La gestione dello stress a Wall Street

Oggigiorno i traders vittime dello stress dispongono di una serie di possibilità per limitare i danni che esso provoca. Si va dalle cure mediche personalizzate, al soggiorno in strutture specializzate in programmi di benessere. La scorsa estate, Nandu Narayanan, un gestore di fondi atipici, ha rischiato di perdere il suo proverbiale sangue freddo.

Nel pieno delle forte vendite che hanno contrassegnato il mese di agosto, con un mercato del credito completamente a “ secco”, numerose banche così come molti fondi atipici sono stati costretti a vendere a prezzo di saldo.

La paura di vedere il fenomeno estendersi ai titoli garantiti da ipoteca ha provocato a Wall Street un crollo del 10%.

 “ La situazione nella quale ci troviamo da qualche settimana è la più stressante di tutti i tempi”, testimonia Narayanan, 43 anni, che a onor del vero grazie alle sue posizioni a breve termine è riuscito pure a guadagnare nella tormenta estiva.

 “ Per me, è una vera tortura”. Il fondatore della società di gestione Trident Investiment Management non è l’unico ad esprimersi in questi termini. In effetti quanto accaduto non è una semplice “correzione”. Al contrario ci si trova di fronte ad una crisi finanziaria paragonabile a quella che portò al crollo dei mercati asiatici del 1998 o quella che contrassegnò la caduta dei corsi per la bolla elettronica del 2000.

Forti emozioni.

 E’ fuor di dubbio che crisi come quella attuale non possono fare altro che provocare forti tensioni ed il bilancio a posteriori di quanto accade può rilevarsi drammatico per i traders impegnati a difendere le proprie posizioni. Provate a pensare alle conseguenze di un fallimento personale o alle perdite finanziarie dei propri clienti, senza dimenticare i danni al proprio status, al proprio prestigio e alla propria immagine. Per alcuni di loro è la fine di una carriera, per altri costituisce un banco di prova dei più impegnativi.

Si parla poco dell’investimento psicologico necessario oggi per poter affrontare il mercato.

 “ Generalmente le persone che operano a Wall Street sono considerate dei duri, ed i loro comportamenti potrebbero anche avvalorare questa tesi” afferma Alan Hilliker, cacciatore di teste per conto della Egon Zehnder International.

I casi di traders che ricorrono all’uso di sostanze anfetaminiche o addirittura droghe si stanno moltiplicando.

Si respira un’aria ben diversa oggi rispetto a quella degli anni ’80, contrassegnata, allora, da un clima di totale ottimismo nei confronti del mercato. A dire il vero casi estremi non mancavano nemmeno nella Wall Street di quegli anni. Si parlò per intere settimane di un alterco tra due traders che culminò con la distruzione di un computer, fracassato sul pavimento e pestato con foga da uno dei due operatori.

Un fatto del genere oggi sarebbe inammissibile. I traders dei nostri giorni sono molto più professionali e l’ambiente di lavoro in cui si muovono molto più istituzionalizzato con ferree regole di comportamento.

Per contro impazza l’uso del Ritalin tra gli addetti al lavori. Serve, dicono, per migliorare la propria capacità di concentrazione e conservarsi lucidi mentalmente per diverse ore. Il tutto, manco a dirlo, da consumarsi dietro prescrizione medica.

 E’ così che le tasche dei traders sono diventate arsenali di antidepressivi e pillole per i consumi più disparati. A trarne beneficio sono evidentemente le farmacie e… gli avvocati. Si perché pare proprio che a fare le spese dello stress da Borsa siano le unioni coniugali.

 Ma il problema non è di quelli che si possono sottovalutare visto che un’istituzione come la Goldman Sachs offre programmi in centri benessere per il recupero fisico e automotivazionale a traders ed operatori impegnati a vario titolo a Wall Street. Gia Maron, portavoce della Goldman, ha dichiarato recentemente che “ … una buona forma fisica ed una perfetto equilibrio psichico sono aspetti che contano sempre di più”.

Si è provveduto all’interno della sede Goldman ad attrezzare sale preposte a tale scopo. I dipendenti possono così seguire corsi di vario genere potendosi avvalere della consulenza di “ guru” esperti in salute mentale e fisica.

 Per i meno fortunati non resta che “ il fai da te”. Lunghe passeggiate, bicicletta o palestra per evitare di cadere nei farmaci, che oggi ti danno e domani ti presentano il conto… salato il più delle a giudicare dal continuo aumento di malattie dovute a nevrosi ed abuso di farmaci coi loro innegabili effetti collaterali.

Saper prendere le distanze

Altra forma per fuggire allo stress da Borsa è rappresentata dalla modalità dell’ investimento. Pare che a soffrire maggiormente di stati depressivi siano quegli operatori che prediligono posizioni a breve e brevissimo termine . Le statistiche a tale proposito parlano chiaro. L’attesa di un riscontro, di una trimestrale, generano stati di spossatezza mentale. Si contano i secondi che mancano all’ora “ X “.

 “ Una sorta di resa dei conti” asserisce Marvin Roffman, titolare di uno dei più avviati studi di consulenza titoli. Secondo Roffman è necessario mantenere una strategia di lungo termine per poter avere di ritorno una percezione analoga. Ama a tale proposito ricordare il suo Maestro, il leggendario Warren Buffet.

“ Il lungo termine – sostiene- genera maggiori profitti e aiuta ad avere sonni tranquilli”.

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