Borse: attenzione alla volatilità

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Piazza Affari nettamente la peggiore in Europa

Sprofonda Fiat dopo il piano industriale, male Finmeccanica dopo la trimestrale. Crolla il settore bancario. Salgono Tenaris, Cnh, EGP, Eni, Enel e Snam.

Più del ribasso odierno deve far paura l’innalzamento della volatilità registrato su tutti i listini mondiali, da Tokyo a Hong Kong, dall’Europa agli Usa.

Gli acquisti e le vendite si alternano in un moto frenetico ed apparentemente senza motivo, cosa sta accadendo?

La risposta è abbastanza semplice. Sui mercati c’è ancora tanta liquidità, ma gli istituzionali ed i grandi investitori sono nervosi, per il momento si “alternano”, ma se il sentiment volgesse al negativo le conseguenze potrebbero essere devastanti per i mercati azionari.

Piazza Affari oggi ne ha pagato le conseguenze, ma ha finito le contrattazioni in ribasso anche Londra, mentre han chiuso in guadagno Parigi e Francoforte.

Per il nostro Ftse Mib (-1,31%) una seduta che diversi investitori non dimenticheranno.

Era molto atteso il nuovo piano industriale che Marchionne avrebbe presentato oggi a Detroit, e l’AD del Gruppo Fiat ha sorpreso ancora tutti rilanciando nuovamente gli obiettivi, parlando di arrivare a vendere 7,5 milioni di autovetture nel 2018 con un piano di investimenti di 55 miliardi di euro. Il mercato ha risposto con un sell-off, il titolo Fiat (-11,69%) è infatti collassato sotto una marea di vendite forse dovute al debito (arrivato a superare i 13 miliardi) che però non preoccupa Marchionne.

Insomma ci sarà chi ci crede, ma dato che Fiat da inizio anno aveva guadagnato oltre il 40% alcuni avranno pensato bene che era venuto il momento di prendere un po’ di profitto.

Ma Fiat non è stato il solo titolo a far segnare un tracollo a Piazza Affari, la perdita (12 milioni) registrata nel primo trimestre ha portato gli investitori a vendere pesantemente anche Finmeccanica (-7,49%).

La giornata, poi, è stata anche caratterizzata dai forti cali del comparto bancario, non si è salvato nessun titolo, a cominciare dalla solita Banca MPS (-6,34%), ma forse preoccupano di più i ribassi di Banco Popolare (-5,69%), al quinto ribasso di fila, e BpM (-5,39%), per la quale si comincia a temere per l’esito dell’adc. Ma la giornata è stata terribile per Intesa Sanpaolo (-4,17%), Bper (-3,98%) e Ubi Banca (-3,68%). Mentre hanno “limitato” maggiormente i danni Mediobanca (-2,23%) ed Unicredit (-1,67%).

Segnaliamo poi i ribassi di Mediaset (-3,78%) ed Azimut (-3,67%) che potrebbe riprendere il trend ribassista che aveva caratterizzato il titolo lo scorso mese.

Quasi azzerati i guadagni da inizio anno per A2A (-2,85%).

Ma visti questi ribassi e la performance dell’indice si evince chiaramente che ci devono anche essere stati dei titoli “pesanti” che hanno controbilanciato i ribassi che abbiamo visto.

Ed in effetti oltre a Tenaris (+1,70%), Cnh (+0,98%), ed Enel Green Power (+0,97%) hanno sorretto il nostro indice principale Telecom (+0,92%), Eni (+0,75%) ed Enel (+0,70%).

E concludiamo segnalando, in questa giornata assolutamente storta, l’ennesimo record storico di Snam Rete Gas (+0,41%) arrivata alla soglia dei 4,4 euro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro  

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