Pensione anticipata 2014: è scontro

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Le ipotesi di Marianna Madia sul prepensionamento dei dipendenti pubblici e la polemica di Cesare Damiano.

Pensione anticipata: monta la polemica pubblico-privato dopo le dichiarazioni delle intenzioni del ministro per la pubblica amministrazione Marianna Madia e la pronta reazione di Cesare Damiano. Ripercorriamo le ultime novità e gli ultimi avvenimenti.

Hanno suscitato molto scalpore le recenti affermazioni di Marianna Madia, ministro per la Pubblica Amministrazione, che negli scorsi giorni ha confermato di essere al lavoro su possibili pre-pensionamenti nel settore pubblico, al fine di incoraggiare il turn over e l’impiego dei giovani nella PA. Si parla approssimativamente di 85 mila persone che potrebbero lasciare in anticipo il lavoro e consentire una staffetta generazionale.

“Abbiamo intenzione di utilizzare sia il meccanismo degli scivoli che quello dei prepensionamenti per svecchiare la pubblica amministrazione” ha confermato poi il sottosegretario del ministero Angelo Rughetti, in una intervista per Il Messaggero.

Ma come potrebbe funzionare il meccanismo della pensione anticipata per i dipendenti pubblici? A fornire alcuni dettagli è ancora Rughetti: “Abbiamo iniziato ad applicare una norma già prevista dal governo Monti – spiega – che consente ai Comuni con piani di esubero di effettuare prepensionamenti applicando le regole precedenti alla riforma Fornero. Vorremmo studiare anche altre soluzioni per le altre amministrazioni e che si basano sullo stesso concetto, ossia favorire l’uscita del personale che è più vicino alla pensione per assumere giovani”.

Pensione anticipata per il settore pubblico? La reazione di Cesare Damiano

Come era prevedibile, affermazioni di tale portata non hanno tardato nel suscitare le reazioni del mondo politico. La prima risposta è arrivata da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera che da tempo si batte per l’introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico e di una staffetta generazionale. Per tutti, però, non solo per i dipendenti pubblici.

“In Italia il sistema pensionistico – afferma Damiano in un intervento su Adnkronos – è un sistema uniforme, omogeneo, tra pubblico e privato: non si può cambiarlo solo da una parte e tornare alle ‘baby pensioni’”. “Il tema del turn over generazionale – aggiunge l’ex ministro- è importante ma c’è sia nella Pa che nelle imprese private. E i problemi nascono dal brusco innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni fatto dal governo Monti. Una vera e propria pervesione sociale, che va rimossa”.

Secondo Damiano sarebbe quindi giusto permettere a tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato, di ritirarsi anticipatamente, in cambio di una penalizzazione economica sull’importo dell’assegno, o al contrario di posticipare la pensione, usufruendo di un incentivo.

La libertà di scelta, nella proposta scritta insieme a Baretta, sarebbe fissata tra i 62 e i 70 anni, con variazioni sull’importo pensionistico da -8% (per chi lascia il lavoro a 62 anni) a +8% (per chi decide di continuare a lavorare fino ai 70).

Fonte: Adnkronos

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  • ERNESTO GARZIA

    Spett.le Presidente Matteo Renzi
    Spett.le Ministro del Lavoro
    Giuliano Poletti
    P.C Cesare Damiano Presidente Com. Lavoro
    P.C Maria Anna Madia Ministro per la Semplificazione

    Sign. Ministro Poletti, mi scusi, ma quando si parla di pensioni non si deve verificare una discriminazione tra gli appartenenti alle diverse categorie di lavoratori.
    Non sento mai parlare dei MARITTIMI che svolgono un lavoro USURANTE, e sempre pronti a svolgere un ruolo da svolgere in SICUREZZA, e che vivono 24 su 24 sempre pronti ad intervenire in caso di EMERGENZA.
    Un altro punto che nessuno evidenza e quello dell’occupazione, visto che i giovani non trovano più imbarco.
    1) perchè ci sono tante persone ANZIANE, oltre i 60 anni e anche più.
    2) il famoso doppio REGISTRO per il quale non si sa chi RINGRAZIARE,visto che ogni Istituzione, se ne lava le mani.
    3) Nessuno interviene per la categoria che indica a che anno si incomincia ad andare per il mare ma non indica a che età si finisce per andare in PENSIONE.
    Pere questo dobbiamo ringraziare alla SIGNORA FORNERO che non ha firmato il DECRETO prima che se ne andasse la categoria USURANTE per tutti i Marittimi.
    Ma che posti di lavoro potrebbero trovare i giovani che ispirano a navigare se non si verifica alcun turnover fra generazioni.
    Questo è per rammentarvi che esistono altre categorie più disagiate, non parlate solo di QUOTA 96 per la scuola e P.A di PREPENSIONAMENTO. Questo è DISCRIMINAZIONE ed e’ OFFENSIVO verso le altre categorie di lavoratori.
    Grazie e sicuro di un suo intervento verso la categoria dei MARITTIMI.

    Saluti Ernesto Garzia

  • PATRIZIA bIONDI

    I dipendenti pubblici hanno avuto non poche agevolazioni con la famosa Legge che consentiva di accedere
    alla pensione con 19 ANNI SEI MESI E UN GIORNO MA I DIPENDENTI DEL PRIVATO COSA HANNO AVUTO?O tutti o nessuno!!!Sono una lavoratrice precoce, ho cominciato a quindici anni e per raggiungere i requisiti richesti dalla sciagurata Legge Fornero devo arrivare a 41 ANNI E SEI MESI. Ho piu’ di quaranta anni di servizio e sarei contenta di lasciare il mio posto ai giovani!!!!Mi appello al sig; Cesare Damiano ci aiuti pensi a noi lavoratori privati:Grazie!

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