20/11/2009 – BORSE: UNA SETTIMANA DAVVERO STRANA

Sui mercati internazionali abbiamo assistito ad una settimana davvero strana, ad un buon rialzo per alcune Piazze asiatiche (Seul +3,09%; Bombay +1,03%) ha fatto da contraltare una debolezza dell’Europa in particolare con Milano, Amsterdam e Parigi.

Per gli Stati Uniti un’ottava interlocutoria con l’S&P500 appena sotto la parità (-0,19%) ed il Dow Jones in rialzo (+0,46%).

Dati macro particolarmente eclatanti non sono stati diramati, se vogliamo la notizia che ci è parsa di maggior interesse è stata la pubblicazione dell’ultimo rapporto Ocse, sotto molti punti di vista decisamente incoraggiante.

Le stime di crescita per i Paesi dell’area nel 2010 è vista in deciso aumento, all’1,9% (quella precedente era dello 0,7%) ancora meglio, poi, per il 2011 (+2,5%).

Miglioramento anche per il nostro Paese la cui crescita nel 2010 è prevista all’1,1%, quasi triplicata rispetto al precedente + 0,4%.

A preoccupare, ma questo era ampiamente scontato, un tasso di disoccupazione che non scenderà l’anno prossimo, anzi nel primo semestre toccherà il proprio massimo prima di cominciare una lenta discesa.

Visti questi dati verrebbe da domandarsi come mai proprio il nostro listino principale abbia fatto registrare la peggiore performance settimanale. Proviamo ad avanzare un’ipotesi.

A nostro avviso a questo ribasso non è estranea la vicenda dello scudo fiscale, si avvicina la scadenza (15 dicembre) e sono in movimento, senz’altro, grossi capitali.

E’ fuori di dubbio che, ad operazione terminata, lo scudo fiscale rappresenterà, sotto ogni punto di vista, un vantaggio per l’Italia, questo, però, è il momento più critico, quando vengono smobilizzate posizioni negli Istituti all’estero e non possono essere ancora ricostituite nelle nostre Banche.

Sempre a nostro avviso, poi, il rientro dei capitali dall’estero porterà ad un forte aumento dei consumi soprattutto per quanto riguarda i beni durevoli, nella situazione attuale della nostra economia, pura manna.

Non ci resta che attendere le prossime settimane per vedere l’evoluzione.

Ftse Mib a 23.284,20 (-3,32%)

Sono stati 8 i titoli a chiudere la settimana con un rialzo, rispetto ai 32 ribassi. Cominciamo, al solito dai migliori.

TERNA (+3,38%) quinta settimana consecutiva in cui il titolo termina con un rialzo stabilendo, ovviamente, anche il massimo dell’anno. Per un difensivo come Terna è senz’altro un risultato molto apprezzabile. Non siamo neppure molto distanti dai massimi assoluti del titolo stabiliti ad inizio 2008, è dallo scorso luglio che il titolo fornisce segnali positivi.

ANSALDO (+2,63%) in questo caso i massimi assoluti sono recentissimi essendo stati stabiliti nello scorso agosto. Ansaldo ha avuto nella settimana quattro rialzi ed un ribasso e volumi decisamente sostenuti, ora può accadere di tutto.

ATLANTIA (+1,64%) lunedì prossimo staccherà un dividendo, il titolo potrebbe anche essere stato sostenuto per questa ragione. Attenzione perchè gli ultimi tre giorni hanno visto prezzi di chiusura sempre inferiori a quelli di apertura, pronti ad uscire dal titolo qualora venga abbandonato dagli investitori istituzionali.

Gli altri titoli ad aver avuto una performance positiva nell’ottava appena trascorsa sono stati: Snam Rete Gas (+0,67%), Tenaris (+0,66%), Finmeccanica (+0,61%), Mediaset (+0,26%) e A2A (+0,23%).

Veniamo ai principali ribassi.

BANCO POPOLARE (-8,97%) completamente invertito il tentativo di recupero di inizio mese il titolo termina sui minimi degli ultimi tre mesi, dobbiamo infatti tornare alla fine di luglio per trovare quotazioni così basse. Tutta colpa ancora una volta di Italease che si dimostra una voragine senza fine. Molti analisti non vedono di buon occhio il comparto e, come spesso accade in questi casi, è il Banco che ne fa le maggiori spese. Noi non siamo così pessimisti, stiamo a vedere.

MONDADORI (-8,02%) dopo la sentenza choc il titolo aveva reagito imprevedibilmente con due sedute straordinarie, complessivamente aveva guadagnato oltre il 10% con volumi esplosivi, ma poi … Ora siamo anche scesi sotto quota 3 euro ed i segnali indicano solo debolezza.

BUZZI UNICEM (-7,14%) forti difficoltà per i titoli legati alle costruzioni, fa peggio di tutti Buzzi che torna ai livelli di fine luglio. Il titolo ha sempre una volatilità molto accentuata, non conosce le mezze misure.

UNICREDITO (-6,93%) l’annunciato aumento di capitale per max (ma sarà così) 4 miliardi di euro, non poteva creare entusiasmo, ma sono state le ammissioni sui titoli tossici tra i crediti della Banca guidata da Alessandro Profumo ad allertare maggiormente gli investitori. In effetti se pensiamo che a tutt’oggi il rialzo del titolo, da inizio anno, per gli azionisti supera ancora il 59% non c’è da restare tranquilli, sapendo poi il peso che il titolo riveste per il nostro indice principale si può temere anche un effetto domino.

ITALCEMENTI (-6,55%) anche il titolo dei Pesenti termina l’ottava sul minimo degli ultimi tre mesi. E’ così il momento, occorre che passi, poi si potrà rientrare con profitto sul titolo.

FIAT (-6,45%) a determinare un così brutto risultato in particolare l’ultima seduta (-4,85%) dopo il downgrade di Ubs. Noi non ci crediamo, o meglio, non siamo così pessimisti, gli incentivi statali sono importanti, ma non così determinanti.

EXOR (-5,57%) il clima che improvvisamente ha avvolto Fiat non poteva non influenzare Exor che, obiettivamente, ad ottobre era salita troppo. Temiamo infatti che i ribassi non si siano esauriti con questa settimana.

MEDIOBANCA (-5,35%) ennesimo minimo trimestrale. Settimana pessima per Mediobanca che dopo una prima giornata non esaltante, ma positiva, ha visto quattro sedute, una peggiore dell’altra. A nostro avviso, però, la quota di 8 euro potrebbe “tenere” quindi trovare una possibilità di rimbalzo. GEOX (-5,31%) qui la situazione si fa seria. Si sta andando, a grandi falcate, verso quota 4,5 euro e, se non dovesse tenere questo livello …

UNIPOL (-5,21%) non c’è nulla che sorregge il titolo. Prima la quota di 1 euro, ora quella di 0,95 euro, il settore è nell’occhio del ciclone ed Unipol naviga in acque turbolente. Forse non è ancora il momento di rientrare sul titolo, ma appena riesce a consolidare un certo livello (e potrebbe essere 0,9 euro) si potrà tornare ad investire con profitto.

LOTTOMATICA (-5,04%) ha perso tutto esattamente nell’ultima giornata di contrattazione (-5,04%) ed il motivo è l’annullamento, da parte del Tar del Lazio, del Bando di gara riguardante il Gratta e Vinci. Noi siamo convinti, però, che la Società si aggiudicherà comunque la gara, fondamentali saranno le condizioni.

Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell’ottava appena trascorsa sono stati: Prysmian (-4,61%), Mediolanum (-4,55%), Intesa (-4,49%), Stmicroelectronics (-4,41%), Fondiaria (-4,34%), Popolare Milano (-3,86%), Telecom (-3,35%), Generali (-3,22%), Eni (-3,16%), Bulgari (-3,02%), Cir (-3,02%), Campari (-2,57%), Pirelli (-2,39%), Impregilo (-2,19%), Enel (-1,70%), Banca MPS (-1,31%), Saipem (-1,09%), Luxottica (-0,71%), Autogrill (-0,54%), Parmalat (-0,40%) e Ubi Banca (-0,10%).

E’ quasi superfluo sottolineare come servirebbe un immediato riscatto, ma i motivi di debolezza del nostro listino principale potrebbe perpetuarsi anche nella prossima ottava.

Siamo invece molto fiduciosi di poter assistere ancora ad un ottimo ultimo mese dell’anno, dopotutto la revisione al rialzo sulle stime di crescita annunciate dall’Ocse dovrebbe incoraggiare gli investitori istituzionali ad aumentare l’esposizione azionaria.

Non vogliamo sminuire la portata del problema dei senza lavoro, forse dovremo abituarci, ad ogni latitudine, a convivere con un tasso di disoccupazione superiore alle medie storiche, noi, però, vediamo con maggior preoccupazione i forti deficit pubblici che rallenteranno certamente i tassi di crescita nei prossimi anni.

Occorre restare radicati nell’ottimismo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro.