Azimut: una miniera d’oro per i grandi manager. Ed ai clienti?

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Anche quest’anno i vertici di Azimut si spartiranno una montagna di soldi, a cascata arriverà qualcosa anche ai promotori ed ai dipendenti.

Non resta che domandarsi: ed ai clienti?

Se si tira su la coperta i piedi rimangono al freddo.

25 MILIONI A TITOLO DI DIVIDENDO – Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut Holding, fra poco più di un mese incasserà, assieme ai altri suoi top manager e agli oltre 1.300 promotori finanziari, circa 25 milioni di euro a titolo di dividendo dopo aver portato a casa 20 milioni lo scorso anno.

Sono questi – al di là dello stipendio di circa 1,5 milioni che riceve per la sua doppia carica di presidente e amministratore delegato – i veri guadagni del patron e dei suoi uomini della quotata, che nel 2013 aveva distribuito (a valere sull’utile del 2012) un dividendo di 0,55 euro ad azione salito a 0,7 quest’anno, a valere sul profitto dell’esercizio precedente. La cedola in distribuzione fra pochi giorni sarà così composta: 0,1 euro a titolo di parte ordinaria e 0,6 euro come dividendo aggiuntivo.

LA RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE – Come si arriva al calcolo del tesoretto di dividendi di Giuliani & C.? Tutti i top manager di Azimut sono anche soci della quotata tramite la Timone Fiduciaria che detiene il 25% del capitale, il 20% del quale è stretto da un patto di sindacato composto da 1.346 persone fisiche, che comprendono anche i promotori della rete di Giuliani.

Non solo, perché poi ci sono i guadagni potenziali di Giuliani & C. sul valore del titolo Azimut, passato dai circa 13 euro di inizio 2013 a oltre 19 euro a fine dello scorso anno, per viaggiare oggi oltre i 26 euro.

A fine del 2012 Giuliani possedeva oltre 2 milioni di titoli e lo scorso anno ne ha comprati altri 23.493 mentre acquisti minori sono stati fatti dai consiglieri Stefano Gelatti Mach de Palmstein(6.192 azioni) e Andrea Aliberti (3.682).

La Relazione sulla remunerazione allegata al bilancio 2013 di Azimut Holding evidenzia, oltre al salario di Giuliani (1,49 milioni), quelli del co-amministratore delegato Marco Malcontenti (743.000 euro), del direttore generale Paola Mungo (559.000 euro) e degli altri consiglieri Aliberti (540.000), Renato Fantoni (55.000), Andrea Manetti (64.000), Aldo Milanese (60.000), Stefano Gelatti Mach de Palmstein 636.000, Franco Novelli (60.000), Cesare Lafranconi (239.000) e Paola Spando (172.000 euro).

Andrea Giacobino

Per approfondimenti visita Bluerating

In : I Mercati

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