Acconto Irpef, Ires, Inps 2013: no ieri proroga 16 Dicembre, aumento tasse in Legge Stabilità 2013-2014.Novità date possibili oggi

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Non c’è ancora chiarezza in merito alle decisioni del governo Letta sulle scadenze per pagare gli acconti IRPEF, IRES E IRAP. Tante le strade percorribili.

AGGIORNAMENTO: Ieri, mercoledì 26 Novembre 2013, è stata votata la Legge di Stabilità e il maxiemendamento. Ma all’interno di quest’ultimo non c’è stata nessuna novità in riferimento alla proroga al 16 Dicembre 2013, come era prevedibile degli acconti sulle tasse e il possibile aumento.
A questo punto, la scadenza rimane il 2 Dicembre 2013. La data potrebbe cambiare tra domenica e lunedì, alla seconda votazione della Legge di Stabilità dove saranno inseriti vari emendamenti ancora, ma è più probabile ll’interno di un decreto per l’Imu, che le associazioni dei comuni, sperano arrivi per venerdì. Nel frattempo si aspettano notizie anche dall’Agenzia delle Entrate almeno da una proorga al 10 Dicembre da parte sua
La situazione in merito agli acconti IRPEF, IRES E IRAP è ancora tutta da definire. Ieri sarebbe dovuto essere il giorno decisivo per conoscere le nuove scadenze e gli eventuali ulteriori aumenti. La questione è infatti strettamente legata alla vicenda IMU. Ma il Consiglio dei ministri convocato per la giornata di ieri è stato rinviato con lo scopo di attendere il voto di fiducia del Senato sulla legge di stabilità e quello sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi previsto per domani sempre a Palazzo Madama. Di conseguenza, tutto è rimasto in sospeso.
Allo stato, dunque, la scadenza valida è quella del 2 dicembre 2013. Le intenzioni del governo Letta è di spostarla più avanti, magari al 16 dicembre, per dare più tempo a commercialisti e contribuenti di affrontare calcoli e pagamenti. Qualcuno immagina l’inserimento di un comma di urgenza nella legge di stabilità per decidere anticipi e aumenti. Qualche altro crede che viaggerà di pari passo con le decisioni sull’IMU, ma in questo caso i tempi si allungherebbero troppo. Oppure i cambiamenti potrebbero trovare spazio in un maxi emendamento da approvare, però, in tempi record.
Dopo la votazione al Senato, il testo della legge di stabilità finirà alla Camera dei deputati dove, agli inizi della prossima settimana, sarà approvato. L’esecutivo ha deciso di porre la questione di fiducia che comporta l’impossibilità di introdurre ulteriori modifiche. Forza Italia passerà all’opposizione. Spiega il leader Silvio Berlusconi: “Al governo Letta, che io ho fortemente voluto, abbiamo dato tre obiettivi fondamentali” ovvero la pacificazione nazionale, le grandi riforme istituzionali e la ripresa economica. A suo dire sono inesorabilmente “tutti falliti”.
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