Wall Street: nulla di nuovo, gli indici di Borsa salgono sempre

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ormai l’ho ripetuto in tutte le salse, Wall Street è costretta a salire e non può esserci nessuno in grado di fermarla, Trump non c’entra nulla. Personalmente ho fatto notare più volte che stiamo gonfiando una bolla gigantesca ed è inutile scontrarsi con l’irrazionalità.

La Yellen si ritrova così in mano non un petardo, ma una bomba atomica e sta cercando in tutti i modi di disinnescarla, ma non sarà facile. Abbiamo visto tutti l’impatto che hanno avuto le sue parole quando ieri ha parlato in una audizione al Senato: zero!

Trovandoci già all’interno di una bolla speculativa è chiaro che ogni guadagno registrato dagli indici azionari sarà pagato a caro prezzo quando questa bolla scoppierà, ed è anche chiaro che se ci troviamo in questa situazione la colpa non è di Trump, bensì di Obama.

Il primo Presidente afro-americano effettivamente era stato eletto al suo primo mandato dovendo affrontare una situazione economica quasi esplosiva, per uscirne ha utilizzato l’arma più facile, ma anche la più impropria, ha raddoppiato il debito pubblico!

La Fed, poi, ha aggravato la situazione azzerando i tassi per un tempo interminabile ed inondando il mercato di liquidità che continua a circolare tutt’ora. Ora i tassi dovranno logicamente essere alzati e non di poco e la spesa per interessi su un debito “monstre” è destinata ad andare fuori controllo.

Quando il mercato prezzerà correttamente il costo reale dei finanziamenti comincerà il fuggi fuggi dal mercato azionario che, a quel punto, in tempi brevi, collasserà. Ovviamente la domanda che mi fanno tutti è: quando accadrà?

La risposta che mi sento di dare è: al più tardi, quando il tasso sui Fed Funds supererà quello della crescita del Pil. Ora tutti stanno scongiurando quell’evento, si dice che ciò non accadrà mai, ma personalmente lo ritengo inevitabile. Ed in ogni caso il mercato anticipa sempre gli eventi.

Già oggi il Tesoro americano è costretto ad emettere Treasuries con scadenza decennale a tassi decisamente interessanti, cioè intorno al 2,5%. Questo tasso, come noto, si è letteralmente impennato dopo l’elezione di Trump, ma stava crescendo, per la verità, già dal mese di luglio.

Sappiamo tutti che gli Stati Uniti al momento godono dell’immenso vantaggio di disporre della moneta di riserva del mondo, ma questo non basta e non impedisce che non si creino al suo interno bolle speculative, come i recenti episodi hanno testimoniato.

Nel frattempo, come più volte ribadito, verso Wall Street si dirigono fiumi di liquidità che attualmente non hanno altri sbocchi naturali, ed allora non resta che approfittarne.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

Articoli correlati

I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale