Armi chimiche Siria a Gioia Tauro? Sindaco: “Non siamo pattumiera”

Armi chimiche Siria a Gioia Tauro? Sindaco: “Non siamo pattumiera”

“Faremo di tutto per impedire arrivo nave, non siamo attrezzati. Chiusura non mi compete”

“Non siamo assolutamente favorevoli, anzi siamo preoccupati, perchè non abbiamo avuto informazioni ufficiali e barcolliamo nel buio. Era opportuno che il ministro o gli organi competenti avvisassero le istituzioni locali. Faremo tutte le attività lecite e legali per impedire questa attività, anche se la chiusura del porto non compete al sindaco”. Così all’agenzia TMNews il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore commenta la notizia che il trasbordo delle armi chimiche siriane in Italia avrà luogo al porto commerciale di Gioia Tauro.

“Leggiamo che la nave dovrebbe ancora partire. Non sappiamo quanto sosterà qui: non siamo preparati, non abbiamo neanche le strutture ospedaliere idonee in caso di eventuali incidenti o danni. Preparare per un piano di soccorso e di evacuazione – spiega il primo cittadino – è un’attività legittima da predisporre. Ci saremmo aspettati dal ministro una convocazione e che magari Gioia Tauro non fosse sempre la pattumiera d’Italia. Perchè ad esempio non portare da noi la rimozione e la demolizione della Costa Concordia, così da portare lavoro?”.

“Sulla chiusura del porto non mi sbilancio – continua Bellofiore – prima voglio chiedere un incontro alle istituzioni e poi valuteremo il da farsi. Devo prima parlare con qualcuno del governo che mi dica cosa sta succedendo: sono un sindaco e devo avere degli atti ufficiali. Di sicuro faremo tutte le attività lecite e legali per impedire questa attività. Non so se è competenza nostra chiudere il porto, ma tutte le attività che un sindaco può fare sicuramente le attueremo, come forme democratiche di protesta. Non siamo assolutamente d’accordo”.

Per approfondimenti visita: www.tmnews.it