Immagine
 Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere... di redazione
 
Aruba - Registrazione nomi a dominio con spazio web illimitato a € 20.66 + iva annue
www.
 
\\ Home Page : Storico : Osservatorio Nazionale (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Berlusconi: nel Sud evasione inaccettabile. Nessun aumento delle tasse. Non toccheremo le pensioni. Tremonti: intervento giusto nei tempi giusti. Bersani: governo ha fallito, sbagli e favole. Roma capitale: tassa per soggiorni in hotel fino a 10 euro, il no del ministro Brambilla. Epifani annuncia: il 12 giugno manifestazione nazionale del lavoro pubblico

Lo scopo della manovra e' portare il deficit-Pil ''dall'attuale 5% al 2,7% nel 2012''. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare la manovra.

"NON TOCCHEREMO LE PENSIONI" - ''Le pensioni sono tutelate e garantite. Non abbiamo fatto nessun intervento sull'entita' delle pensioni. Chiediamo solo a chi si accinge ad andare in pensione di rimanere qualche mese in piu'''. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi.

"SITUAZIONE CONTI? RESPONSABILE LA SINISTRA" - La "responsabilità" dell'attuale situazione dei conti pubblici, oltre che dei governi della Prima Repubblica è anche del "governo della sinistra" che ha fatto una "riforma costituzionale dissennata che ha fatto esplodere i costi della sanità". Lo afferma Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
"NON ABBIAMO AUMENTATO TASSE NOSTRO OBIETTIVO E' RIDURLE" - ''Voglio sottolineare con forza che non abbiamo aumentato le tasse. Il nostro obiettivo e' quello di ridurle''. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi.

"NEL SUD EVASIONE INACCETTABILE" - ''Nel sud ci sono percentuali inaccettabili'' di evasione'' ad esempio ''l'85% in Calabria e il 63% in Sicilia''. Quindi i controlli inseriti dalla manovra sono ''il primo rimedio al malcostume'.Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi.

"SACRIFICI INDISPENSABILI" - ''I sacrifici richiesti sono indispensabili per difendere la nostra moneta'': lo afferma Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Indispensabili per difendere ''i nostri salari - dice - i risparmi delle famiglie, le imprese''.

"CE LA CHIEDE L'EUROPA" - "Il governo ha varato una manovra che è chiesta dall'Europa ed alla quale, quindi, siamo tenuti per gli impegni assunti da tutti con l'Ue". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi.

"TUTTI IN STESSA BARCA,CE LA FAREMO" - "Ringrazio il presidente Napolitano per l'esortazione ad una manovra condivisa. Facciamo nostra questa esortazione: siamo tutti nella stessa barca, che andrà avanti e supereremo anche questa situazione. Io sono un inguaribile ottimista e ne sono convinto". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi.

"DISOCCUPAZIONE PIU' BASSA MEDIA UE" - "Grazie a imprese e banche solide abbiamo il tasso di disoccupazione più basso rispetto alla media europea". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi.

"MISURE EQUILIBRATE MA INEVITABILI" - Nella manovra ci sono "provvedimenti equilibrati e inevitabili". Lo afferma Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Equilibrati "perché si chiede di più a chi ha evaso di più. Inevitabili - dice Berlusconi - perché l'Italia, al pari di altri Paesi della vecchia Europa, sta vivendo al di sopra delle proprie risorse".

"FEDERALISMO FISCALE LIMITERA' EVASIONE" - "Con il federalismo fiscale potremo porre un rimedio ancora più efficace all'autentica diserzione fiscale, perché coinvolgeremo i Comuni nell'accertamento dei redditi". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi. "Il contribuente ci penserà così due volte prima di fare una dichiarazione ad un Comune dove tutti conoscono la sua qualità di vita".

"RIPRESA C'E' E ABBIAMO FIDUCIA" - La ripresa "c'é e abbiamo fiducia nella ripresa in corso": lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare la manovra aggiungendo che si registra un "aumento dei consumi, delle esportazioni e della produzione".

MANOVRA: TREMONTI, GIUSTA NEI TEMPI GIUSTI, NOSTRO DOVERE

La manovra è un "intervento giusto tempestivo ed efficace. Fatto per il bene comune contenuto nel bilancio pubblico". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare la manovra. Si tratta insomma di "una cosa giusta fatta nel tempo giusto. In una parola abbiamo fatto il nostro dovere. Non c'erano alternative per tempi e contenuti". Quello della manovra e' un ''testo molto complesso, fatto di 54 articoli divisi su tre capi e che presentiamo in due parti una relativa alla competitivita' economica e una parte sulla sostenibilita' finanziaria''. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Un'impresa europea potrà venire in Italia e portarsi dietro il proprio regime fiscale. Si tratta di una misura sperimentale e ci vorrà all'inizio l'ok dell'Agenzia delle Entrate". Lo ha detto il ministro Tremonti. "E' un modo per rendere più competitivo il sistema Italia", ha aggiunto il ministro.

TREMONTI, ARRIVANO ZONE A BUROCRAZIA ZERO - Arrivano le 'zone a burocrazia zero'': lo annuncia il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso della conferenza stampa per illustrare la manovra. "Si tratta di aree - dice - identificate nelle regioni, immaginiamo a partire dal Mezzogiorno, dove ci sarà un responsabile del governo responsabile per tutta la burocrazia e dove ci sarà - aggiunge - uno sportello unico".

TREMONTI, CONGELAMENTO 3 ANNI PER PUBBLICO IMPIEGO - "Per il pubblico impiego c'é un congelamento per un periodo triennale mentre molti altri paesi hanno operato un taglio". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare la manovra. Il ministro ha spiegato che si tratta di "salari molto cresciuti e posti fissi, quindi meno esposti alla crisi".

TREMONTI, SISTEMA PENSIONI FRA I PIU' STABILI - "Il sistema italiano delle pensioni é fra i più stabili d'Europa": lo afferma il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante la conferenza stampa per illustrare la manovra. Il ministro ha ricordato che lo scorso anno il governo ha fatto una riforma previdenziale importante di cui "ieri con il ministro Sacconi è stato firmato il regolamento".

TREMONTI, VARRA' 24,9 MLD, MA DIFFICILE CIFRA PRECISA - La manovra avrà un impatto tra il 2011 e il 2012 di 24,9 miliardi di euro. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, aggiungendo che la manovra sarà di circa 12 miliardi nel 2011 e complessivamente 24 miliardi nel biennio. Ma - aggiunge - "é difficile fare una cifra precisa. Con un'economia che è in cambiamento e il futuro non é uguale al passato è complicato centrare lo 0,02% su come sarà il Pil nel 2011 o 2012".

TREMONTI, SE C'E' COMPARTO NON TOCCATO E' SANITA' - "Se c'é un comparto che non viene toccato è quello della sanitario". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare la manovra.

TREMONTI, SU EVASIONE DA URLA A LOTTA DURA - Le misure anti evasione assunte con la manovra ''fanno uscire la lotta all'evasione dalle urla alla effettiva, dura e concreta attivita' amministrativa''. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, illustrando la manovra in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

BERSANI: GOVERNO HA FALLITO, SBAGLI E FAVOLE 

"Inutile inventare pretesti e scuse. La manovra è l'esito sbagliato di due anni di politiche sbagliate". E' questo il giudizio di Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, sulla manovra. "Il governo - continua Bersani - finora ha pensato ad altro, ha raccontato favole e ha fallito dal lato delle riforme, dal lato della crescita e dal lato del controllo dei conti. Infatti mettere a posto i conti è un dovere che viene anche dall'Europa, ma averli così largamente fuori posto è piena responsabilità del governo. Una manovra concepita così ancora una volta non ci darà né riforme né crescita né equilibrio della finanza pubblica. Al di là dei giochi di specchi e dei soliti accorgimenti comunicativi la sostanza è chiara: ancora una volta il prezzo sarà pagato dai redditi medio bassi e dagli investimenti. Andando avanti così rischiamo davvero di metterci nei guai".

EPIFANI, SCIOPERO GENERALE ENTRO GIUGNO

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, proporrà al Direttivo della prossima settimana uno sciopero generale contro la manovra economica da attuare entro il mese di giugno. In precedenza si terrà una manifestazione nazionale sabato 12 giugno di tutto il mondo del lavoro pubblico. "Obiettivo della protesta - ha detto Epifani - è quello di cambiare i contenuti della manovra". Lo sciopero generale sara' di quattro ore con manifestazioni su base territoriale in tutti i settori. Gli obiettivi, ha spiegato Epifani in una conferenza stampa, sono la ''correzione della manovra e dire al governo di finirla di toccare e ridurre i diritti dei lavoratori''.

Il leader sindacale ha reso noto inoltre che il 2 giugno a Milano, giorno della festa della Repubblica, la Cgil promuovera' a Milano una manifestazione perche' sia anche ''la festa della nostra Costituzione''. La Cgil e' disposta a fare sacrifici ma non puo' accettare che a farli sia solo parte del Paese, che ci siano italiani di serie A e di serie B''. Per Epifani, nella manovra inoltre ''non c'e' traccia di riforme, i provvedimenti sono pasticciati e non sostengono gli investimenti e l'occupazione. Una manovra di tagli che reprime la crescita e fara' aumentare il tasso di disoccupazione nei prossimi anni. Non ci sottraiamo - ha insistito - ad un'azione di risanamento, ma facciamo nostre le parole del presidente della Repubblica: si' ai sacrifici ma, come lui dice, con equita'''.

FINI-SCHIFANI, SI' A TAGLI IN MISURA INDICATA DA MANOVRA

NON TOCCATA INDENNITA' MA DIARIA, VIAGGI, RIMBORSI TELEFONO
Camera e Senato opereranno dei tagli per una "riduzione della spesa nella misura indicata dalla manovra". E' quanto si legge in una nota congiunta delle presidenze di Montecitorio e Palazzo Madama dopo l'incontro di oggi dei presidenti che aveva come oggetto i tagli dovuti alla particolare situazione di crisi economica in corso. I tagli riguarderanno il trattamento economico dei parlamentari, quello del personale di servizio e gli stanziamenti di bilancio a carattere non vincolato, come le spese di rappresentanza.

I tagli ai parlamentari non dovrebbero riguardare le indennità ma la diaria, il rimborso viaggi, telefono e il contributo eletto-elettore. I risparmi verranno dunque predisposti nella misura indicata dalla manovra e solo dopo che il decreto sarà convertito in legge. I tagli, secondo quanto sarebbe emerso dalla riunione di oggi, non riguarderanno l'indennità dei parlamentari in quanto oggetto di tassazione e base per stabilire la pensione, ma la diaria di soggiorno (che attualmente alla Camera ammonta a un massimo di 4.003 euro mensili), il rimborso di spese per viaggi (ora è al massimo di 3.995 euro a trimestre), il rimborso telefoni (oggi 3.098 euro all'anno) e contributi per mantenere i contatti con gli elettori (4.190 euro al mese). Nelle voci di risparmio sono indicati: il trattamento economico dei parlamentari, quello degli stipendi e delle pensioni dei dipendenti di Camera e Senato e gli stanziamenti di bilancio 'a carattere non vincolato'. In quest'ultima categoria rientrano le spese di rappresentanza o per convegni.

Ma rientrerebbero nella "manovra" delle Camere anche i contributi per i gruppi parlamentari. Per quanto riguarda Montecitorio, il presidente Fini, a quanto si apprende, avrebbe accolto la proposta di studiare un sistema per la registrazione delle presenze dei parlamentari in commissione. Sistema già previsto in Senato e che potrebbe agevolare anche i risparmi.

S&P E FITCH, OK TAGLIO SPESA

Le misure contenute nella manovra approvata dal consiglio dei ministri forniscono "sostegno" all'attuale rating italiano da parte di Standard & Poor's. Lo ha detto Trevor Cullinan, un analista dell'agenzia di rating. Secondo Cullinan "le misure, che mettono le finanze pubbliche su un binario più sostenibile e aiutano a realizzare l'atteso netto calo della spesa primaria in percentuale del Pil, daranno sostegno ai rating della Repubblica italiana" attualmente pari ad A+ con prospettive stabili sul lungo termine.

Positivo anche il giudizio di Brian Coulton, analista dei rating sovrani dell'agenzia Fitch, secondo il quale la manovra rappresenta "un passo significativo" verso il consolidamento fiscale dell'Italia, e "in particolare l'attenzione alla spesa corrente è opportuna, dato che questa è stata la principale fonte di debolezza fiscale negli anni recenti".

