"Non siamo perfetti": così il capo della Apple, Steve Jobs, ha giustificato i problemi tecnici dell'iPhone4, in vendita negli Usa e alcuni altri Paesi dal mese di giugno, mentre il 30 luglio sbarcherà in altri 18 Paesi, inclusa l'Italia.
Da tener presente che la versione precedente era stata commercializzata solamente a giugno del 2009. L'iPhone3 richiede una scheda SIM, mentre l'iPhone 4 una micro-SIM.
Ora ci si scandalizza perché l'iPhone4 presenta problemi tecnici, ma non del fatto che il nuovo apparecchio debba esistere! Perché commercializzare un nuovo apparecchio quando la tecnologia permetterebbe benissimo di aggiornare la versione precedente senza doverlo sostituire? E questo vale anche per i computer e tutta la serie di "pod", "pad", "kindle" e "nook".
Non voglio assolutamente infierire contro il progresso e/o l'innovazione, bensí solamente contro il business dell'obsoleto.
Vi siete mai chiesti perché una radio costruita negli anni 40 funzioni ancora, mentre un computer acquistato quattro anni fa sia obsoleto? Una volta vi erano efficaci ed efficienti comitati per la standardizzazione e tecnici che riparavano radio e televisori. Cosa mai successa, ad esempio, con i computer, perché diventano inutili ed inutilizzabili prima di avere il tempo di rompersi.
Infatti, sotto gli occhi non vigili delle autoritá di controllo e delle associazioni dei consumatori sonnolenti, con l'appoggio di politici ammanicati con l'industria IT ed una stampa resa complice dal fatto che per ogni nuovo apparecchio elettronico si lancia una ricca campagna pubblicitaria, si è sviluppata una vera e propria industria dell'absoleto a spese del consumatore e della societá intera.
Lo sgretolamento del potere politico causato da "interessi speciali" ha permesso la creazione di un business model dove societá generano profitti principalmente con il business dell'obsoleto persino con gli accessori, come gli alimentatori che non funzionano per modelli diversi della stessa marca.
É da poco che una Commissione Eu ha finalmente stabilito che almeno i ricaricatori dei telefonini debbano essere compatibili (in pratica con gli stessi attacchi) e quindi il consumatore non deve piú sostituire un cellulare solo perché la casa costruttrice ha astutamente smesso di produrre quel tipo di ricaricatore elettrico.
Eliminando l'industria dell'obsoleto si ridurrebbe di molto sia le spese d'acquisto che l'inquinamento ambientale risolvendo il problema mondiale di milioni e milioni di apparecchi diventati rifiuti (in gergo, "e-waste") per un totale di 50 milioni di tonnellate l'anno, oggetti che contengono molte sostanze nocive (come piombo e mercurio) e di cui solo il 20% puó essere riciclabile.
Forse è già troppo tardi, ma il buon senso dei consumatori ed un "revival" del ruolo di "servizio pubblico" dei politici dovrebbero spingere verso la restaurazione dei comitati per la standardizzazione sotto gli occhi vigili delle autoritá di controllo anche a costo di una guerra aperta, simile al fronte contro Wall Street e l'industria del petrolio.
Chissà, se si vincesse la guerra contro l'industria dell'obsoleto, le societá civili potrebbero sperare anche di vincere contro gli speculatori e persino contro la lobby degli alimentari. ( Fonte. americaoggi.info)
Il CEO di Google annuncia il prossimo debutto di un nuovo strumento a disposizione degli inserzionisti, che consentirà loro di coinvolgere in prima persona i navigatori nella promozione di prodotti e servizi: le inserzioni video interattive.
Il Web, almeno come lo conosciamo oggi, non potrebbe esistere se privato del complesso e articolato business dell'advertising online, primaria fonte di nutrimento per le aziende che si occupano della fornitura di servizi in Rete. Dall'editoria ai social network, piccole e grandi realtà traggono il capitale necessario al loro sostentamento dai proventi delle inserzioni pubblicitarie.
Chi ne ha fatto il proprio impero è, neanche a dirlo, Google. L'azienda di Mountain View si appresta a compiere un ulteriore passo in questo ambito, nell'ottica di anticipare le mosse dei più diretti concorrenti, annunciando la futura introduzione delle inserzioni video interattive.
Quale sia l'esatta forma di questo nuovo strumento non è ancora ben chiaro, così come al momento non è possibile ipotizzarne una data nemmeno indicativa per il lancio, ma da una prima analisi risulta quasi scontato l'obiettivo finale di una simile mossa: si tratta di uno step indirizzato a rendere i navigatori al tempo stesso destinatari e protagonisti del messaggio pubblicitario, facendo sì che un banner non sia più esclusivamente una porzione di pagina fonte di distrazioni, spesso volutamente ignorata durante la consultazione dei contenuti, ma rappresenti una possibilità di interazione, magari in tempo reale e che consenta di esprimere la propria opinione su prodotti e servizi. Insomma, il non plus ultra del marketing in piena epoca 2.0.
A parlarne è stato Eric Schmidt, CEO di Google, durante la conferenza Allen & Co. tenuta nei giorni scorsi in California e il cui intervento è stato riportato sulle pagine di WSJ.com. Secondo Schmidt, questo nuovo formato ha tutte le carte in regola per godere di un'ampia diffusione e venire così incontro alle più svariate tipologie di inserzionisti, che spesso si trovano in difficoltà nello scegliere la giusta via per promuovere il proprio business tra una miriade di alternative non sempre adatte alle proprie esigenze. ( Fonte: http://business.webnews.it)
La scoperta potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione, non solo tecnologica, nel campo della telefonia cellulare. Alcuni ricercatori dell’università Flinders di Adelaide sono riusciti a mettere a punto un sistema di trasmissione e ricezioni dati vocali in grado di fare a meno dei cosiddetti ” punti di raccolta centrali” utilizzati dalle compagnie telefoniche per collegare tra loro gli utenti via telefono.
Utilizzando l’interfaccia Wi-Fi, ormai estremamente diffusa anche nei cellulare ed utile a collegarsi ad internet pare che la nuova tecnologia possa trasmettere i dati-voce da un cellulare all’altro, allo scopo di far arrivare la trasmissione in una zona coperta dal campo. Se per ora la portata è limitata a poche centinaia di metri, un ulteriore sviluppo dovrebbe permettere un significativo ampliamento dell’efficacia del nuovo sistema, come ha spiegato alla abc Paul Gardner-Stephen, leader del progetto.
Le applicazioni sono innumerevoli, ma quella in assoluto più importante è la possibilità di raggiungere persone colpite da disastri ambientali, come terremoti, incendi, eruzioni vulcaniche o uragani, pressochè immediatamente. E’ un fatto che le difficoltà di comunicazione con chi staziona sul luogo del disastro, che sia stato colpitoo meno da quest’ultimo, siano sempre molto alte. Tra le prime strutture ad essere colpite dalle catastrofi naturali ci sono infatti i tralicci telefonici che, cadendo, di fatto interrompono la linee di comunicazione.
Il nuovo sistema è previsto che copra anche le mancanze satellitari, dove cioè la suddetta tecnologia “spaziale” ancora non arriva, o è resa temporaneamente inutile da condizioni atmosferiche oltremodo avverse. E’ attraverso un software ( un programma per pc, sostanzialmeten) che viene gestito il rimbalzo da un cellulare all’altro del segnale in assenza di campo. La sperimentazione che ha dato conferma della bontà dell’invenzione è stata fatta in diverse aree desertiche del continente australiano, dove appunto non esistono tralicci telefonici ne tantomeno copertura satellitare. ( Fonte: http://www.newnotizie.it) A.S.
Ci siamo. La transizione è arrivata. Era nell’aria già da tempo ma nessuno sembrava voler compiere l’ultimo decisivo passo. Béh, alla fine, a compierlo ci ha pensato l’Europa. Quella del Nord nello specifico. E dai ieri, 1 luglio 2010, in Finlandia, la connessione ad internet non è più un vacuo accessorio alla vita quotidiana, ma un diritto fondamentale sancito per legge. Primo Paese al mondo. Il Governo Finlandese ha infatti approvato la norma che apre definitivamente l’accesso alla connettività a tutti i cittadini sul suolo nazionale.
