Favolosa Wall Street, non la ferma nessuno

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Ci ha provato la Yellen a frenare Wall Street dicendo che prossimamente dovrà alzare i tassi, in altri momenti la Borsa americana, dopo una simile dichiarazione, avrebbe perso diversi punti percentuali, ma oggi no! Oggi gli indici americani sono continuamente sospinti al rialzo non però da fattori economici, quindi nulla può fermarli.

Certamente arriveranno anche prese di profitto, ma la bolla continuerà a gonfiarsi, gli acquisti non sono dovuti né a fattori economici, né a fattori tecnici, e ciò che il mercato voleva sentirsi dire dalla Yellen lo ha ascoltato: “il bilancio della Fed rimarrà a 4,5 miliardi di dollari”.

Tradotto in altre parole “l’economia si è ripresa (forse), ma è tutt’ora debole”, in pratica la Yellen non si fida, oppure conosce dei dati che a noi non vengono forniti.

È da anni che la crescita dell’economia è considerata modesta se non addirittura debole, eppure le Borse sono salite come non mai, che sarebbe accaduto se la crescita economica fosse stata sostenuta se non “robusta”?

Quindi Wall Street sale non in maniera sana, e seguendo l’andamento delle sedute questo aspetto risulta evidente, il Dow Jones, ad esempio, a volte impiega un quarto d’ora per scendere di 10 punti e pochi secondi per recuperarli.

La liquidità che viene scaricata sui listini di Borsa ha portato alla ribalta il nuovo numero magico, ossia: 20.000, ieri l’indice Dow Jones ha superato i 20.000 punti ed oggi scopriamo che la capitalizzazione dello S&P500 ha superato i 20.000 miliardi di dollari.

E’ una cifra sbalorditiva, tanto per capirci equivale a 12/13 volte il nostro Pil.

Quotazioni stratosferiche, al punto che una applicazione come Snapchat potrebbe essere collocata in Borsa il prossimo mese con una valutazione di 25 miliardi di dollari.

Abbiamo certamente perso il senso della misura, ma il mercato è inebriato e continuerà di questo passo trovando tutte le motivazioni più strane per giustificare anche l’assurdo.

Potremmo così chiosare, visto che siamo a San Valentino: più di ieri, e meno di domani”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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