IMU – Guida pratica e completa: Regole da rispettare per la compilazione

REGOLE DA RISPETTARE PER LA COMPILAZIONE
 
se l’acconto è pari a zero non bisogna presentare il modello F24, se però si usa un credito d’imposta per pagare l’Imu, ad esempio il credito Irpef risultante dal 730, allora il modello va presentato;
 
salvo diverse decisioni comunali, l’importo minimo da versare è 12 euro. Così, ad esempio, se l’acconto è 10 euro, si pagherà tutto a saldo;
 
in caso di comproprietà, va usato un modello per ogni soggetto tenuto al pagamento dell’imposta;
 
nel caso dell’abitazione principale, vanno inserite nello stesso rigo con il codice tributo 3912 le pertinenze. Quindi il «numero immobili» va da 001 (se c’è solo la casa) a 004 (se c’è una pertinenza per ogni categoria catastale C/2, C/6 e C/7);
 
le somme vanno arrotondate all’euro per ogni rigo con un proprio codice tributo;
 
per ogni rigo, va sommata l’Imu dovuta sugli immobili situati nello stesso Comune ai quali si applica lo stesso codice tributo. Ad esempio, una seconda casa, un box e un negozio, finiranno tutti e tre in un rigo con il codice 3918 (quota comunale) e in un altro con il 3919 (quota statale). Da notare che in corrispondenza della quota statale va indicato comunque il codice del Comune;
 
si può usare lo stesso modello per immobili situati in Comuni diversi, usando righi
diversi, ognuno con il codice del Comune.
 
Imu: per i beni in leasing paga il locatario
 
In vigenza di contratto la soggettività passiva grava sul locatario nel caso di locazione finanziaria ai fini IMU, l’art. 9, D.Lgs. n. 23/2011, richiamato dal D.L. n. 201/2011, stabilisce che è soggetto passivo dell’IMU il locatario. Tale soggettività decorre dalla dati di stipula del contratto e per tutta la durata dello stesso.
 
In deroga al principio che individua il presupposto per l’applicazione dell’IMU nel possesso degli immobili, la soggettività passiva IMU, rispetto agli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, detenuti in leasing, è riferita al locatario (art. 9 co. 1 del D.Lgs. 23/2011).
 
La soggettività passiva IMU si configura in capo al locatario finanziario a decorrere dalla data della stipula del contratto di leasing e per tutta la durata dello stesso. La disposizione ricalca quella già contenuta, ai fini dell’ICI, nell’art. 3 co. 2 del D.Lgs. 504/92.
 
Imu: l’abitazione principale parzialmente locata
 
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la circolare n. 3 del 18 maggio ha chiarito che per sapere se sulla prima casa occupata dal proprietario per la parte principale e data in affitto per la parte rimanente vada pagata oltre all’Imu anche l’Irpef sull’affitto, si deve guardare al canone. Se è inferiore alla rendita catastale rivalutata del 5% si paga solo l’Imu.
 
 Se è più alto della rendita rivalutata bisognerà pagare l’Imu e l’Irpef. L’Imu sostituisce, a norma del comma 1 dell’art. 8 del D. Lgs. n. 23 del 2011, l’Ici e, per la componente immobiliare l’Irpef e le relative addizionali comunali e regionali dovute in riferimento ai redditi fondiari concernenti i beni non locati.
 
La sostituzione dell’Irpef comporta, in via generale, che per gli immobili non locati (compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito e quelli utilizzati a uso promiscuo dal professionista) o non affittati risulta dovuta la sola Imu mentre per quelli beati o affittati risultano dovute tanto l’Imu quanto l’Irpef.
 
Particolare risulta l’ipotesi dell’abitazione principale “parzialmente locata” trattandosi al tempo stesso di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte.
 
In tal caso il Ministero ha ritenuto, sulla falsariga delle scelte interpretative operate ai fini Irpef fino al 31 dicembre 2011, che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca).
 
Sono, invece, dovute sia l’Imu che l’irpef nel caso in cui l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%.
 
APT per Finanza In Chiaro