770/2014: proroga negata

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La posizione del Dipartimento Finanze del MEF, secondo il quale, così come riferito dal sottosegretario Enrico Zanetti lo scorso 21 luglio in occasione di un incontro con l’Ordine dei commercialisti di Milano, non sussistono i presupposti per una proroga della scadenza per l’invio della dichiarazione 770, non è solamente incomprensibile e inaccettabile, ma è anche prova della distanza, evidentemente abissale, che esiste tra l’Amministrazione Pubblica da una parte e cittadini e professionisti intermediari dall’altra.
La cattiva abitudine di ricorrere a proroghe last minute non appartiene certo ai professionisti, sui quali non possono essere scaricate le inadeguatezze, le inefficienze e i ritardi di una Amministrazione Finanziaria, il cui compito dovrebbe essere quello di garantire ai contribuenti la possibilità di adempiere, senza inutili complicazioni, ai loro obblighi fiscali, e ai professionisti intermediari che li assistono le condizioni necessarie per poter svolgere dignitosamente il loro lavoro.
Rispetto agli ultimi due anni, in occasione dei quali la proroga della scadenza è stata concessa, quest’anno non solo non è cambiato nulla, ma la situazione è sicuramente ben più grave.
Come denunciato dall’Associazione Nazionale Commercialisti nella sua richiesta di proroga dello scorso 11 luglio, alla quale sono seguite istanze anche da parte di altri, quest’anno le ragioni che rendono più che legittima la richiesta di una proroga e doverosa una sua concessione sono molteplici: dal rinvio dei pagamenti di Unico 2014, che ha protratto l’impegno lavorativo dei professionisti, ai ritardi cronici del software Gerico, senza contare le criticità nella gestione della Tasi e dell’Imu, che hanno determinato un aggravio non indifferente del carico di lavoro degli studi professionali, penalizzando in modo particolare quelli di piccole dimensioni.
Poiché l’artefice di tale condizione è sostanzialmente il Ministero dell’Economia e delle Finanze, quest’ultimo non si può disinteressare, ignorando le difficoltà dei professionisti che si ripercuotono negativamente sui cittadini.
L’ANC, quindi, rinnova al Ministero e all’Agenzia delle Entrate la sua richiesta di un intervento urgente di proroga, evidenziando, ancora una volta, che lo slittamento della scadenza non produrrebbe effetti sotto il profilo del gettito erariale e dell’accertamento.

Marco Cuchel, Presidente ANC

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