Le istituzioni ed i fornitori del servizio avranno l’obbligo, d’ora in poi, di fornire una connessione a banda larga ad almeno 1Mbps, che è la soglia minima garantita. A tutti gli abitanti. Ma c’è di più. Il calendario stilato prevede che entro il 2012 ci sia l’estensione del tetto base a 2 MBps e che nel 2015 tutta la popolazione sia fornita di una connessione 100 Mbps. Il provvedimento legislativo arriva dopo un importantissimo sondaggio condotto dalla BBC che aveva portato alla luce la netta presa di posizione da parte della cittadinanza. Quattro persone su cinque a favore del riconoscimento giuridico del medium. E la risposta delle Istituzioni non si è fatta attendere.
Chiare le parole del Ministro delle Comunicazioni finlandese, Suvi Linden, che ha dichiarato: «Il servizio Internet non ha più esclusivamente un ruolo di intrattenimento, ma è fondamentale per la vita di tutti i giorni dei finlandesi. Una legittimazione di questo tipo era un atto doveroso». Ovvio che la decisione è destinata a suscitare un bel po’ di polemiche nel resto del Continente, poiché in totale contrapposizione con l’atteggiamento assunto dalle grandi Nazioni nei confronti della Rete.
In Francia, ad esempio, è stata riconosciuta la possibilità di disconnettere definitivamente un utente in caso di continuativa e dimostrata attività, da parte di quest’ultimo, di azioni di file sharing riguardanti contenuti protetti da copyright. Comprensibile quindi che alcuni abbiano già etichettato il paese scandinavo come estremista radicale. Ma, al di là dei favorevoli o contrari, rimane indubbia l’importanza del cambiamento intrapreso dalla Finlandia. Che potremmo definire, senza eccessive esaltazioni, epocale. Il riconoscimento totale e definitivo dell’ingresso del Web nella vita quotidiana. E soprattutto la sua indispensabilità in molte delle nostre azioni. Davvero un grande passo in avanti. Chissà perché nessuno voleva farlo. ( Fonte: newnotizie.it)
L'iPad, una via di mezzo tra un iPhone e un laptop, non è la pozione magica che rilancerà l'editoria in crisi spingendo automaticamente i lettori dei quotidiani a pagare i contenuti sul web, attirando nel contempo nuovi introiti pubblicitari. A 24 ore dall'attesissimo lancio del tablet della Apple, passato il fascino della sorpresa, appaiono i primi interrogativi seri sull'oggetto ‘cult' del momento, l'iPad. Sono interrogativi che si aggiungono a quelli tecnologici risolvibili nelle future version: come la mancanza di telecamera, di slot per le carte memoria, l'impossibilità del multitasking o l'alta definizione 1080p.
Se il discorso è chiaro per i libri, con l'adesione al nuovo iBooks Store, la libreria virtuale della Apple, da parte dei principali editori americani, c'é molta più confusione sui quotidiani e sui periodici. Sul suo blog un esperto americano come Damon Kiesow riassume così la posizione espressa dai principali commentatori Usa: saranno gli editori a decidere il futuro esatto dell'oggetto della Apple. Cioé occorreranno fantasia e soprattutto nuove idee per attirare abbonati ai nuovi servizi giornalistici, sennò l'iPad sarà soltanto un mini-pc in più, anche se molto bello.
Nella sua lunga e dettagliata presentazione di mercoledì al Yerba Buena Center di San Francisco, Jobs è stato molto esplicito sui libri, poco sui quotidiani, segno che la strategia è ancora tutta da disegnare o almeno da sviluppare in profondità. L'unico modello concreto presentato è quello del futuro sito del New York Times, che a prima vista assomiglia molto all'attuale website della ‘vecchia signora in grigio'. Contrariamente a quanto succede per il Kindle, il lettore elettronico della Amazon attuale leader del mercato nonostante l'interfaccia spartana, non esiste ancora un modello di lettura di un quotidiano elettronico a pagamento per l'iPad.
Lo riconosce lo stesso Nyt scrivendo che "il Times non ha concluso nessun accordo con la Apple: è quindi ancora troppo presto per capire se il quotidiano venderà la sua App (il programmino) o se chiederà un abbonamento per l'iPad". E' pessimista Christian Hendricks, vicepresidente per i media interattivi del gruppo McClatchy, che pubblica quotidiani come il Miami Herald e il Kansas City Star: "Abbiamo visto poco interesse sugli abbonamenti" per l'iPad, spiega allo stesso Nyt. A Jobs dedica infine una spiritosa copertina l'Economist in edicola domani: un Jobs Gesù con in mano l'iPad, sotto un titolo in caratteri gotici cubitali ‘Il Vangelo di Jobs'.
