IMU – Guida pratica e completa: FABBRICATI RURALI

Una delle grandi novità rispetto allo schema normativo della defunta Ici riguarda i fabbricati rurali.
L’art. 13, comma 14, lett. d), del D.L. n. 201 del 2011, ha abrogato il comma 1-bis dell’art. 23 del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, che escludeva dall’imposizione ai fini ICI i fabbricati per i quali ricorrevano i requisiti della ruralità. Per effetto di tale abrogazione, quindi, l’IMU si applica anche su tale tipologia di fabbricati.
 
Come per tutti gli altri fabbricati, l’utilizzo dell’immobile rurale comporta l’applicazione di diverse aliquote d’imposta. In particolare:
 
fabbricati rurali strumentali:
 
collegati all’attività agricola, come le stalle, serre, depositi attrezzi, ecc. (definiti dall’art. 9, comma 3-bis del D.L. n. 557/93) è pari al 0,2% della base imponibile (rendita catastale rivalutata del 5% per il relativo moltiplicatore). Tale aliquota verrà utilizzata per il versamento dell’acconto, che nel caso di tali fabbricati è interamente destinato al Comune (la quota destinata al comune è pari al 100% dell’imposta dovuta).
 
L’F24 dovrà quindi essere compilato riportando il codice catastale del comune, barrando acconto e riportando il codice tributo “3913” e 2012 come anno di riferimento.
Solo a saldo potrà essere deliberata da parte del Comune un’aliquota inferiore; l’ente può infatti, diminuire fino allo 0,1% l’aliquota standard, essendo a esso preclusa la sola possibilità di aumento.
 
 
I fabbricati rurali a destinazione abitativa:
 
se utilizzati dal proprietario, vengono assimilati all’abitazione principale con applicazione dell’aliquota base del 0,4% in acconto e dell’aliquota deliberata dal comune a saldo; anche in questo caso l’intera quota è riservata all’ente comunale.
 
 
I fabbricati rurali a destinazione abitativa dell’affittuario:
 
utilizzati cioè da colui che conduce in affitto il terreno scontano l’aliquota base del 0,76 % con destinazione di una quota pari al 50% al comune e 50% allo Stato.
 
L’F24 riporterà quindi due distinti righi: il primo con codice comune e codice tributo “3918” e il secondo con codice tributo “3819”.
 
Per entrambi i fabbricati rurali a destinazione abitativa va ricordato che se gli stessi non sono stati accatastati nella categoria A/6 entro il 30 novembre 2012, non sono soggetti al versamento dell’acconto. I contribuenti verseranno dunque l’intero ammontare dell’Imu in sede di saldo.
 
La circolare 3/DF del 18/05/2012, ha chiarito che indipendentemente dall’accatastamento nella categoria catastale A/6 o D/10, i fabbricati rurali ai fini IMU usufruiscono delle agevolazioni previste dalla norma. Ciò che conta non è la categoria catastale specifica dell’immobile strumentale, ma la natura della costruzione necessaria per lo svolgimento dell’attività agricola.
Solo qualora l’immobile rispetti i requisiti dell’art. 9 co. 3-bis del D.L. 557/93 verrà applicata l’aliquota del 2 per mille in luogo di quella del 7,6.
 
A oggi un immobile, se diverso da A/6 o D/10, sconterà comunque l’aliquota al 2 per mille se la natura è quella di essere asservito all’attività agricola, utilizzando per la determinazione della base imponibile il relativo coefficiente ai fini IMU relativo alla categoria catastale cui appartiene l’immobile.
 
 
 
Ai fini fiscali deve riconoscersi carattere di rurali le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate:
 
DESTINAZIONE AI FINI DELLA RURALITA’
 
Protezione delle piante.
 
Conservazione dei prodotti agricoli.
Custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l ‘allevamento.
 
Allevamento e ai ricovero degli animali.
 
All’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96.
 
Abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento.
 
 Persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna.
 
 Uso di ufficio dell’azienda agricola
 
Manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.
 
Esercizio dell’attività agricola in maso chiuso.
 
N.B. Sono, tuttavia, esenti i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), ai sensi del comma 8, dell’art. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, rinvenibile al seguente indirizzo:
 
 
Ai fini dell’esenzione è sufficiente che il fabbricato rurale ad uso strumentale sia ubicato nel territorio del comune ricompreso in detto elenco, indipendentemente dalla circostanza che il comune sia parzialmente montano. strumentale sia ubicato nel territorio del comune ricompreso in detto elenco, indipendentemente dalla circostanza che il comune sia parzialmente montano.
 
In tema di versamenti si evidenzia che, in via di principio, (e anche qui con qualche eccezione) gli stessi dovranno essere eseguiti a mezzo di delega modello F24 che per i titolari di partita IVA (coltivatori diretti, e imprenditori agricoli professionali) sarà trasmessa in via esclusivamente telematica, mentre potrà essere presentata su supporto cartaceo dai soggetti non dotati di partita IVA (pensionati ex SCAU o privati cittadini).
 
APT per Finanza In Chiaro