Investire in diamanti è sempre un buon affare?

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L’oro non è più il bene rifugio per eccellenza. Quindi dopo la bocciatura del mattone arriva anche quella del lingotto, ma considerato che soprattutto i grandi investitori non rimangono mai senza vie d’uscita, hanno già trovato il nuovo “target” di riferimento per far rendere i propri soldi: investire in diamanti (approfondimenti su http://societaoffshore.org/investire-diamanti).

Il boom che sta vivendo questo nuovo bene rifugio ha fatto stimare che tra 20 anni non ci saranno più miniere da cui estrarre la preziosa gemma. Se da una parte quindi si deve affrontare un esborso abbastanza elevato, dall’altra chi riuscirà a mettere le mani sulle gemme più rare potrebbe avere davanti una ricchezza che oggi diventa difficile da stimare, guardando al futuro.

Ma oggi com’è la situazione? Sicuramente investire in diamanti è diventato “più semplice”, e questo è successo grazie all’ingresso delle banche che fungono da veri e propri intermediari con le società specializzate nella vendita dei diamanti. In questo modo risolvono una prima difficoltà, che consiste nella conservazione delle gemme, tenute al sicuro nei propri cavò. Ma come ogni broker, anche in questo caso applica dei costi “gonfiati” rispetto a quelli originari.

Le banche non sono l’unico punto di riferimento, esistono numerose società specializzate nella vendita diretta, e in molti casi è possibile operare anche online, ma rimane il problema del trasporto fisico di un bene molto prezioso, che richiede l’assunzione di rischi notevoli. In più si ha un altro grande problema: come si può conoscere il valore reale di un diamante? Qui il discorso si complica in quanto oltre al criterio delle 4 C (fondamentale per la determinazione della quotazione) bisogna fare attenzione che si tratti di gemme certificate (quindi con l’assoluta certezza che non provengano da Paesi messi nella black list perché c’è un uso scorretto dei proventi, per alimentare guerre, ecc).

Per essere aggiornati si può controllare la quotazione pubblicata settimanalmente sul Rapaport, che è un riferimento primario nel settore, ma ciò non mette al riparo da un’altra difficoltà: il valore dei diamanti non è standard, perché ogni gemma è unica, quindi è fondamentale riferirsi a degli esperti gemmologi di buona fama. A questo punto ognuno dovrà valutare se valga o meno la pena pagare il plus richiesto dalle banche per fare da intermediari, oppure se affidarsi alle proprie capacità di valutazione.

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