La stangata di S&P: taglio al rating francese

La stangata di S&P: taglio al rating francese

L’agenzia di rating ha rivisto il giudizio su Parigi portandolo a “AA” con outlook stabile. “Scarsa flessibilità nel bilancio”, questa la ragione del declassamento per S&P che vede poche possibilità di ridurre il debito transalpino nel breve periodo

Standard & Poor ha declassato il rating della Francia abbassandolo ad “AA”. Una decisione maturata in quanto “il paese ha perso il suo margine di flessibilità finanziaria e non è stato in grado di riformare di più a causa della continua alta disoccupazione”. L’outlook indicato da S&P è ora “stabile”, il che significa che l’agenzia di rating non ha intenzione di cambiare il suo giudizio nel breve o medio termine.

S&P ha spiegato in una nota la sua decisione, sottolineando come come la scarsa flessibilità del bilancio sia pesata abbia portato ad abbassamenti del rating anche in altri paesi in passato. “In particolare – ha osservato l’agenzia – sembra che il governo abbia ora minori margini di manovra per aumentare le entrate”, e quindi ridurre debito del paese.

“Crediamo – continua S&P – che le misure di politica economica assunte dal 23 novembre 2012 (quando S&P aveva confermato il rating del paese) non hanno ridotto il significativo rischio che il tasso di disoccupazione rimanga al di sopra del 10% fino al 2016”. Inoltre “l’attuale livello di disoccupazione mina il sostegno popolare necessario per nuove riforme strutturali e rischia di influire sulle prospettive di crescita a lungo termine”.

Il rating della Francia ha ora un outlook “stabile”. La possibilità di alzare o abbassare il rating nel corso dei prossimi due anni quindi, per S&P, è “meno di una su tre”.

S&P fu nel gennaio del 2012 la prima agenzia di rating a togliere alla Francia la tripla “A”, seguita poi anche da Moody’s e Fitch Ratings.

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