Più richieste ma meno prestiti erogati: troppe sofferenze

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Aumentano le ricerche dei finanziamenti, aumenta anche l’uso dei comparatori on line per trovare il miglior prodotto, come ad esempio per i prestiti veloci Zonaprestiti.com o siti simili, ma il numero di “credito” erogato dalle banche diminuisce. E’ quanto è emerso mettendo a confronto i dati riportati nel rapporto periodico del Barometro Crif, con quello pubblicato recentemente dall’Abi. Ancora una volta la domanda e l’offerta non riescono ad incontrarsi, anche se le motivazioni, purtroppo, sono dovute principalmente alle difficoltà di rimborso palesate da molti che i finanziamenti li hanno già ottenuti.

Quindi da una parte vediamo che gli italiani, specialmente i privati e le famiglie sono più ben disposti ad indebitarsi, il che farebbe pensare ad un aumento di fiducia nei confronti del prossimo futuro. Però analizzando meglio i dati emerge anche il fatto che i finanziamenti maggiormente richiesti sono quelli di natura personale, che servono per sopperire a bisogni di liquidità e non necessariamente vanno ad alimentare i consumi. Quindi potrebbero essere ancora il segnale che gli stipendi non bastano, e che quindi si ricorre a piccoli finanziamenti per dare un poco di respiro ai budget familiari.

Non a caso a trainare questo aumento delle richieste sono solamente loro, visto che per quelli finalizzati, quindi destinati ad alimentare i consumi, si registra la tendenza opposta. La situazione diventa ancora più complicata quando si nota che la contrazione si registra nelle regioni del Centro Sud, mentre in quelle del Nord (tranne la Valle d’Aosta che va pure in rosso) le richieste sono cresciute. Se questo quindi spiega il perché non c’è da essere sollevati da questa nuova tendenza, non fornisce delle risposte per l’atteggiamento assunto dalle banche, dalle quali ci si aspetterebbe una maggiore disponibilità, o almeno un trend in linea con l’aumento di domanda.

Purtroppo però la spiegazione è molto semplice: le sofferenze bancarie sono ulteriormente cresciute. L’Abi ha stimato una crescita che prosegue in modo quasi costante ad una media di 200 milioni di euro al mese. Quindi per non compromettere eccessivamente i propri bilanci, già appesantiti da crediti deteriorati e inesigibili, scelgono di erogare in modo molto più prudente. Purtroppo questo sistema non risparmia nemmeno le aziende, che trovano crescenti difficoltà a trovare fondi per poter iniziare una vera ripresa.

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