Wall Street non brilla e termina invariata

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Non ha detto molto la seduta odierna, sì abbiamo assistito a qualche “su e giù” ma parliamo di pochi decimi di punto. Forse il ridimensionamento nelle ultime ore di contrattazione potrebbe essere un segnale, ma sembra davvero flebile.

Si conferma quindi la fase di assestamento degli indici americani che rimangono a ridosso di quota 21.000 punti per quanto riguarda il Dow Jones, quota 2.380 per lo S&P500 e quota 5.900 per il Nasdaq.

Ricordiamo che oggi era il giorno delle quattro streghe, dalla prossima settimana, quindi, il sentiment potrebbe cambiare, in un senso o nell’altro.

I dati macro sono risultati molto positivi, la fiducia dei consumatori, calcolata dall’Università del Michigan, è salita oltre le attese, ma ancor più sorprendente il Leading Indicators, che noi chiamiamo Superindice, arrivato a 126,2 punti, il livello più alto degli ultimi dieci anni.

Con il ritorno a 1.230 dollari per oncia, l’oro ha concluso un’ottima ottava contraddistinta da una marcata debolezza del dollaro.

I rendimenti del Treasury in calo hanno portato vendite sul comparto bancario, sul fondo del Dow Jones troviamo così Goldman Sachs (-1,72%) e JP Morgan (-1,05%).

Mentre in vetta ecco 3M Company (+1,08%) che ritocca nuovamente il proprio record storico, facendo segnare al fixing il massimo di giornata a 192,36 dollari.

Nuovo massimo assoluto anche per Home Depot (+0,58%) e Visa (+0,22%).

Fra i titoli dello S&P100 da segnalare i nuovi record storici di General Dynamics (+1,37%), Raytheon Company (+2,15%) e Lockheed Martin (+1,51%).

Mentre per quanto riguarda il Nasdaq prosegue senza soste il trimestre da sogno di Adobe Systems (+3,81%) dopo aver annunciato una trimestrale che ha battuto per l’ennesima volta il consenso degli economisti.

La grande delusa di giornata è Amgen (-6,38%) dopo i deludenti risultati clinici di un farmaco “anti colesterolo”

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

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