21/11/2007 – IL MASSACRO CONTINUA

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Il calo dell’1,53% a 37.358 punti dell’S&PMIB, tutto sommato contenuto, non rende bene l’idea di cosa sia accaduto oggi sui mercati azionari.

Questo perché le uniche due variazioni positive hanno riguardato Eni (+0,2%) e Unicredito (+0,1%) che sono i due titoli che da soli capitalizzano un quarto del listino principale.

Ciò quindi significa che per i restanti 38 titoli i ribassi sono stati ben superiori a quello dell’indice.

Ne elenco alcuni: Prysmian (-7,4%), Impregilo (-7,0%), Fiat (-5,2%), STMIcroelectronics (-4,5%), Autogrill (-4,5%), Finmeccanica (-4,3%), Banca Popolare Milano (-4,1%), seguono altri nove titoli con ribassi superiori ai 3 punti percentuali e così via.

L’assurdo è che con una simile situazione mentre negli Stati Uniti si parla di un taglio dei tassi probabile al 90% nella prossima riunione della Fed dell’11 dicembre, in Europa si continua a parlare di un aumento del tasso di riferimento, noi siamo convinti che non si muoveranno, ma comunque non viene presa in considerazione una riduzione.

Mi chiedo cosa debba accadere per cominciare a dare ossigeno ad una economia che ne ha bisogno come non mai. Mi sembra banale sottolineare che l’immissione di liquidità nel sistema è una operazione di brevissimo periodo necessaria per tamponare squilibri momentanei, interventi di più ampio respiro si rendono necessari quando questi squilibri diventano più strutturali e si concretizzano in tagli al tasso ufficiale di riferimento (ex TUS).

Ricordiamo sempre che la borsa è un barometro,nel senso che dà una previsione di ciò che avverrà (in campo economico) quindi agire con prontezza è determinante per evitare situazioni ancor più pericolose.

 Finchè non accadrà questo resteremo pessimisti e quindi consiglieremo di essere ribassisti.

Un saluto ai Lettori di Finanza In Chiaro.

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