata si riducevano le perdite fino ad azzerarle.

Poi arrivava il dato del Pil (o meglio Gdp nella versione anglosassone) statunitense, lo spartiacque era +1,4%, è arrivato un +1,6% ed il mercato ha festeggiato.

Ma il bello (si fa per dire) doveva ancora arrivare, dapprima un indice di fiducia dei consumatori del Michigan deludente, ma soprattutto un inizio dell'attesissimo discorso di Bernanke spaventavano i mercati che reagivano con un violento storno.

Il nostro indice principale perdeva in pochi minuti oltre 400 punti scendendo ben al di sotto dei 19.500 punti, poi Bernanke metteva in evidenza anche i motivi di ottimismo ridando ossigeno al mercato che reagiva con un poderoso rimbalzo, gli indici tornavano così in territorio positivo.

In conclusione questa settimana, non è risultata così negativa per i principali indici europei, due dei quali (Londra e Madrid) terminano anche con un frazionale rialzo.

Il nostro Ftse Mib chiude a 19.817,46 punti (+0,42%) condizionato molto dalle trimestrali e da fattori contingenti.

Gli investitori hanno premiato innanzitutto la trimestrale di Banca MPS (+5,00%), ma anche i numeri di Impregilo (+4,54%) hanno convinto.

Il dissequestro, da parte della procura romana, dei milioni riguardanti l'affare Sparkle ha messo le ali a Telecom Italia (+3,90%), Saipem (+1,75%) ha bissato il bel risultato del giorno precedente.

Dall'altra parte della classifica troviamo la Popolare di Milano (-4,47%) i cui conti hanno deluso le attese, male anche Stmicroelectronics (-3,41%) a seguito della revisione al ribasso dei ricavi per il colosso statunitense Intel.

La trimestrale di Intesa (-1,95%) è stata in linea con le attese, ma il mercato forse si aspettava una bella sorpresa che non è arrivata.

E' finito così il periodo “ferragostano” dalla prossima ottava torneranno maggiori volumi e le indicazioni del mercato saranno così più significative.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
 
Di Giancarlo Marcotti (del 26/08/2010 @ 22:33:51, in Commento di Chiusura, linkato 116 volte)
 
In una giornata positiva per tutti i listini del Vecchio Continente, la Borsa milanese mette a segno il miglior rialzo, il Ftse Mib è infatti l'unico a far registrare un guadagno superiore al punto percentuale.

Naturalmente il merito va ai bancari che hanno beneficiato dei buoni risultati della francese Credit Agricole e fin dalla mattinata sono stati ben intonati, dati sulle richieste di sussidi alla disoccupazione statunitense, finalmente superiori alle attese hanno migliorato ulteriormente l'umore.

Sui mercati, però si respira un'aria pesante, le motivazioni non mancano, ma di questi tempi si guarda più alle notizie negative che non a quelle positive.

Noi riteniamo che i dati che comunicheranno le nostre banche saranno sostanzialmente confortanti, ma la direzionalità dei mercati arriva da Oltreoceano.

Ftse Mib a 19.735,47 punti (+1,39%).

I migliori sono risultati: Intesa (+4,07%) in attesa dei dati che saranno resi noti domani, Banca MPS (+2,94%) la semestrale verrà comunicata in serata, Saipem (+2,83%) a causa del risveglio del petrolio, Azimut (+2,49%) classico rimbalzo, Atlantia (+1,94%) da qualche seduta riscoperta dal mercato, Fiat (+1,93%) Marchionne ha preannunciato che al termine del terzo trimestre potrebbero essere rivisti all'insù i target 2010.

I peggiori, ovviamente i difensivi: Snam Rete Gas (-1,02%), Terna (-0,32%).

Accettiamo ben volentieri una seduta come quella odierna, anche perchè le ininterrotte operazioni di acquisizione alle quali assistiamo in queste settimane sono senza dubbio dei segnali confortanti.

Oggi, ad esempio, è arrivata l'accettazione da parte di 3Par dell'offerta di Dell che conclude così un lungo braccio di ferro con HP per aggiudicarsi la società specializzata nell'immagazzinamento dei dati valutando l'azienda 24,3 dollari per azione, pagati cash.

Resta ancora aperta la vicenda Potash per la quale Bhp Billiton ha fatto un'offerta per 45 miliardi di dollari, ma sembra che all'azienda di fertilizzanti canadese sia interessata anche la Cina, staremo a vedere gli sviluppi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.
 

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Di roxioni
interessante articolo e speriamo che la donazione delle cellule staminali diventi prassi anche nel nostro paese.
08/09/2010 @ 14:49:11
Di cellule staminali
E' una forma mirata di stress test bancario cinese sui finanziamenti erogati.
08/09/2010 @ 10:48:03
Di roxioni
Penso che per il 17 di questo mese, scadenza tecnica dei futures, avremo le idee più chiare su che tipo di trend prenderà il mercato.
07/09/2010 @ 22:23:18
Di roxioni
Enrico, del post n.15 non ho capito un capzo ma ti voto per il fatto che affermi:"ci sono anche debiti storici"La cassa del mezzogiorno, mantenuta da decenni con la scusa dei debiti storici, che cosa ...
05/09/2010 @ 10:45:06
Di Mario
Enrico, cosa intendi con " L'industrializzazione non deve essere avulsa dalla produzione necessaria al mercato interno in termini occupazionali...."Vuol per caso dire che vuoi anche tu mantenere degli...
05/09/2010 @ 10:41:38
Di Mario
Enrico, cosa intendi col "recupero dei voti degli esclusi"????Magari che gli assenti hanno ragione??A casa mia gli assenti hanno sempre torto.Così come dovrebbe essere in qualsiasi società democratica...
05/09/2010 @ 10:32:48
Di Mario


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