IMU – Guida pratica e completa: l’assegnazione della casa coniugale all’ex coniuge

Il comma 12-quinquies dell’art. 4 del D.L. n. 16 del 2012, stabilisce che ai soli fini dell’applicazione dell’IMU “l’assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”.
 
Per effetto di tale disposizione, l’assegnazione della ex casa coniugale fa sorgere un diritto di abitazione nei confronti del coniuge assegnatario della stessa,che ne assume la soggettività passiva esclusiva.
 
Pertanto, spettano solo all’ex coniuge le agevolazioni previste per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, concernenti l’aliquota ridotta, la detrazione e la maggiorazione per i figli di età non superiore a 26 anni.
 
La disposizione, come noto, ha innovato (e tacitamente abrogato) il precedente regime stabilito dall’art. 13, comma 10, ultimo periodo, del D.L. n. 201 del 2011 in base al quale le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze trovavano applicazione anche nei confronti delle fattispecie di cui all’art. 6, comma 3- bis, del D. Lgs. n. 504 del 1992, in virtù del quale il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risultava assegnatario della casa coniugale, poteva considerare detta unità immobiliare come abitazione principale, purché non fosse titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove era ubicata la casa coniugale.
 
In sintesi: l’IMU deve essere interamente versata dal coniuge assegnatario anche se non proprietario dell’ex casa coniugale, il quale può usufruire sia dell’aliquota ridotta stabilita per l’abitazione principale, sia dell’intera detrazione prevista per detto immobile, nonché della riduzione di € 50,00 per ciascun figlio di età non superiore ai 26 anni, a condizione che dimori e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
 
APT per Finanza In Chiaro