Duro il sottotitolo: ‘speranza, montatura giornalistica e iPad'. L'editoriale del settimanale britannico sottolinea la sfida di Jobs, che dopo avere cambiato il mercato della musica e la telefonia vuole ora "trasformare non solo un'industria, ma tre: i computer, le telecom e i media". Il tablet - prosegue l'Economist - non salverà le compagnie editoriali in grosse difficoltà, che dipendevano dalle inserzioni, migrate sul web. E sovvenzionare l'acquisto di iPad risulterà carissimo: i quotidiani sono già disponibili sul Kindle, anche se l'iPad offre il vantaggio della pubblicità. Ad ogni modo - è la conclusione del settimanale - "società legate ai media stanno morendo, e non sarà un nuovo gadget a resuscitarle. Neppure la tablet di Gesù è in grado di fare miracoli". ( Fonte: americaoggi.info)
Con l'iPad, il nuovo tablet della Apple, il numero uno Steve Jobs gioca sui prezzi oltreché sull' innovazione tecnologica e l'eleganza del design.
Meno di 500 dollari, 499 per l'esattezza per il modello di base: il nuovo oggetto ‘cult' della casa di Cupertino, il tablet multimediale destinato a rivoluzionare il mondo della stampa e dell'editoria, mette già fuori mercato un concorrente di spicco. Cioé il Kindle Dx (quello più grande) della Amazon che ha lo stesso formato, 9,7 pollici, viene venduto a 10 dollari in meno, è stato appena lanciato sul mercato internazionale, ma che è soltanto un lettore digitale in bianco e nero.
L'iPad, presentato in pompa magna da uno Steve Jobs dimagrito ma in gran forma al Yerba Buena Center di San Francisco, assomiglia a un grande iPhone ed è un oggetto a metà strada tra uno smartphone e un laptop. Il Ceo della Apple, applaudito a più riprese, lo ha definito in questi termini: "la nostra tecnologia più avanzata in un oggetto magico e rivoluzionario ad un prezzo incredibile".
Le versioni dell'iPad sono sei in tutto, tre delle quali con la possibilità di un collegamento cellulare in 3G aperto e senza abbonamento (la At&t offre un collegamento illimitato a 30 dollari mensili), con le nuove carte Gsm MicroSim. Il modello con una memoria (flash) di 16GB verrà venduto a 499 dollari, che salgono a 599 per quello con 32GB e a 699 per quello con 64GB. Saranno disponibili negli Usa alla fine di marzo, mentre per quelli 3G occorrerà aspettare un mese in più, oltre a pagare 130 dollari supplementari: il modello di superlusso costerà quindi 829 dollari più le tasse.
Le caratteristiche tecniche svelate da Jobs sono le seguenti: l'iPad ha un display touch screen da 9,7 pollici con una tastiera virtuale e una leggibilità eccezionale ideale per libri, giornali e videogiochi, per un peso complessivo di 680 grammi. Per utilizzarlo a casa è in vendita a parte una tastierina fisica supplementare ed un dock per ancorare il tablet, sia orizzontalmente sia verticalmente. Il microprocessore, della Apple stessa, è a 1 Ghz, e il collegamento Wi-fi è quello più veloce sul mercato. La batteria dura fino a 10 ore, con standby di un mese circa. L'iPad utilizzerà tutti i programmini (le cosiddette Application) dell'iPhone, oltre a quelli, nuovi, messi a punto appositamente per il tablet. Tra questi spiccano l'App del New York Times e una serie di videogiochi molto sofisticati, da vera e propria console.
