Italia commissariata? Non è da escludere. Dopo le elezioni in Germania …

Italia commissariata? Non è da escludere. Dopo le elezioni in Germania …

Dopo aver ottenuto 19 miliardi di “flessibilità”, ossia l’autorizzazione da parte dell’Europa a spendere soldi che non abbiamo, soldi con i quali avremmo dovuto fare nuovi investimenti, e dopo aver avuto altri 5,5 miliardi “extra” per terremoto e migranti, i nostri conti non tornano ancora.

Il Comitato economico e finanziario dell’Ue (formato da Commissione Ue, Bce e governi), ci ha concesso un po’ più di tempo per trovare perlomeno i 3,4 miliardi che mancano all’appello, ma al momento Padoan non ha la più pallida idea dove andarli a recuperare.

Ma il problema, effettivamente, non sono i 3,4 miliardi, si aumenterà l’Iva o altre tasse, insomma si metterà ancora una volta le mani nelle tasche degli italiani ed in una maniera o nell’altra ce li scuciranno.

Il problema vero, serio, ce lo hanno già detto ora, così non potremo dire di non essere stati avvertiti, esploderà in autunno!

Nella lettera che il Comitato economico e finanziario dell’Ue ci ha già recapitato c’è scritto chiaro e tondo che l’Italia “rischia una deviazione significativa rispetto all’aggiustamento del 2017”, cioè nella finanziaria di fine anno ci chiederanno una importante correzione dei nostri conti.

Traduciamo in numeri?

I i più ottimisti ipotizzano una manovra da 15/20 miliardi, ma molti si spingono a parlare di 25/30 miliardi di euro.

Ed allora se non riusciamo a trovare adesso 3,4 miliardi come faremo fra qualche mese a trovare quasi dieci volte tanto?

Per il momento non se ne parla perché anche da altre parti in Europa fra poco si andrà al voto. E’ chiaro che sia la Merkel che Schulz non hanno alcun interesse a tirar fuori ora questo argomento.

I cittadini tedeschi prima di entrare nella cabina elettorale si porrebbero la domanda: “ma se l’Italia non rispetta i patti che succede?” e la risposta sarebbe una valanga di voti ad Allianz Für Deutschland.

Ma in Germania si andrà al voto il prossimo 24 settembre, quindi ben prima della nostra “legge di stabilità” e chiunque sarà diventato Cancelliere, in forza del mandato appena avuto dal suo popolo, potrà essere duro e inflessibile nel richiederci di rispettare i “patti”.

Naturalmente noi elemosineremo ancora del tempo dicendo “non ci potete chiedere di imporre manovre lacrime e sangue proprio nell’imminenza delle nostre elezioni politiche” (andremo infatti al più tardi a votare a febbraio).

Quindi?

Quindi un bel casino!

E come verrà risolto?

In un unico modo: l’Italia sarà commissariata!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro