Anche Wall Street cede al pessimismo

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Seduta molto nervosa

Salgono Exxon, Du Pont e Verizon, in calo ancora Intel, The Travelers ed IBM. Sul Nasdaq non si ferma Tesla mentre scende eBay.

Che non potesse essere una giornata positiva per le Borse di tutto il mondo lo si era capito già in prima mattinata quando è stato diffuso il dato sulle importazioni cinesi che nel mese di maggio sono crollate del 17,6%.

In calo anche le esportazioni, ma soltanto del 2,5%. Per tale motivo il surplus della bilancia commerciale è salito verticalmente arrivando alla stratosferica cifra di 59,5 miliardi di dollari.

Ne ha beneficiato il Shanghai Composite che però sale (e siamo arrivati ai massimi dal 2008) soprattutto per motivi speculativi, si ritiene infatti che alcuni titoli quotati appunto a Shanghai e Shenzhen possano entrare a far parte del MSCI sui mercati emergenti.

Rimane il fatto che veder calare sia le importazioni che le esportazioni cinesi non può essere certamente considerata una buona notizia per l’economia mondiale e non basta veder salire il Pil giapponese nel primo trimestre dell’anno di una percentuale molto superiore (+3,9%) rispetto alla prima lettura (+2,4%). Lascia infatti molti dubbi la revisione al rialzo degli investimenti delle imprese passati dall’1,4% all’11,0%!!! La Borsa di Tokyo, infatti, non ha reagito al dato con euforia, anzi, alla fine ha chiuso con un ribasso.

Insomma nel mondo ci sono tanti dati che non convincono, forse non vogliono raccontarcela tutta, ed allora ecco che dal G7 arrivano tanti sorrisi, ma alla fine ciò che decidono è di dare ancora miliardi di euro all’Ucraina per continuare la guerra nel Donbass.

Wall Street, che cominciava le contrattazioni non distante dalla parità cedeva progressivamente alle vendite, nella sessione pomeridiana, però, si assisteva ad una forte ripresa, tuttavia, quando almeno l’indice Dow Jones stava per azzerare le perdite, ecco che sono tornate le vendite, particolarmente intense nell’ultima ora di contrattazione. La chiusura è così avvenuta in prossimità del minimo di giornata.

Il calo ha interessato, una volta tanto, soprattutto i titoli del comparto tecnologico, che da molti sono ritenuti particolarmente cari e quindi più rischiosi nell’ipotesi di un sell-off.

Le notizie in arrivo dalla Cina, infine, hanno pesato sul prezzo del petrolio che, ancora una volta, si riavvicina alla soglia dei 58 dollari per barile, un livello che ha retto già un paio di volte.

Dow Jones (-0,46%) assolutamente contrastato il comporto oil che vede salire Exxon Mobil (+0,68%) e scendere ancora Chevron (-1,15%), un piccolo rimbalzo per Du Pont (+0,49%) e Verizon (+0,44%)

Ennesimo ribasso, siamo arrivati al sesto consecutivo, per Intel (-1,70%), momento no anche per The Travelers (-1,56%) ed IBM (-1,23%).

S&P500 (-0,65%) rimane in prossimità dei propri massimi storici Time Warner (+1,32%), mentre rimbalzano Ford Motor (+0,81%) e Conocophillips (+0,62%)

Sul fondo eBay (-3,76%) che non può sfuggire a prese di profitto, in calo anche EMC Corp. (-2,49%) ed Occidental Petroleum (-2,23%).

Nasdaq (-0,92%) continua incurante della situazione internazionale a salire Tesla (+2,87%), un altro rimbalzino per Mattel (+0,78%) e Vodafone (+0,46%)

Ennesimo crollo per Wynn Resorts (-6,18%), terzo forte ribasso di fila per Vimpelcom (-4,48%) e seduta al cardiopalmo per Avago Tech (-3,60%) che in intraday arriva addirittura a toccare quota 157,01 dollari, massimo storico per il titolo, ma invece termina le contrattazioni in prossimità del minimo di giornata a 138,63 dollari.

Giancarlo Marcotti per Finanza in Chiaro  

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