IMU – Guida pratica e completa: i rapporti con le imposte sui redditi

L’Imu sostituisce l’Ici e, per la componente immobiliare, l’Irpef e le relative addizionali comunali e regionali dovute in riferimento ai redditi fondiari concernenti i beni non locati.
 
La sostituzione dell’Irpef comporta, in via generale, che:
per gli immobili non locati (compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito e quelli utilizzati a uso promiscuo dal professionista) o non affittati risulta dovuta la sola Imu;
 
mentre per quelli locati o affittati risultano dovute tanto l’Imu quanto l’Irpef.
 
Tale principio trova una parziale applicazione nell’ipotesi di terreni non affittati, tenuto conto della previsione di cui all’art. 9, co. 9, del Dlgs n. 23 del 2011, laddove dispone che il reddito agrario di cui all’articolo 32 del Tuir continua a essere assoggettato alle ordinarie imposte erariali sui redditi.
 
In tale ipotesi, pertanto, risultano dovute l’Irpef e le relative addizionali sul reddito agrario, mentre l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sul solo reddito dominicale. Ipotesi dell’abitazione principale “parzialmente locata”
 
Si tratta di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte. In tal caso si ritiene, sulla falsariga delle scelte interpretative operate ai fini Irpef fino al 31 dicembre 2011, che debba applicarsi la sola Imu nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca).
 
Sono, invece, dovute sia l’Imu che l’Irpef nel caso in cui l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5 per cento.
 
Devono, comunque, ritenersi assoggettati alle imposte sui redditi e alle relative addizionali gli
immobili esenti dall’Imu, come, ad esempio, i terreni montani di cui all’articolo 7, co. 1, lett. h), del Dlgs n. 504 del 1992 o i fabbricati rurali a uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis del Dl n. 557 del 1993, ubicati nei Comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (Istat), contenute nel citato comma 8, dell’articolo 9 del Dlgs n. 23 del 2011.
 
Detta esenzione disposta ai fini Imu non determina, però, l’assoggettamento di tali immobili a
Irpef e alle relative addizionali, poiché per tali fattispecie non sono dovute le imposte sui redditi.
 
 
L’accertamento e la riscossione
L’art. 13 del Salva Italia e l’art. 9 del Dlgs n. 23/2011 sono le norma cui fare riferimento in materia di accertamento e riscossione. I Comuni sostanzialmente mantengono la potestà regolamentare generale anche in materia di accertamento e di riscossione dell’Imu.
L’art. 9, co. 5, del Dlgs n. 23 del 2011, apre in particolare alla possibilità di introdurre l’istituto dell’accertamento con adesione del contribuente, oltre agli altri strumenti di deflazione del contenzioso, prevedendo anche che il pagamento delle somme dovute possa essere effettuato in forma rateale, senza maggiorazione di interessi.
 
Il co. 7 dell’art. 9, del Dlgs n. 23 del 2011, stabilisce che per l’accertamento, la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso si applicano alcune disposizioni del Dlgs n. 504 del 1992:
 
ai fini dell’esercizio dell’attività di liquidazione e accertamento i Comuni possono invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione di spese e diritti;
 
con delibera della giunta comunale è designato un funzionario cui sono conferiti le funzioni e i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale dell’imposta; il predetto funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi e i provvedimenti, appone il visto di esecutività sui ruoli e dispone i rimborsi.
 
 In materia di sanzioni e interessi:
 
per l’omessa presentazione della dichiarazione si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% del tributo dovuto, con un minimo di euro 51;
 
se la dichiarazione è infedele si applica la sanzione amministrativa dal 50% al 100% della maggiore imposta dovuta;
 
se l’omissione o l’errore attengono a elementi non incidenti sull’ammontare dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 258. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei 60 giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele;
 
le sanzioni previste per l’omessa e l’infedele dichiarazione sono ridotte alla misura stabilita dagli articoli 16 e 17 del Dlgs 472/97e, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione;
 
la contestazione della violazione non collegata all’ammontare del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione;
 
contro l’avviso di liquidazione, l’avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il provvedimento che respinge l’istanza di rimborso può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al Dlgs 31 dicembre 1992, n. 546.
 
in materia di sanzioni per ritardato o omesso pagamento si applica la disciplina generale sulle sanzioni amministrative per la violazione delle norme tributarie, il Dlgs n. 472/1997 e gli artt. 13, 14 e 15 del Dlgs n. 471 del 1997.
 
APT per Finanza In Chiaro