Sulla falsariga di iTunes, il programma che gestisce la musica, è stato creato iBooks e l'iBooks Store, con titoli a 9,99 dollari ma anche gratuiti. Il primo libro mostrato nella presentazione dell'iPad è "True Compass", il libro di memorie di Ted Kennedy, in vendita sull'iBooks Store a 14 dollari 99. Il prezzo di listino dello stesso volume in libreria è di 35 dollari, che scendono a 19.25 su Amazon e a 9.99 nell'edizione elettronica su Kindle. Le case editrici che hanno aderito alla joint-venture dell'iPad sono Penguin, Harpers Collins di Rupert Murdoch, Simon and Shuster, MacMillan e Book Group, la filiale americana di Hachette.
Qualche piccola perplessità e una polemica, infine. Esperti come David Pogue del Ny Times si dicono delusi perché considerano l'iPad troppo grande (non si può infilare in tasca) e troppo pesante (il doppio del Kindle). E le femministe americane protestano, come ricorda la radio pubblica Npr: iPad assomiglia a "pad", l'assorbente igienico mensile. ( Fonte: americaoggi.info)
Aspettando l’arrivo della Wii in versione total black, gli appassionati Nintendo possono deliziarsi con le indiscrezioni (ormai divenute notizie ufficiali) sul lancio di una nuova versione del Ds. La console portatile firmata da Nintendo è in commercio dal 2004 e ha già registrato almeno un paio di restyling, prima con la commercializzazione di Ds Lite, poi con il lancio di Dsi. In totale però, le vendite hanno raggiunto quota 100 milioni, confermando un successo assodato e universalmente riconosciuto.
Col passare del tempo e della tecnologia, la console portatile si è arricchita di sempre nuovi optional: touch screen, miglioramenti della grafica, nuove colorazioni, fotocamera, Wi-Fi ecc. Nelle ultime settimane si è però fatta sempre più insistente la voce dell’arrivo di una nuova versione del Ds. Le indiscrezioni, trapelate su numerosi siti specializzati, sono state ben presto confermate proprio dalla Nintendo che, nel corso di una conferenza stampa in quel di Tokyo, ha svelato le novità in serbo per l’ultimo arrivato della famiglia Ds.
Si chiamerà Nintendo Dsi LL e la novità è tutta nel titolo. La doppia L, sta, infatti, ad indicare la misura extra-large dello schermo che assumerà le dimensioni di 4.2 pollici. Peserà ben 314 grammi (100 in più dell’attuale Dsi) e costerà 20.000 yen (circa 149 euro). Il lancio del gioiellino dallo schermo prorompente è per ora limitato al Giappone che lo vedrà nei negozi a partire dal 21 novembre prossimo. Oltre alla console, gli acquirenti nipponici troveranno nella scatola anche due pennine, una più corta e una più lunga, tre giochi DsWare già installati, tra cui due titoli di Brain Training e il Ds Easy Dictionary. I colori del Ds LL saranno tre: si potrà infatti scegliere tra Dark Brown, Wine Red e Natural White. Per quanto riguarda il suo arrivo in Europa (date, prezzi ecc), ancora non vi sono comunicazioni ufficiali in merito. Ma è auspicabile che si saprà qualcosa in più nelle prossime settimane.
Intanto Nintendo, pur continuando a lavorare a pieno ritmo su Wii e Ds, ha dovuto rivedere al ribasso le stime per il 2009. Il primo semestre fiscale targato Nintendo si è chiuso con il 52% in meno di utili rispetto alla scorsa, ben più fortunata, annata. Tra aprile e settembre il colosso dei videogiochi ha infatti raccolto un utile netto di 69,5 miliardi di yen (pari a 515,4 mln di euro) a fronte degli oltre 144 miliardi ottenuti lo scorso anno. Il fatturato è calato del 34,5% e le vendite di Wii e Ds registrano flessioni non indifferenti. La console ammiraglia campione di vendite è stata globalmente venduta in 5,75 milioni di esemplari, mentre l’anno prima, nello stesso periodo, in 10 milioni di pezzi.
Anche il Ds ha visto diminuire la propria diffusione da 13,7 a 11,7 milioni. Ora l’azienda giapponese si attende un fatturato di 1.500 miliardi di yen (rispetto ai 1.800 precedentemente preventivati), nonché una vendita di Wii pari a 20 milioni di pezzi, contro i 26 milioni stimati. ( Fonte: ilsussidiario.net)
Autore: Marco Fattorini / Spunti di Gian Marco Pozzi
Le voci che giravano su una possibile fornitura di videocamera del nuovo iPod nano hanno colto nel segno. Il popolare lettore mp3 della Apple è stato dotato di una videocamera posteriore da 6.2 mm posta nell’angolo inferiore sinistro del dispositivo.
Per il resto poco sembra essere cambiato nell’iPod nano di quinta generazione. Il dispositivo si sviluppa nel senso della lunghezza, con la click wheel nella parte inferiore e lo schermo che monopolizza poco meno dei i 2/3 della superficie frontale. Il display è di dimensioni maggiori rispetto a quello impiegato sul predecessore: la diagonale misura 2,2 pollici e ha una risoluzione di 240x376 pixel. La finitura del dispositivo non è più ad effetto alluminio spazzolato ma ad effetto lucido/smaltato.
Il bordo superiore del lettore accoglie il piccolo selettore a slitta per il blocco dei comandi. Il connettore dock è situato come sempre sul profilo inferiore del dispositivo dove si torva anche il connettore minijack per le cuffie.
Le dimensioni complessive del lettore sono di 90,7mm x 38,7mm x 6,2mm: un lettore molto compatto e dal peso ridottissimo, solo 36,4 grammi.
Sicuramente la novità più rilevante dei gioiellini di casa Apple riguarda la videocamera integrata. Apple ha deciso di collocare la videocamera in corrispondenza dello spigolo posteriore destro, nella parte bassa del dispositivo. La videocamera è in grado di registrare filmati alla risoluzione di 640x480 (VGA) con frame rate di 30fps. Il modulo videocamera non è in grado di scattare fotografie. In prossimità dell'obiettivo è inoltre collocato un piccolo microfono.
La registrazione di filmati avviene in maniera molto semplice: una volta attivata la funzione videocamera sarà sufficiente premere il tasto centrale della click wheel per avviare la registrazione ed una seconda pressione dello stesso tasto interromperà la registrazione. La funzione videocamera dispone inoltre di quindici effetti video che possono essere applicati in tempo reale mentre si registra il filmato.
Tra le altre novità dell’iPod nano di quinta generazione si contano anche:
- FM Radio integrata: il sintonizzatore radio FM è una delle caratteristiche più attese sulla linea di lettori iPod. Gli auricolari, in questo caso, fungono anche da antenna. Per attivare le funzioni della radio bisogna utilizzare la click-wheel: sfiorandola è possibile scorrere le varie stazioni radio. Il sintonizzatore radio FM è inoltre provvisto di due interessanti funzionalità, Live Pause e iTunes Tagging. La prima è un sistema di timeshifting per la radio: sarà possibile interrompere l'ascolto di un programma radiofonico e di riprenderlo in un secondo momento dal punto in cui lo abbiamo sospeso. La seconda permette invece, per le stazioni radio che la supportano (e attualmente solo negli USA), di marcare un brano musicale trasmesso in radio per ritrovarlo in un secondo tempo su iTunes store ed eventualmente acquistarlo.
- Genius Mixes: si tratta di una funzionalità mutuata dal recente iTunes 9. Vengono creati fino a 12 "mix" di brani che "suonano bene insieme", questa almeno è la descrizione che ne dà Apple. In pratica si tratta di un sistema di aggregazione di brani musicali che vengono accostati in base ad una serie di elementi comuni (fondamentalmente il genere), tramite i quali vengono generate delle playlist senza fine.
- VoiceOver: è una funzionalità introdotta con la generazione di lettori iPod shuffle presentati nel corso del mese di marzo; si tratta di una tecnologia di sintesi vocale che permette letteralmente di annunciare i brani che sono mandati in riproduzione, quando non si possa per qualche motivo gettare un occhio al display. VoiceOver comunica il titolo del brano e l'autore, così come il titolo di eventuali playlist. L'abilitazione della funzionalità VoiceOver avviene tramite iTunes: una volta sincronizzata la musica con il lettore, sarà iTunes a provvedere alla creazione dei messaggi VoiceOver, che verranno stoccati all'interno di iPod nano ed assegnati a ciascun brano o playlist. VoiceOver supporta 14 differenti lingue, in modo tale che i messaggi risultino, per quanto possibile, esenti da errori di pronuncia. Se nell’iPod sono presenti brani con titoli propri di differenti idiomi, il lettore li leggerà correttamente, riuscendo a riconoscere la lingua corretta per ciascun titolo.
- Fitness: Oltre all'integrazione con il kit Nike+iPod, il cui supporto è già stato introdotto negli iPod nano di precedente generazione, il nuovo lettore di casa Apple sfrutta gli accelerometri interni per mettere a disposizione un pratico contapassi. La funzionalità contapassi permette di impostare il peso corporeo dell'utente, in modo tale che possa essere eseguito un calcolo indicativo delle calorie consumate. Il sistema permette inoltre di registrare le attività giornaliere ed è possibile inoltre impostare un obiettivo minimo di passi giornalieri.
IPod nano è disponibile in formato da 8GB a 139 euro e 16GB a 169 euro e in 9 colori, grigio, antracite, viola, azzurro, verde, arancione, rosa, giallo e rosso, questi ultimi due disponibili solamente nei negozi Apple Store e sullo store online. ( Fonte: www.ilsussidiario.net)
LA WII IN VERSIONE BLACK. Livrea totalmente nera e accessori in tinta: non si tratta di una nuova console ma della superchiacchierata Nintendo Wii che, dal 20 novembre, sarà disponibile in versione black per appassionati e giocatori. La piattaforma di gioco più venduta al mondo cambierà abito e dal bianco minimalista che accompagna la console dal 2006 passerà, con questa attesissima edizione limitata, all’estremo opposto nero lucido. Nintendo Wii Black debutterà il 6 novembre nel Regno Unito e in Irlanda per poi approdare nel nostro paese il 20 dello stesso mese.
La console dalla livrea nera sarà venduta con gli accessori Wiimote, WiiMotionPlus e Nunchuck, anch’essi neri, e i giochi Wii Sports e Wii Sports Resort. Oltre ai tre accessori “classici” abbinati alla console, saranno inoltre disponibili altri strumenti opzionali caratterizzati dal colore nero e da una vasta gamma di funzioni utilizzabili. Uno su tutti è il Classic Controller Pro. Per quanto riguarda il prezzo della Wii Black ancora non si hanno certezze né ufficialità però, un dato disponibile è quello del Giappone, patria della Nintendo, dove l’edizione limitata è già in vendita allo stesso prezzo della Wii bianca. Sembra quindi lecito aspettarsi che anche in Italia il costo della collega “di colore” non si discosti troppo dai 199 euro, attuale cifra da sborsare per possedere la console della Nintendo.
XBOX 360 E BLU RAY. Dopo mesi di indiscrezioni e speranze in merito al futuro matrimonio della console Microsoft con il formato Blu Ray, arrivano i primi importanti segnali da parte della casa di Redmond. A parlare è infatti Steve Ballmer, CEO di Microsoft che, in un’intervista a Gizmodo, ha annunciato l’arrivo di Blu Ray per Xbox 360 “sotto forma di accessorio”. Pur non rivelando ulteriori particolari sulla realizzazione di tale progetto, Ballmer torna sull’argomento Blu Ray dopo le vaghe dichiarazioni del 2008 in cui aveva dichiarato che “se i consumatori vorranno più scelta, siamo pronti a considerare il supporto alla tecnologia Blu-ray”.
Nell’intervista realizzata da Gizmodo, l’alto dirigente Microsoft pur rilanciando ancora qualche dubbio, “non so se abbiamo bisogno di usare il Blu Ray”, ha comunque aperto alla possibilità di averlo come accessorio spiegando poi che “il futuro del cinema è la distribuzione on demand piuttosto che su supporti fisici, stiamo solo cercando di andare avanti e di offrire il miglior intrattenimento possibile”. Dopo tale intervista sul Blu Ray, formato attualmente in forza alla Play Station 3, sono stati chiesti chiarimenti anche a Microsoft che, con un “non siamo pronti a commentare”, ha preferito non sbilanciarsi, annunciando comunque l’imminente arrivo di Zune, programma video che permetterà l’istant streaming a 1080p, offrendo pressocchè la stessa qualità dei Blu Ray.