"Ieri l'Italia ha fatto una scelta molto chiara, quella di salvaguardare i livelli di stato sociale e di operare forti riduzioni di spesa dei governi centrale, regionale e locale" ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, illustrando al forum dell'Ocse le linee della manovra italiana. "E' fondamentale - ha sottolineato - salvaguardare la coesione sociale". ( Fonte: americaoggi.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 27/05/2010 @ 07:30:00, in Osservatorio Nazionale, linkato 241 volte)

Lo strapotere dei conduttori e la 'nuova' politica. E se c'è un problema sociale o etico non si chiamano in causa filosofi o poeti: ci salviamo con Vespa, Santoro, Celentano o Bonolis .

In Italia i conduttori di talk-show in particolare e i personaggi televisivi in generale, dagli show men giù giù fino all'ultima velina, hanno preso un potere eccessivo, abnorme, spropositato e pericoloso. Costoro confondono la potenza del mezzo con la propria e così fanno i telespettatori a casa su cui i protagonisti dello show business televisivo esercitano un'influenza pesantissima. Un buon esempio del delirio di onnipotenza e della perdita di ogni e qualsiasi senso del limite e dei propri limiti l'ha dato giovedì sera ad Annozero Michele Santoro parlando per venti minuti buoni, e con grande arroganza, di sue questioni personali come se fossero fatti nazionali.

Dei precedenti (anche se in quei casi si trattava di direttori di testata) si erano avuti con Augusto Minzolini e, più lontano nel tempo, con Gad Lerner. Il fatto è che da noi i conduttori, soprattutto di talk-show politici ma non solo, non sono dei conduttori, sono dei protagonisti assoluti, dei domatori (si pensi a Costanzo, quando era ancora attivo), dei manipolatori a favore di una loro tesi o di qualche forza politica. In Svizzera, paese che ho frequentato a lungo e alla cui Tv sono stato spesso invitato, il conduttore fa, come dice la parola stessa, il conduttore, si limita cioè a stimolare, con intelligenza, gli ospiti e resta sullo sfondo. Noi non possiamo essere svizzeri, d'accordo, ma non possiamo nemmeno tollerare che i conduttori di talk-show abbiano assunto questa importanza che è superiore persino a quella degli uomini politici a meno che non si trasformino anch'essi in mascheroni televisivi.

Di fatto oggi la nuova classe dirigente italiana è formata dai protagonisti dello star system televisivo, sono costoro che dettano i costumi, la way of life, i comportamenti, le regole, le categorie sociali, politiche, etiche. Nella Grecia classica erano Platone e Aristotele, con le loro scuole, ad avere questa funzione e le loro concezioni si trasmettevano agli uomini di governo e, scendendo giù per li rami, alla popolazione. Col crollo delle strutture dell'Impero Romano furono i Padri della Chiesa (Ambrogio, Agostino) ad assumersi questo compito. Nel Medioevo è stata la scolastica. In seguito furono i pensatori illuministi, Mill, Locke, Kant, Hegel, Marx a porre le basi concettuali del mondo moderno. Ma direi che, per quel che riguarda l'Italia, la filosofia, la cultura e l'arte hanno largamente influenzato la società e la politica fino al fascismo compreso.

E ciò è avvenuto fino al dopoguerra proprio grazie alle "famigerate" ideologie: il liberalismo, l'idealismo crociano, il cattolicesimo sociale di Don Sturzo, il socialismo, il marxismo. A noi sono toccati i Vespa, i Santoro, i Floris, i Fazio, i Baudo, i Bonolis, le Ventura, le Marcuzzi, buone braccia sottratte all'agricoltura o al ricamo. E la stampa, canibalizzandosi, segue. Se c'è un problema sociale o anche etico i giornalisti, oltre ai preti, non vanno a chieder lumi a Severino, a Veca, a Rovatti, a Viano, a Ceronetti ma a Fiorello, a Jovanotti, a Celentano, ad Alba Parietti. Ed Edoardo Sanguineti, molto omaggiato post mortem, chi l'ha mai visto in Tv? Probabilmente era troppo brutto per avere diritto di apparire sul piccolo schermo.

La Televisione, dopo la straordinaria e irripetibile stagione di Ettore Bernabei, ha distrutto la cultura e direi anche la società italiana. E oggi, adoratori di idoli di cartapesta anzi di plastica, abbiamo ciò che ci meritiamo. Del resto lo stesso Bernabei aveva avvertito: “La televisione ha un potenziale esplosivo superiore a quello della bomba atomica. Se non ce ne rendiamo conto rischiamo di trovarci in un mondo di scimmie ingovernabili. Io dico che la tv di oggi è come la medicina del Settecento quando i barbieri facevano i chirurghi. Oggi per diventare chirurghi bisogna studiare 15 anni mentre per diventare una star della tv basta qualche apparizione”. ( Fonte: Massimo Fini)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 27/05/2010 @ 07:00:00, in Osservatorio Nazionale, linkato 162 volte)

Bambini e adolescenti che si perdono, che vengono rapiti, che sono sottratti da uno dei genitori, che si allontanano volontariamente da casa o da un istituto: il fenomeno dei minori scomparsi è complesso e variegato. E in crescita, stando ai dati diffusi ieri nel corso di un convegno dell'associazione "Telefono Azzurro", che per il 2009 parlano di più di mille casi non risolti, nei quali cioé il minore non è stato ritrovato, e per i primi due mesi del 2010 registrano già 222 segnalazioni.

Un fenomeno drammatico, dunque, che fa dire al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che occorre "intervenire tempestivamente" e perfezionare "anche sul piano sanzionatorio tutte le misure dirette a combattere ogni forma di violenza sui minori".

Ma in Italia l'importanza di questo problema è ancora scarsamente percepita, denuncia Telefono Azzurro, che in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi chiede un intervento sinergico tra istituzioni e associazioni, e promuove l'attivazione di un Centro Nazionale per i bambini scomparsi e sessualmente sfruttati, sorta di polo specialistico che possa intervenire sulle situazioni traumatiche generate dalla scomparsa di un minore.

Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare infanzia e adolescenza, punta il dito sulla mancanza di identificazione dei minori: "I ragazzini fino a 15 anni non possono avere la carta d'identità, se prendono i mezzi pubblici sono senza documenti, quelli stranieri fuggono dai centri di accoglienza e non se ne sa più nulla".

