IMU – Guida pratica e completa: LA DICHIARAZIONE

LA DICHIARAZIONE
 
“L’art. 13, comma 12-ter del D. L. n. 201 del 2011, prevede che i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro novanta giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all’art. 9, comma 6, del D. Lgs. n. 23 del 2011.”
 
La dichiarazione IMU dovrà in base alla normativa sopra esposta essere presentata entro 90 giorni dall’evento che ha comportato il mutamento della soggettività passiva, ovvero qualora la situazione fiscale ai fini IMU sia cambiata rispetto a quella ICI. Questo vale sia per gli immobili già posseduti al 1° gennaio 2012 che per quelli che acquistati o la cui situazione è mutata o muterà (ad esempio la rendita catastale).
 
Le denunce ICI già presentate sono valide anche in qualità di dichiarazioni IMU, perché ritenute compatibili.
 
Viene inoltre dettata una disciplina transitoria, in base alla quale in tutti i casi in cui l’obbligo dichiarativo insorge dal 1° gennaio 2012, questo deve essere adempiuto entro il 30 settembre 2012. Si tratta dei casi in cui non vi è un effetto di trasmissione automatica della denuncia ICI ovvero si è verificata una variazione nei primi mesi dell’anno e non è possibile rispettare il termine ordinario di 90 giorni per indisponibilità del modello di dichiarazione.
 
La dichiarazione IMU sarà uno dei grandi grattacapi del rientro dopo le vacanze, sempre che nel frattempo il Ministero dell’Economia abbia predisposto il decreto con le istruzioni per la compilazione.
 
Saranno infatti interessati centinaia di migliaia di contribuenti. Sicuramente tutti quelli che, rispetto alle nuove regole dell’IMU, hanno un’abitazione principale che era tale ai fini ICI ma non risponde più ai requisiti IMU. Il caso più classico è quello della mancata rispondenza tra dimora e residenza, ma non vanno sottovalutate nemmeno le tante particolarità che la disciplina IMU modifica rispetto alle regole dell’ICI.
 
 La nuova imposta, per esempio, prevede una sola pertinenza all’abitazione principale per categoria catastale (C/2, magazzini; C/6 garage e rimesse; C/7 tettoie), per cui chi nell’ICI considerava pertinenziali due garage in base alle regole locali dovrà scegliere quale delle due unità collegare all’abitazione principale per il pagamento dell’IMU. E dichiararlo.
 
La nuova dichiarazione è prevista dall’art. 9, comma 6, D.Lgs. n. 23/2011 e dall’art. 13, comma 12-ter, D.L. n. 201/2011.
 
Il quadro normativo è questo: per tutti gli immobili già posseduti al 1° gennaio 2012 e per i quali la situazione fiscale ai fini IMU sia in qualche modo cambiata rispetto alla situazione ICI (come per l’esempio di cui sopra dell’abitazione principale), oltre che per tutti quelli che verranno acquistati o la cui situazione varierà comunque entro il 30 settembre 2012, il termine per presentare la dichiarazione è lo stesso 30 settembre 2012. Si possono già immaginare le complicazioni per chi si troverà ad acquistare a ridosso della data.
 
Inoltre, per conseguenza necessaria sembrerebbe che chi varia la propria situazione dal 1° ottobre 2012 in poi dovrà dichiarare entro il termine ordinario, cioè entrò i 90 giorni successivi alla variazione. Per chi compie atti ufficiali come un rogito o un atto costitutivo di diritto reale o una variazione catastale a seguito di modifiche che possano avere cambiato la rendita catastale, la data di riferimento sarà quella dell’atto.
 
Non esiste un termine perché venga fatto (o vengano fatti) i decreti attuativi dell’Economia (sentita l’ANCI) con le istruzioni, e soprattutto con la casistica delle situazioni che danno vita a variazioni significative dal punto di vista fiscale e, quindi, all’obbligo della dichiarazione. Bisogna infatti capire nell’infinita casistica risolta dalla giurisprudenza e dalla prassi ICI nel corso dei 9 anni precedenti, quali chiarimenti resteranno validi anche per l’IMU.
 
Va anche precisato che manca un riferimento alle procedure di presentazione attraverso il modello unico informatico utilizzato dai notai (art. 3-bis, D.Lgs. n. 463/1997), la cui efficacia andrebbe confermata anche ai fini IMU. Prima, quindi, non c’era bisogno di presentare la dichiarazione ICI perché ci pensava il notaio in caso di compravendita o costituzione di diritti reali.
 
 
Oggi, invece, se il legislatore non correggerà la dimenticanza, ci dovrà pensare l’acquirente o il titolare del nuovo diritto reale, anche se la circolare 3/DF del 18 maggio 2012 porta a concludere che è stato estremamente ridotto il nucleo delle ipotesi in cui è richiesta la presentazione della dichiarazione e al contempo consente di fare salvi i principi su cui si basava la dichiarazione ICI.
 
Si ricorda che le istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione ICI, avevano, nell’ottica della semplificazione, stabilito l’esclusione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione nelle sole ipotesi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’ICI dipendessero da atti per i quali non erano applicabili le procedure telematiche previste dall’art. 3-bis del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico, cosiddetto MUI.
 
Possiamo quindi concludere che il rinvio diretto al decreto ministeriale per l’individuazione dei casi in cui persiste l’obbligo dichiarativo ai fini IMU, ci consenta di operare con le stesse procedure che si utilizzavano ai fini ICI.
 
APT Per Finanza In Chiaro