BUONE NOTIZIE PER PS3. E’ tempo di rivincite per la console ammiraglia di casa Sony. Al lancio sul mercato della versione slim (dimensioni, consumi e costi contenuti) sono seguiti buoni risultati in termini di vendite e gradimento. Infatti, per la prima volta da quando è in commercio, Ps3 è risultata la piattaforma più venduta e, al contempo, negli Stati Uniti ha registrato un incremento dell’1% rispetto ai pezzi venduti esattamente un anno prima. Nel capitolo delle vendite globali di settembre la Playstation 3 ha infatti piazzato 491.800 unità contro le 462.800 della Wii. Terza invece la Xbox 360 che ha smerciato 356.600 apparecchi.
“Una crescita dell'1% in un momento difficile per l'economia è un dato piuttosto positivo”, ha dichiarato soddisfatto l'amministratore delegato di Sony America Jack Tretton. Un risultato che premia la scelta estiva di Sony di puntare sulla sua creatura Slim, ora efficacemente inseritasi nel mercato di Wii e colleghe. La battaglia dell’intrattenimento virtuale sembra non fermarsi, anzi è stata rilanciata in grande stile da questi nuovi colpi che sembrano prevedere lunga vita al mercato dei videogames. Che, tra l’altro, è divertentissimo. ( Fonte: www.ilsussidiario.net)
Finalmente sono note le caratteristiche e i prezzi della nuova famiglia di PC ultraportatili firmati dalla Sony con la sigla Vaio X. Modelli di lusso, figli del Vaio X505. Sony ha scelto per queste nuove macchine, indicate con le sigle VPC-X11S1E/B e VPC-X11S1E/X, processori Intel Atom Z550 e Z540, accreditati di frequenze operative rispettivamente di 2GHz e 1,86GHz ma accomunati da un TDP di soli 2,4W. Questo significa autonomia di esercizio e possibilità di integrare un sistema di raffreddamento per la CPU davvero minimale.
Sony dichiara per entrambi i modelli una durata della batteria a 4 celle di ben 8 ore, che salgono a 16 con l'utilizzo della versione estesa LL ad 8 celle disponibile in opzione.
Il pannello 16:9 scelto, con uno spessore di soli 1,85mm, vanta una diagonale di 11,1 pollici ed utilizza la tecnologia di retroilluminazione a LED, oltre a permettere di sfruttare una risoluzione di 1366x768 pixel. Il sottosistema video è sempre di casa Intel, con la soluzione Graphics Media Accelerator 500. Il quantitativo di memoria è di 2GB, mentre Sony ha deciso di esagerare sul fronte storage. I due modelli infatti sono dotati entrambi di SSD di rango elevato, marchiati Samsung. Si tratta di unità con prestazioni al vertice, con capacità di 128GB oppure 256GB.
Andando avanti con le caratteristiche, Sony ha adottato uno chassis in carbonio, sottoponendo il portatile a prove di durata e caduta molto severe. Una scelta ha sicuramente influito sul peso finale, solo 780 grammi con la batteria a 4 celle di serie. Le dimensioni sono davvero contenute, 185 x 13,9 x 278mm, che non hanno però costretto a rinunciare alla presenza di una porta Ethernet e 2 USB 2.0.
La connettività senza fili è tenuta in massima considerazione: WLAN 802.11b/g/n, Bluetooth 2.1 EDR, Everywair Wireless WAN 7.2Mbps (HSDPA/HSUPA), il tutto supportato anche dalla presenza di una webcam MotionEye integrata nella cornice del monitor, pensata per videochiamate e videoconferenze. Sono inoltre presenti ingressi per microfono e cuffie, VGA, oltre a slot per Memory Stick e schede SD.
I prodotti ultraesclusivi saranno in commercio a partire dal 22 di ottobre, al costo di 1499 Euro per il modello VPC-X11S1E/B da 128GB e Atom Z540, oppure 2099 Euro per il top di gamma con 256GB e Atom Z550. Prezzi elevati in assoluto, influenzati in maniera sensibile dalla presenza di Solid State Drive di fascia elevata e di grosso taglio.
I nuovi Vaio X saranno disponibili con sistema operativo Windows 7 Professional 32bit e si rivolgono principalmente al businessman. Da qui la scelta di puntare su un prodotto estremamente leggero, con un'ottima autonomia e una resistenza sicuramente superiore a molti dei modelli presenti in commercio. ( Fonte: www.ilsussidiario.net)