Insomma, se fosse possibile identificarli sarebbe più facile ritracciarli. Il ministro della gioventù, Giorgia Meloni, propone infatti una Carta d'identità elettronica. "Le tecnologie esistenti - dice - garantiscono sistemi che permettono l'individuazione dei bambini e vengono usate in altri Paesi già da tempo. Io non condivido gli allarmi riguardo a presunte schedature dei minori: lo scopo è quello di garantire la loro sicurezza e tutela. Sarebbe sicuramente opportuno che la legislazione europea si muovesse in questa direzione, in maniera tale da fornire uno strumento armonico per i provvedimenti da applicare nell'intera Ue".

Simonetta Matone, capo gabinetto del Ministero per le pari opportunità, mette a fuoco l'aspetto della sottrazione dei minori da parte di uno dei genitori, un "fenomeno in vorticoso aumento a causa dei matrimoni misti".

La maggior parte di questi bambini, spiega, viene portata in Paesi del Medio Oriente che non hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aja sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, e perciò non si possono riportare in Italia. Il fenomeno dei minori scomparsi si intreccia poi saldamente con quello degli abusi, e se il presidente del Senato, Renato Schifani, chiede "tempestive azioni collettive rivolte alla difesa dell'integrità" dei più piccoli, il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, assicura che la Chiesa "farà di tutto per meritare sempre, e sempre di più", la fiducia accordata dalle famiglie.

Intanto, la polizia postale affina le armi per combattere la pedofilia e la pornografia on line: assieme ad alcune università, sta studiando come individuare le videocamere o le macchine fotografiche che hanno ripreso abusi sui minori; sulle foto e sui video c'é una sorta di "impronta digitale" della macchina che li ha prodotti, che permetterebbe di risalire quindi agli autori. ( Fonte: americaoogi.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 26/05/2010 @ 15:20:56, in Osservatorio Nazionale, linkato 220 volte)

Alto, magrissimo, instancabile, un'aria ascetica e ispirata, le stampelle a sorreggerlo dopo la perdita della gamba sinistra sul fronte russo nella Seconda guerra mondiale: in molti ricorderanno così Silvius Magnago, uno dei padri dell'autonomia altoatesina, morto a Bolzano all'età di 96 anni.

Scompare l'ultimo testimone di un'epoca dell'Alto Adige, quella delle trattative per l'autonomia, ma anche quella degli attentati.

"Silvius Magnago - ha detto il suo successore, il presidente altoatesino Luis Durnwalder - non è stato solo per 32 anni il nostro presidente, non è stato solo la personalità che ha guidato il Sudtirolo in uno dei periodi più difficili della sua storia: Silvius Magnago era il Sudtirolo". Per il governatore, "dobbiamo ringraziare Magnago e la sua ferma volontà per la pacificazione e la comprensione se quella polveriera non è scoppiata".

Sulla capacità di guardare avanti di Magnago ha posto l'accento anche il capo dello Stato. "Seppure legato alle sue radici culturali - ha detto Napolitano - seppe dedicarsi con lungimiranza al processo di integrazione della comunità altoatesina di lingua tedesca nell'ambito della Repubblica italiana, contribuendo a trasfonderne il principio di valorizzazione delle autonomie locali in quel pacchetto di misure di speciale autonomia di cui fu autore e principale garante e che hanno reso possibile il comune, pacifico radicamento in una terra di frontiera di popolazioni diverse innanzitutto per lingua".

Numerose le affermazioni di stima arrivate da Roma. "Alle sue intuizioni e alla sua forte personalità - così il segretario nazionale del Partito democratico Pier Luigi Bersani - si deve la svolta decisiva che nella metà del secolo scorso portò l'abbandono dell'idea di secessione ed il riconoscimento dell'autonomia di una terra di confine, incrocio di culture e tradizioni diverse, passaggio inevitabile di scambi e conflitti". Per il leader radicale Marco Pannella, Magnago "ha rappresentato una testimonianza e una realtà di grande saggezza, di grandi sentimenti di fedeltà e di rispetto per la storia della sua terra, e anche di grande, sostanziale tolleranza". A giudizio di Sergio Divina e i senatori della Lega Nord "Magnago è stato per il Sud Tirolo una figura irripetibile".

In vista dei funerali, venerdì prossimo, la Svp ha invitato "tutti i sudtirolesi ad esporre sulle case la bandiera tirolese con la fascia di lutto". Magnago guidò la Provincia per 29 anni e la Suedtiroler Volkspartei per 35 anni. "L'autonomia dell'Alto Adige - ha detto il segretario della Svp Richard Theiner - è la grande opera della sua vita". "E' merito del suo impegno politico, se l'Alto Adige ha vissuto decenni di crescita, di stabilità e di un consolidamento della lingua e cultura".

Come uomo di dialogo Magnago puntò sempre sulle trattative per un consolidamento dell'autonomia, giudicando inopportuna la via dell'autodeterminazione. Per questo la Suedtiroler Freiheit, il partito della pasionaria sudtirolese Eva Klotz, lo ha criticato anche dopo la sua morte. "Magnago - si legge in una nota - entra nella storia come grande sudtirolese, che ha fatto molto per il suo paese. Però non ha mai osato il grande passo verso la libertà".

Secondo la Suedtiroler Freiheit, Magnago era "una persona contraddittoria, capace di una grande durezza e freddezza nei confronti delle vittime di torture disumane, diventandone così complice".

Anche Vienna ha reso omaggio al leader storico dell'Alto Adige. Per il presidente austriaco Heinz Fischer, "Magnago era un esempio di politico integro e con senso di responsabilità che anche nella massima determinazione nella causa non ha mai perso di vista l'obbiettivo di comprensione ed equilibrio". Secondo il governatore del Tirolo, Guenther Platter, "é giusto definire Magnago il padre dell'Alto Adige moderno".

Gli altoatesini da domani potranno dare l'ultimo saluto al loro leader storico nella camera ardente che sarà allestita a Palazzo Widmann, la sede della giunta provinciale. ( Fonte: americoggi.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 

La Finanziaria triennale messa a punto dal governo non è una manovra come le altre, richiede la massima condivisione perché è destinata sostanzialmente a tagliare in modo strutturale il debito pubblico italiano e a sostenere il piano di salvataggio dell'euro. E' sulla base di questo assunto che Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, dopo qualche iniziale incomprensione, cercano l'appoggio di tutti, imprenditori, sindacati, enti locali e della stessa opposizione.

