IMU – Guida pratica e completa: dubbi risolti

La detrazione si divide a metà tra i coniugi
La detrazione ordinaria di € 200,00 va suddivisa in parti uguali, a prescindere dalla quota di diritto posseduta da ciascun coniuge. Pertanto, la misura della detrazione standard complessiva per ogni soggetto è pari a € 100,00.
 
Il vantaggio di abitare in comuni diversi
Ai fini dell’IMU l’articolo 13 comma 2 del decreto legge 201/2011 ( convertito dalla legge 214/2011) ha stabilito tra le altre cose che per abitazione principale deve intendersi l’unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
 
Nel caso di due coniugi abbiano stabilito la residenza sia effettiva (dimora abituale), sia anagrafica, in fabbricati diversi ubicati nello stesso comune, le agevolazioni previste per l’abitazione principale e le pertinenze, (aliquota ridotta e detrazione), in relazione al nucleo familiare si applica un solo fabbricato.
 
Nel caso in cui i fabbricati si trovino in comuni diversi, il legislatore non ha previsto la stessa limitazione. Ne consegue che in caso di due coniugi risiedano e dimorino in abitazioni site in due comuni diversi, ciascun soggetto potrà beneficiare di autonome agevolazioni.   
 
Anziani ricoverati in case di riposo
Se un anziano o un disabile risiede in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, la sua abitazione, secondo le norme nazionali, è tassata come seconda casa, con l’aliquota ordinaria dello 0,76 per cento.
 
Sarà il comune che potrà disporre l’equiparazione all’abitazione principale, a patto che la casa non sia affittata. Il trattamento di favore non è automatico (per legge) per le abitazioni degli anziani o disabili rimaste sfitte a seguito del loro ricovero permanente in case di cura, né per quelle dei cittadini italiani residenti all’estero non concesse in locazione.
 
Non sono previste agevolazioni, in quanto secondo la definizione di legge tali immobili non possono essere considerati abitazione principale. La legge sull’IMU ha previsto però che “i comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata”.
 
In sostanza, i Comuni hanno la facoltà di assimilare all’abitazione principale le unità immobiliari non locate, possedute da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero a condizione che questa non risulti in locazione
 
 
 
La casa al coniuge separato o divorziato
 
Ai soli fini dell’applicazione delI’IMU, non ai fini Irpef «l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione».

È, quindi, solo all’ex coniuge, in quanto soggetto passivo, che spettano le agevolazioni previste per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, concernenti l’aliquota ridotta, la detrazione e la maggiorazione per i figli di età non superiore a 26 anni, in relazione alle quali si dovranno seguire le regole generali.
 
Il nuovo assetto normativo comporta che le agevolazioni inerenti l’abitazione principale e le relative pertinenze siano riconosciute al coniuge assegnatario della ex casa coniugale, in quanto titolare del diritto di abitazione ex articolo 4, comma 12-quinquies del D.L. n. 16 del 2012, il quale deve, quindi, assolvere ai relativi obblighi tributari.
 
L’IMU deve essere versata per il suo intero ammontare dal coniuge assegnatario anche se non proprietario della ex casa coniugale, il quale può usufruire sia dell’aliquota ridotta stabilita per l’abitazione principale sia dell’intera detrazione prevista per detto immobile, nonché della maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

Il riconoscimento da parte del legislatore della titolarità del diritto di abitazione in capo al coniuge assegnatario dell’immobile destinato a ex casa coniugale, comporta che sul relativo importo non viene computata la quota di imposta riservata allo Stato.
 
APT per Finanza In Chiaro