Alfano: “non siamo andati sotto la curva per trattare” (ma per ricevere ordini)

Giancarlo Marcotti 3 Commenti

Ormai è chiaro a tutti che il vero comico non è a capo del principale partito di opposizione, ma si trova al Viminale, non c’è atto formale o dichiarazione del nostro Ministro degli Interni, Angelino Alfano, che sia priva di una vena umoristica.

E’ chiaro che non è facile dover ogni volta essere costretti a correggere una “gaffe”, ma spesso è più comico il tentativo di mettere una toppa alla figuraccia che non la figuraccia stessa.

Ormai Alfano lo definirei il Luca Giurato della politica (un po’ lo ricorda anche fisicamente), imbranato, goffo, impacciato, sempre costretto a rimediare magre. Diventa, agli occhi della gente, quasi patetico, per cui con lui si è bonari, e non viene mai preso sul serio, insomma la classica persona per la quale da tempo è stato sciolto il dubbio: ci è … e basta!

L’ultima, ma solo in ordine di tempo, è ovviamente la vicenda delle violenze avvenute prima della finale di Coppa Italia svoltasi all’Olimpico di Roma.

Ora, ciò che è accaduto è evidente e chiaro a tutti, essendo andato in onda in diretta e, purtroppo, in mondovisione, la curva occupata dai tifosi del Napoli, guidata dal quel nobiluomo di Gennaro De Tommaso, che oltre al cognome ha ereditato dal padre pure il soprannome: ‘a Carogna, ha tenuto in scacco le Forze dell’Ordine, inizialmente impedendo di far disputare la partita e dando successivamente l’ok al fischio d’inizio con tre quarti d’ora di ritardo.

Ciò che era accaduto nelle ore precedenti, fuori dallo stadio, invece, non è ancora chiaro, la sola cosa certa è che qualcuno ha sparato ferendo tre tifosi napoletani dei quali uno in modo grave sta tutt’ora lottando fra la vita e la morte.

All’interno dello stadio il settore occupato dai tifosi napoletani “più caldi”, era in piena ebollizione, ed è noto che in quella curva si può trovare “di tutto”, come dimostrato dalle diverse bombe carta lanciate, a mo’ di avvertimento, verso i vigili del fuoco.

Per evitare il peggio, e sarebbe anche comprensibile, le Forze dell’Ordine sono andate a trattare con gli Ultras ed in particolare con il loro capo che è diventato così il “garante” della sicurezza all’interno dello stadio.

D’altronde si sa benissimo da chi siano frequentate alcune curve in Italia, il problema non è del calcio, ma dell’Amministrazione della Giustizia, che in alcune aree del nostro Paese ha abdicato ed alzato bandiera bianca.

Ed ora in questo clima di totale resa da parte delle Istituzioni il nostro Ministro degli Interni va in televisione ospite della trasmissione televisiva “L’Arena”, il viso contrito e l’aria truce, Alfano annuncia:

“Daremo un giro di vite fortissimo …”

Eh certo, dopo fatti così gravi, ormai siamo arrivati alle sparatorie fra i tifosi, ora, penso, annuncerà provvedimenti durissimi nei confronti dei delinquenti che insanguinano gli stadi, starà pensando al carcere duro? Starà pensando ad una specie di 416 bis per i violenti del calcio?

No! Ancora di più!

Il viso di Alfano, se possibile, si fa più truce, e dichiara:

“… sto pensando … al Daspo a vita!”

Ahahahahahah … ahahahahah

Scusatemi, ma non ce l’ho fatta a resistere … il Daspo a vita! Eccezionale.

E la chicca è l’immediata inquadratura sul volto del conduttore Massimo Giletti, impietrito per l’annuncio choc di Alfano.

Il Daspo a vita?!?!?

Peggio delle torture medioevali!

Ora cari lettori, ditemi voi, è ancora possibile salvare questa Italia?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • Max938

    Caro Giancarlo, “il paese dei campanelli” così ho altre volte definito il “posto” in cui ci tocca vivere. Io , alla richiesta di cosa significasse il Pithecantropus prono ero partito dalla traduzione del nome half

    mezzo e alla via così.L’altro problema che ci affligge è dovuto all’asta tenuta in mano dagli addetti alla amministrazione della “giustizia”, asta cui sono attaccate due bandiere : ad una estremità quella bianca in segno di resa alla violenza e all’altra quella rossa per cantare ….vincerà. Siamo talmente abituati alla rivoluzione orchestrata nelle città dagli estremisti dei centri “sociali” che ci consoliamo occupandoci della “robetta” che avviene usualmente negli stadi. Poi ci meravigliamo che il Nostro
    Rincosauro sia stato costretto a far “sbianchettare” le telefonate intercorse con l’allora vice alla presidenza del Massimo Organo della giustizia. Altro che conversazioni da stadio , là c’erano meeting
    al massimo livello con i Poteri Forti in grado di mettere le bombe (e che bombe) sotto al fondo schiena di lor signori. Ora tu, amico mio, ti indigni ancora per il Pithekos che si gratta la pera?

    • Giancarlo Marcotti

      No caro Massimo, per la verità non mi indigno più, davvero, almeno in questo caso, mi metto a ridere, ma dai, hai visto la faccia quando ha pronunciato la frase “Sto pensando al … Daspo a vita”, come si faceva a resistere. E la faccia di Giletti? Dai nulla di più comico, sembravano i fratelli De Rege (ricordi? “Vieni avanti, cretino”).

  • Fabiana

    È anche peggio di così perché dopo l’annuncio si è scoperto che la legge c’è già.

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