Che si tratti di una partita di amplissima portata, del resto, lo ha fatto sapere per primo Giorgio Napolitano da Washington dove è in visita di Stato, auspicando una convergenza di tutti i partiti in un'azione che riguarda l'Europa. Tuttavia le prime reazioni dell'opposizione sono poco incoraggianti: Pier Luigi Bersani parla di manovra depressiva, Rosy Bindi dice che i tagli indiscriminati rendono il confronto difficile perché il peso dei tagli potrebbe finire sulle spalle degli enti locali, e delle Regioni in particolare, in modo "insostenibile" (parole di Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni).

Anche i sindacati sono divisi, la Cgil non esclude lo sciopero generale dal momento che la nuova Finanziaria - secondo Guglielmo Epifani - fa pagare solo i lavoratori mentre non vengono colpite le rendite da capitale. E' il motivo per cui il democratico Francesco Laratta chiede a Tremonti di tassare le entrate dello scudo fiscale con un 5 per cento aggiuntivo in base a elementari motivi di equità sociale.

La credibilità della manovra attuata dal governo si giocherà in parte su questo fronte: non a caso il ministro dell'Economia ha insistito perché i tagli alla politica e agli stipendi dei top manager fossero "veri" e non una semplice una tantum. Si tratta di una richiesta avanzata anche da Confindustria.

Tuttavia il cuore del problema è ben altro e Tremonti lo ha inquadrato perfettamente: l'Europa attualmente produce più debito che ricchezza; e, come ha denunciato più volte Angela Merkel, è vissuta al di sopra delle proprie possibilità. Un errore che non ha riguardato solo la Grecia.

E' interessante notare, a questo proposito, come sembrino proprio i cittadini i primi ad essersene resi conto: un sondaggio dell'istituto Crespi dice che la maggioranza degli italiani avrebbero voluto tagli ancora maggiori, una richiesta implicita di mettere davvero in sicurezza i conti dello Stato. Ora, è su questo fronte che la strategia del governo ha offerto il fianco a molte fondate critiche: non si capisce, dice l'opposizione, come si sia potuti passare nel giro di un paio di giorni dal tutto va bene al rischio Grecia. O c'é stata sottovalutazione o disinformazione. E si tratta di perplessità avanzate anche dagli industriali.

In altre parole, l'offensiva dell'ottimismo scelta dal governo per scongiurare il "panic selling" non ha funzionato e adesso si ritorce sull'esecutivo come un boomerang. Non hanno giovato neanche le voci di contrasti tra il premier e il ministro dell'Economia se Umberto Bossi è stato costretto a scendere personalmente in campo per "gettare acqua sul fuoco", vista la drammaticità del momento, e assicurare il pieno sostegno alla politica dei sacrifici, nonostante la base padana non abbia certo dimenticato le vecchie polemiche contro l'Europa dei banchieri.

Insomma, sembra difficile per il governo ottenere l'appoggio dell'opposizione senza qualche concessione significativa almeno sul modo di realizzare una politica di unità nazionale contro la crisi. Indubbiamente le difficoltà hanno creato uno spazio per la proposta di Pier Ferdinando Casini di smussare le asprezze del bipolarismo e dare vita a un clima di solidarietà nazionale, senza che ciò significhi governare insieme.

Si tratterà di vedere se e come il Pd raccoglierà l'appello del capo dello Stato, lanciato con un significativo tempismo. E in questo senso, qualche segnale potrebbe giungere anche dall'ammorbidimento del centrodestra sul provvedimento contro le intercettazioni. Lo stesso presidente del Senato ha invitato a tornare al testo della Camera e il Guardasigilli Alfano non ha escluso nuove correzioni. I democratici, che hanno giudicato positivamente la proposta lanciata dal Foglio di riprendere il vecchio ddl Mastella approvato dal governo Prodi, ritengono che i passi avanti non siano ancora sufficienti, ma comunque un cambio di clima sembra esserci stato. ( Fonte: americaoggi.info)

Autore: pierfrancesco.frere@ansa.it

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 

Non c'è bisogno di spulciare tra gli articoli del testo per comprendere l'impatto della manovra. A spiegarci che la festa, peraltro mai cominciata, adesso è proprio finita, aveva già provveduto Gianni Letta, la colomba del governo che dava l'annuncio con parole come pietre: "Sacrifici molto pesanti, molto duri, spero provvisori per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia".

Dunque, le reazioni negative delle Regioni e della Cgil sono scontate, perché i governatori e il sindacato più vicino all'opposizione di sinistra rappresentano gli ambiti maggiormente colpiti dalla scure del governo: enti locali da una parte, dipendenti pubblici dall'altra.

È ben vero che fra tagli di spesa, congelamenti di retribuzioni e rinvii per andare in pensione, il provvedimento (24 miliardi nel 2011/2012) intende anche recuperare l'evasione fiscale, cancellare le invalidità fasulle, abolire enti inutili, dare una sforbiciatina alle indennità parlamentari e ministeriali, e altre misure reclamate da tempo e da tutti. Come ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, questa non è una finanziaria qualsiasi: "Dobbiamo gestirla tutti insieme".

Ma l'equità sociale sembra un traguardo, più che un dato di partenza. Perché, a fronte della certezza che i lavoratori pubblici e privati faranno la loro parte, e che indirettamente la faranno pure tutti gli italiani per l'eliminazione o la riduzione di servizi locali, la fine delle vere ingiustizie, cioè i privilegi della casta e lo schiaffo di chi non paga le tasse, sono solo o soprattutto un'ipotesi contabile e politica.

Al rischio, poi, dei due pesi e delle due misure si somma l'urgenza di riforme strutturali per rilanciare la produttività.

Tagliare è necessario, ma non basta. Se il governo avesse il coraggio dell'impopolarità, questo sarebbe il momento per impostare il grande risanamento, come non per caso stanno facendo la Germania e la Francia con misure draconiane.

Gli italiani farebbero un po' più volentieri i sacrifici richiesti e necessari, se fossero consapevoli di poter così contribuire a sradicare mali endemici, a raddrizzare la mala gestione -per esempio-, nella sanità, nell'assistenza, nella previdenza che ha creato voragini negli anni. Pagare tutti, ma per migliorare tutti, non solo per chiudere, oggi e di corsa, una possibile falla monetaria, senza una grande visione per il rilancio economico, domani.

È questa la sfida che attende il governo, e che potrebbe perfino mutarne la natura politica, aprendosi verso l'Udc di Pierferdinando Casini che, oltretutto, sta a sua volta trasformandosi in "Partito della Nazione". Un centro-destra allargato nelle votazioni in Parlamento, e capace di dialogare col Pd, che a modo suo, proprio in nome della crisi da superare, potrebbe essere indotto ad accelerare il profilo riformista, distanziandosi dal radicalismo del "no" a tutto.

Se, invece, il governo resterà a metà strada, imponendo sacrifici, ma non cambiamenti profondi, può compromettere perfino le riforme annunciate. In un Paese diviso tra chi paga troppe tasse e chi le evade, tra chi pedala e chi va in auto blu, tra chi va in pensione dopo quarant'anni e chi dopo mezza legislatura, il federalismo appare solo una beffa, o una chimera. ( Fonte: americaoggi.info)

Autore: f.guiglia@tiscali.it

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 26/05/2010 @ 07:59:46, in Osservatorio Nazionale, linkato 1396 volte)

La manovra economica avrà un impatto di 12 miliardi nel 2011 e altrettanti nel 2012. E si tratta di misure strutturali. Quindi il secondo anno l'intervento complessivo varrà il doppio. E oltre a "contenere" i conti pubblici riducendo durante il percorso il deficit sotto il 3% conterrà "in parte" anche misure di sviluppo. Misure che però, data la straordinarietà del momento, vanno gestite tutte insieme.

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dopo aver ricevuto un sostanziale via libera politico, con alcune eccezioni, dalla consulta economica del Pdl affronta i rappresentanti delle autonomie territoriali e, a stretto giro, le parti sociali. I due tavoli ascoltano le proposte del ministro e rilanciano le loro richieste che, in qualche caso, si trasformano in proteste contro una "cura" che imporrà non pochi sacrifici. Ma il ministro è perentorio ed affida la sua filosofia ad Aristotele: "primum vivere - dice Tremonti alle parti - deinde philosophari", cioé prima pensiamo a ciò che é necessario: vivere.

Tra le prime misure che il titolare il via XX Settembre illustra c'é quella sui dipendenti pubblici che non avranno "un euro in più in busta paga". Avranno tutti il congelamento triennale generale delle retribuzioni. Proposta che lascia particolarmente inquieto soprattutto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani ("sarà colpito il dipendente che guadagna 1500 euro, non chi ha un reddito di un milione"). Non solo: nei tagli incappano anche gli stessi dipendenti di Palazzo Chigi, dove si svolgono gli incontri, che si radunano in cortile e rivolgono al ministro un ironico "bravo! bravo!" con tanto di applauso.

Ma il rigore al quale il ministro fa appello riguarda anche le pensioni di invalidità: sono cresciute da 6 a 16 miliardi - dice il ministro - così il governo con la manovra intende tornare ai criteri rigorosi del 1988 con una stretta sugli assegni di invalidità e soprattutto controlli straordinari (200.000 in più rispetto ai previsti) per stanare i falsi invalidi. Il Governo inoltre - annuncia - sta lavorando con le Regioni a costi standard per la sanità, cioé stessa prestazione, stesso costo indipendentemente dalla regione dove viene praticata per allineare chi sfora al comportamento dei più virtuosi. Il ministro cerca anche di rassicurare gli "ospiti": gli interventi della manovra - spiega - non prevedono "tagli lineari" ai ministeri e rispetterà l'autonomia prevista per i diversi organi costituzionali, regioni comprese. E proprio alle regioni però il ministro lancia un avvertimento: occhio ai conti o potremmo perdere i contributi della Ue.

Tremonti parla cioé dei rischi che potrebbero derivare all'aggiornamento del patto di Stabilità, rischi che potrebbero impattare proprio sulle regioni che dei contributi europei sono spesso beneficiari. E se le ragioni del rigore non risultassero del tutto chiare Tremonti lancia un appello: quella che il governo si appresta a varare "non è una classica legge finanziaria. È una discontinuità intensa di sistema che tutti dobbiamo comprendere" e che dovrà essere gestita da tutti, insieme.
( Fonte: americaoggi.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 26/05/2010 @ 07:50:14, in Osservatorio Nazionale, linkato 156 volte)

Il disegno di legge sulle intercettazioni mina senz'altro il diritto di cronaca. Ma il vero effetto dirompente del provvedimento è rendere meno efficace lo strumento investigativo più utile nelle inchieste giudiziarie. Non vorremmo quindi che nella discussione di questi giorni la giusta reazione dei media spostasse l'attenzione della discussione dal problema cruciale: le intercettazioni sono uno strumento di indagine e reperimento delle prove essenziale per la magistratura. E' prima di tutto su queste limitazioni che va condotta una battaglia civile.

Il mondo dell’informazione si è compattato nelle ultime settimane, coinvolgendo giornalisti con posizioni politiche anche diverse, nell’opporsi al disegno di legge sulle intercettazioni. È un segnale importante che fa emergere i media come uno dei poteri di controllo all’interno di una società democratica. L’impossibilità di riportare notizie e atti di inchiesta fino al termine dell’udienza preliminare, anche quando questi stessi documenti non siano più coperti dal segreto istruttorio, appare un esercizio di arroganza del potere politico che molti costituzionalisti giudicano destinato a un nuovo frontale con la valutazione della Corte costituzionale. Il divieto di pubblicare il contenuto delle intercettazioni contenute negli atti, nemmeno in forma di riassunto, limita ulteriormente il ruolo dell’informazione nell’orientare l’opinione pubblica. E confonde alcuni eccessi, che pur si sono verificati nella ricerca del particolare sensazionale quanto irrilevante nell’ambito delle indagini, con un bando generalizzato che impedisce al cittadino di conoscere.

LIMITI SOPRATTUTTO ALLA MAGISTRATURA

Sono considerazioni talmente ovvie che viene quasi da vergognarsi di doverle fare. E sicuramente l’imbarazzo è il primo sentimento che affiora quando capita di parlare con amici e colleghi stranieri che chiedono lumi sulle ragioni di questo assurdo provvedimento.

Ma una volta chiarito che il diritto di cronaca in una democrazia deve essere assoluto e completo, occorre guardare a questa vicenda in modo più completo, perché temo che la giusta capacità di voice del mondo dell’informazione, unita all’obbligo di riservatezza della magistratura, abbia spostato il terreno del confronto su una parte del provvedimento che non necessariamente rappresenta il vero obiettivo di questa avventura. Nel disegno attualmente in discussione in Parlamento vi sono infatti misure inaccettabili che limitano fortemente il ruolo della stampa, ma limitazioni anche più pericolose che riguardano le possibilità e i modi di utilizzo delle intercettazione da parte della magistratura inquirente.

Quando si chiede un grave indizio di colpevolezza per poter richiedere l’intercettazione, quando si allungano i tempi e le procedure per il rilascio dell’autorizzazione, quando si limita a 75 giorni il periodo delle intercettazioni stesse, si sta sostanzialmente rendendo meno efficace lo strumento investigativo più utile nelle inchieste giudiziarie, quello che, una volta tanto, permette di fronteggiare con tecnologie moderne un mondo criminale che certo non deve chiedere autorizzazioni per utilizzare gli ultimi ritrovati in tema di comunicazione.

Sui giornali abbiamo letto in queste settimane molti articoli che hanno provato a ricostruire vicende importanti avviate dalle inchieste giudiziarie, nelle quali il ruolo delle intercettazioni quale strumento investigativo ha consentito di raggiungere risultati fondamentali, qualora il bavaglio alle notizie fosse già stato applicato. Non avremmo saputo, se non a inchiesta conclusa, di storie significative che hanno visto coinvolti episodi di corruzione, malcostume politico e malversazioni economiche, attività criminali. L’esercizio, in qualche misura, è semplice, poiché in questi ultimi anni i giornali hanno esercitato il loro ruolo di mezzi di informazione, al contrario di quanto ha caratterizzato quasi tutta l’informazione televisiva, normalizzata dal controllo governativo e dalla dottrina Minzolini.

Ma questo esercizio, purtroppo, è una sottostima di quanto sarebbe avvenuto con la nuova legge, poiché non può valutare quello che è il vero effetto dirompente di un uso ridotto e addomesticato delle intercettazioni, vale a dire una capacità molto meno incisiva delle inchieste giudiziarie nel reperire evidenze e prove. Molto probabilmente di alcune delle indagini giudiziarie citate in quegli articoli non avremmo saputo non tanto per il bavaglio ai giornali, quanto per l’impossibilità di raggiungere gli elementi di prova messi assieme anche attraverso le intercettazioni dalla magistratura inquirente.

Nella discussione di oggi non vorremmo quindi che la giusta reazione dei media spostasse l’attenzione della discussione dal problema cruciale: le intercettazioni sono uno strumento di indagine e reperimento delle prove essenziale per la magistratura, senza cui le indagini avrebbero meno capacità di incidere. È prima di tutto su queste limitazioni che va condotta una battaglia civile. A cui unire la difesa del diritto di cronaca. Non vorremmo invece che la discussione cadesse nella trappola evidente predisposta dal governo, con una attenzione focalizzata sui diritti di informare i cittadini, ma meno vigile sulla difesa dello strumento di indagine per il lavoro dei magistrati. Sarebbe un triste paradosso quello di una battaglia al calor bianco in cui il diritto di cronaca uscisse alla fine meno compresso, salvo poi accorgerci che poco o nulla i giornali potrebbero raccontare ai propri lettori in merito al lavoro della magistratura per la impossibilità delle indagini giudiziarie di raggiungere risultati. ( Fonte: www.lavoce.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 26/05/2010 @ 07:42:52, in Osservatorio Nazionale, linkato 163 volte)

In un fase difficile per le famiglie italiane come questa di alta disoccupazione e grave ristagno economico, tra gli obiettivi più importanti c’è quello di aumentare il lavoro retribuito delle donne, tra i più bassi d’Europa e senza il quale oggi le famiglie non riescono a far quadrare il bilancio.

Abbiamo già commentato come i tagli dell’organico della scuola abbiano avuto un impatto negativo sull’occupazione femminile sia direttamente che indirettamente e sulla crescente difficoltà di rientro al lavoro per le mamme. Il secondo obiettivo cruciale è investire nell’istruzione a tutti i livelli, ma soprattutto nelle prime fasi del ciclo di vita dei bambini, periodo essenziale per gli esiti cognitivi futuri. I recenti rapporti internazionali e i dati Pisa mostrano che i bambini italiani vanno meno bene a scuola che in altri paesi avanzati (siamo al quartultimo posto per i risultati nei test di scienze e matematica PISA 2006, e al sestultimo per quelli di lettura) e che la spesa in istruzione pubblica è del 15-20 per cento più bassa rispetto alla media dei paesi Ocse.

La proposta di riorganizzare la calendarizzazione scolastica che ritarda ulteriormente il tempo di scuola rispetto ad altri paesi Europei (per esempio sia in Francia che in Inghilterra l’anno scolastico inizia nei primi due giorni di settembre e finisce a luglio) mette in maggiori difficoltà le famiglie. Quanto meno vogliamo spendere per l’istruzione dei nostri figli? Chi beneficerà dell’incremento del tempo per gioire delle vacanze estive? Andiamo forse nella direzione di un progetto di home schooling in cui le mamme staranno a casa ad insegnare ai loro figli?

Si tratterebbe di un quadro molto coerente con il progetto di ottocentizzazione del paese che esce dalle pagine del documento congiunto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e del ministero per le Pari opportunità intitolato “Italia 2020”. ( Fonte: www.lavoce.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 
Di redazione (del 26/05/2010 @ 07:40:17, in Osservatorio Nazionale, linkato 195 volte)

Nella lettera inviata al presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato al momento della promulgazione del decreto legge “incentivi” (n. 40/2010) il presidente Napolitano esprime, fra gli altri, “dubbi in ordine alla sussistenza dei presupposti di straordinaria necessità ed urgenza” per alcune nuove disposizioni introdotte, con emendamento, nel corso del dibattito parlamentare.
Si riferisce esplicitamente anche al comma 2-bis dell'articolo 3.

Questo comma prevede due modalità di rapida definizione delle controversie tributarie pendenti da oltre dieci anni e per le quali l'amministrazione finanziaria è risultata soccombente nei primi due gradi di giudizio. Una di queste (lettera b)) prevede che il contribuente possa estinguere la controversia che lo riguarda, pagando un importo pari al 5 per cento del suo valore (riferito alla sola imposta oggetto di contestazione in primo grado, senza tenere conto degli interessi, delle indennità di mora e delle eventuali sanzioni).
Ci ricorda Napolitano che “la finalità dichiarata, in sé apprezzabile, di assicurare la durata ragionevole dei processi è contraddetta dall'assenza di qualsiasi disposizione a regime diretta alla semplificazione ed abbreviazione del contenzioso tributario”.

La norma infatti consiste unicamente in una sanatoria di situazioni in essere, a cui avranno interesse ad aderire solo coloro che hanno ragionevole timore di perdere in Cassazione (pur avendo vinto nei due gradi precedenti).

