730 2015 – Guida operativa: familiari a carico

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Sono considerati familiari a carico i membri della famiglia che nell’anno di riferimento hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (articolo 12 del TUIR).

Il coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, e i figli, indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito, possono essere considerati fiscalmente a carico anche se non conviventi.

Il requisito della convivenza (o della percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria) è invece necessario per fruire della detrazione per altri familiari, tra cui rientra anche il coniuge legalmente ed effettivamente separato.

Le detrazioni per carichi di famiglia variano in base al reddito quindi, chi presta l’assistenza fiscale, dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

In base al risultato le detrazioni per carichi di famiglia possono spettare per intero, solo in parte o non spettare a seconda della situazione reddituale del contribuente.

Le detrazioni sono rapportate a mese, e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste dalla normativa.

Per il coniuge  a  carico  non  legalmente  ed  effettivamente  separato, compete una detrazione variabile da zero a 800 euro. la detrazione per coniuge a carico spetta anche se quest’ultimo: non convive con il dichiarante e/o non è residente in Italia.

                                                                         DETRAZIONE PER CONIUGE A CARICO

SE

Reddito 2.840,51    +      Coniugi non legalmente ed effettivamente separa

NON SONO RICHIESTE ALTRE CONDIZIONI

È prevista, dunque, una diminuzione graduale della detrazione in relazione al crescere del reddito complessivo.

La detrazione prevista per il coniuge a carico è pari a:

  1. 800,00 euro se il reddito complessivo non supera 000,00 euro;
  2. 690,00 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.000,00 euro ma non a 40.000,00 euro;
  3. 690,00 euro se il reddito complessivo è superiore a 40.000,00 euro ma non a 80.000,00

Le detrazioni di cui ai punti 1 e 3 sono teoriche in quanto la detrazione effettivamente spettante diminuisce all’aumentare del reddito.

La  detrazione  di  cui  al  punto  2  spetta  invece  in   misura   fissa,  ma  per  i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 29.000,00 euro e inferiore a 35.200,00 euro la stessa detrazione è aumentata di un importo che varia da 10 euro a 30 euro.

Sono  considerati  fiscalmente  a  carico  i  figli  (naturali,  riconosciuti,  adottivi, affidati  o  affiliati)  che  rispettino,  come  unica  condizione  per  fruire  della detrazione, il limite reddituale di €2.840,51 per essere considerati fiscalmente a carico.

                                                                                    DETRAZIONE PER FIGLI A CARICO

SE

Reddito 2.840,51   

NON SONO RICHIESTE ALTRE CONDIZIONI

Il reddito complessivo deve tener conto del reddito assoggettato a cedolare secca e al netto della deduzione per abitazione principale. Per i figli non assumono alcuna rilevanza, per il calcolo della detrazione la convivenza con il dichiarante o la mancanza di residenza in Italia o l’età, così come non influisce il tirocinio gratuito o lo stato di inabilità permanente al lavoro.Le detrazioni previste per i figli a carico sono teoriche in quanto la detrazione effettivamente spettante diminuisce all’aumentare del reddito.

Come precisato nelle istruzioni ministeriali, tali detrazioni sono alternative tra loro,  infatti se per un figlio vi sono più condizioni, si dovrà riconoscere la detrazione più favorevole. Inoltre, le detrazioni sopra riportate devono intendersi riferite a ciascun figlio fiscalmente a carico.

Le detrazioni previste sono solo teoriche in quanto, per determinare gli importi effettivamente spettanti, occorre calcolare il rapporto tra 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro e moltiplicarlo per la detrazione teorica.

L’ammontare  della  detrazione  teorica,  eventualmente  maggiorato  in  ragione delle condizioni e del numero dei figli, deve essere ragguagliato con riferimento ai mesi in cui il figlio è stato a carico e della eventuale ripartizione tra i genitori.

Quindi per calcolare la detrazione effettivamente spettante occorre moltiplicare la detrazione base per il coefficiente che si ottiene utilizzando la formula di seguito riportata:

Detrazione base  X       [95.000 – (reddito complessivo – abitazione principale)]

In presenza di più figli l’importo di 95.000 euro è aumentato, sia al numeratore che al denominatore del rapporto, per ogni figlio successivo al primo, di 15.000 euro.

L’importo così aumentato deve essere considerato con riferimento a tutti i figli, compreso il primo, e deve essere assunto interamente senza effettuare alcun ragguaglio al periodo in cui i figli sono a carico.

Se il risultato di tale rapporto è:

pari  o  minore  di  zero,  la  detrazione  non  spetta  (reddito  complessivo uguale o maggiore di 95.000 euro aumentato degli ulteriori importi riferiti al numero dei figli);

uguale a 1, la detrazione non spetta (reddito complessivo pari a zero). Negli altri casi la detrazione effettivamente spettante è pari al risultato della detrazione teorica moltiplicata per il risultato del rapporto, assumendo le prime quattro cifre decimali.

Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50% ciascuno.

La detrazione per figli a carico spetta sicuramente per intero ad uno solo dei genitori nei seguenti casi:

  1. quando l’altro genitore è fiscalmente a carico;
  2. quando il contribuente, rimasto vedovo/a, si è risposato e, successivamente non si è legalmente ed effettivamente separato;
  3. quando i figli sono stati adottati, affidati o affiliati al solo contribuente, se questi è coniugato e non si è, successivamente, legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione   per figli   a   carico   non può essere   ripartita liberamente   tra i genito ri se l’altro genitore manca (è deceduto) o non ha riconosciuto i figli e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed  effettivamente  separato  la detrazione  per  figli  a  carico  spetta  sicuramente per intero.

Si devono attribuire, in questo caso, per il primo figlio le detrazioni previste per il coniuge a carico, se più convenienti.

Per “primo figlio” si deve intendere quello di età anagrafica maggiore tra quelli a carico.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la detrazione spetta, in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100% al genitore affidatario ovvero in caso di affidamento congiunto nella misura del 50% ciascuno.
Tuttavia, anche in questo caso, i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore.

APT per Finanza in Chiaro

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