IMU – Guida pratica e completa: RIDUZIONI ED ESENZIONI

Affrontiamo oggi la disciplina IMU in relazione alle agevolazioni ed alle esenzioni. Da quanto si evince dalla circolare 3/DF emerge chiaramente che le agevolazioni stabilite in materia di ICI non sono più applicabili all’IMU, a meno che non siano state espressamente richiamate dalle disposizioni di agevolazione appena citate.
 
 
RIDUZIONI
 
Riduzione della base imponibile
La base imponibile è ridotta del 50% nei seguenti casi:
 
fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’art. 10 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, recante il “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137”;
 
per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni .
 
 
 La norma prevede che l’ inagibilità o l’inabitabilità sia accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa a tale previsione, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
 
 
Riduzione dell’aliquota
 
I comuni possono ridurre l’aliquota fino allo 0,4% nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’art. 43 del TUIR, o nel caso di immobili posseduti da soggetti passivi IRES.
 
Beni merce
 
Per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita – fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati -, per un periodo non superiore a tre anni dall’ultimazione dei lavori i comuni possono deliberare la riduzione dell’aliquota applicabile fino al 0,38%.
 
ESENZIONI
 
Con il DL n. 201/2011 e il DL n. 16/2012 il legislatore ha profondamente modificato l’apparato delle esenzioni prevedendo, in generale, l’abrogazione tacita di numerose esenzioni previste in precedenza dalla disciplina ICI.
 
Evidenziamo, innanzitutto, che l’art. 13. comma 13, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che restano ferme le disposizioni dell’art. 9 del D. I gs. n. 23 del 2011, il quale al comma 8 prevede che sono esenti “gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dal comune, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali”.
 
Il legislatore, inoltre, ha previsto il mantenimento delle seguenti esenzioni, previste dalla norma istitutiva dell’ICI all’articolo 7 comma 1. In particolare, si tratta delle seguenti esenzioni:
 
 fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
 
fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
 
fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
 
i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto 1’1 I febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
 
i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
 
i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina. In merito a tali terreni, l’art. 4, comma 5-bis del D. L. n. 16 del 2012, stabilisce che con decreto di natura non regolamentare possono essere individuati i comuni nei quali si applica l’esenzione in esame sulla base dell’altitudine riportata nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT, nonché, eventualmente, anche sulla base della redditività dei terreni.
 
Le modifiche all’articolo 7 comma 2 della legge istitutiva dell’ICI
 
La lettera i) dell’articolo 7 comma 2 del D.Lgs. n. 504/92, modificata recentemente dall’articolo 91 bis del DL n. 1/2012, prevede l’esenzione immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73, comma 1, lett. c), del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lett. a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.
 
Il DL liberalizzazioni, al riguardo, ha previsto che:
 
l’esenzione opera esclusivamente nel caso in cui le attività siano svolte con modalità non commerciali
 
qualora l’unità immobiliare abbia un’utilizzazione mista l’esenzione si applica solo alla frazione di unità nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l’individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attività;
 
nel caso in cui non sia possibile procedere all’individuazione della frazione di unità nella quale si svolge attività commerciale l’esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell’immobile quale risulta da apposita dichiarazione.
 
Esenzioni per le ONLUS
 
Secondo quanto previsto dal D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l’esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti. Tale disposizione, secondo quanto chiarito dal Ministero, è applicabile anche all’IMU in virtù del richiamo generale ai tributi locali contenuto nella norma, nel limite della quota di competenza del comune.
 
APT Per Finanza In Chiaro