Perché è stata riproposta, dopo che era stata già fermata una volta al momento della discussione della legge finanziaria? Chi ne avvertiva l’urgenza? A chi giova?

E’ un dato di fatto che le condizioni richieste per accedere alla sanatoria si attagliano alla perfezione a un importante contenzioso pendente in Cassazione che riguarda la Mondadori, dal valore stimato in circa 200 milioni di euro.

Sarà per questo che la norma è stata ribattezzata “lodo Cassazione”? ( Fonte: www.lavoce.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

 

< settembre 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Titolo
Ambiente ed Energia (186)
Cinema e Spettacoli (113)
Come Capire La Finanza (5)
Commento della settimana (132)
Commento di Apertura (216)
Commento di Chiusura (638)
Corso di Trading - Indici e Titoli Azionari (5)
Corso di Trading - Obbl., Mat.Prime, Val. (17)
Cultura (1)
Ftse Mib (68)
Gli Speciali Della Redazione (488)
Hi - Tech (36)
I Mercati (960)
I Nostri Libri (47)
I Nostri Video (108)
Indici Mondiali (67)
Le Grandi Firme (275)
Le Grandi Istituzioni Finanziarie (6)
Logica e Giochi (13)
Mostre ed Eventi (13)
OnLine Trading Center (6)
Osservatorio Internazionale (2402)
Osservatorio Nazionale (1547)
Portafoglio (386)
Provocazioni Finanziarie (5)
Report/ Due Anni di Governo (3)
Scienze e Società (535)
Stampa Internazionale (626)
Succede Nel Mondo (670)
Vignette dal Mondo (56)
Woodstock Story - Anniversary (9)

Catalogati per mese:

Ultimi commenti:
Penso che per il 17 di questo mese, scadenza tecnica dei futures, avremo le idee più chiare su che tipo di trend prenderà il mercato.
07/09/2010 @ 22:23:18
Di roxioni
Enrico, del post n.15 non ho capito un capzo ma ti voto per il fatto che affermi:"ci sono anche debiti storici"La cassa del mezzogiorno, mantenuta da decenni con la scusa dei debiti storici, che cosa ...
05/09/2010 @ 10:45:06
Di Mario
Enrico, cosa intendi con " L'industrializzazione non deve essere avulsa dalla produzione necessaria al mercato interno in termini occupazionali...."Vuol per caso dire che vuoi anche tu mantenere degli...
05/09/2010 @ 10:41:38
Di Mario
Enrico, cosa intendi col "recupero dei voti degli esclusi"????Magari che gli assenti hanno ragione??A casa mia gli assenti hanno sempre torto.Così come dovrebbe essere in qualsiasi società democratica...
05/09/2010 @ 10:32:48
Di Mario
...indicato come causa, effettivamente il trend e' una scusa; taluni fattori sono tendenziali nel medio e breve non da un giorno all'altro
04/09/2010 @ 19:51:52
Di enricodesimone@faswebnet.it
Mario, tutti i sistemi vanno bene se consentono il recupero dei voti degli esclusi, ovvero il doppio turno e senza premi che si finisce col far governare maggioranze relative: col governo non parlam...
04/09/2010 @ 19:42:57
Di enricodesimone@fastwebnet.it
L industrializzazione deve raccordarsi col mercato economico globale ma non dipendere avulsa dalla produzione necessaria al mercato interno divenendo selvaggia in funione unicamente del profitto; i r...
04/09/2010 @ 19:33:22
Di enricodesimone@fastwebnet.it


Titolo

Aggiungi FEED


MOVIMENTO ZEITGEIST - Guida di Orientamento per l'Attivista


Per destinare il 5 per mille all’UAAR è sufficiente compilare lo spazio riservato al cinque per mille sulle dichiarazioni dei redditi (CUD, 730, Unico) nel seguente modo:


Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.


Osservatorio trilingue @ TurismoAssociati.it :


Finanza in Chiaro consiglia:


cerca solo su Finanza in Chiaro

TV @ FiC Media


Wikio - Top dei blog - Economia





Prenotazioni hotel, voli, offerte viaggi e vacanze, case vacanze, voli low cost, noleggio auto, offerte speciali.


Scacchi, Sudoku, Go, Biliardo, ecc., tutto on-line multigiocatore gratis

Siamo lieti di presentarVi una community multiplayer con migliaia di utenti sempre connessi per giocare online.



Ultima Ora @
Finanza in Chiaro

Nuova Zelanda, scossa di 5.1 evacuati hotel a Christchurch

Torna X Factor, e niente è come prima Morgan grande assente, Elio gli rende omaggio

Italia sul velluto Far Oer travolte

Superenalotto, ecco i numeri Ancora nessun 6 né 5+1

Goleada Italia Cassano show 5-0 e bel gioco

Fini: "Presidente della Camera per ora, e per tutta la legislatura"

PORTAFOGLIO AL 07/09/2010

07/09/2010 – BORSE: PRIMO STORNO DI SETTEMBRE

" PAROLE D'ESTATE" DI TITO BOERI

Santander potrebbe assumere 6 mila dipendenti

Usa, nel mirino di Cuomo le carte di credito degli studenti

La Cina blocca i prestiti bancari alle aziende più inquinanti

Mii de clienti reclamã comisioane abuzive si dobânzi uriase. Bãncile blocheazã Protectia Consumatorului.

VIAGGIO IN AMERICA - Eugenio Benetazzo e la menzogna dell'integrazione razziale all'americana.

Preventative Measures - Turismo Associati Cartoon 4 You.

Palmaria ( SP): l'isola che non c'é. Turismo Associati la ritrova...

Julian Assange on the Afghanistan war logs: "They show the true nature of this war". VIDEO.

TurismoAssociati.it presents: Bertrand Russell - Ideas that Have Harmed Mankind - part 1

Berlusconi torna in piazza E Bossi insiste: «Fini lasci»

FareFuturo: «Caro Babbo Natale, portati Minzolini al Polo Nord»

Federmeccanica disdetta il contratto nazionale del 2008

Maroni: «Il film su Vallanzasca?Io sto dalla parte delle vittime»

Crisi, Tremonti tranquillo: «Non sarà un autunno d'emergenza»

Lite in sala parto a Messina «Ischemia cerebrale per il bimbo»



Titolo

www.FinanzaInChiaro.it




08/09/2010 @ 4.11.14
script eseguito in 2609 ms