Paolo Scaroni (Eni): un grande manager che parla chiaro

Paolo Scaroni (Eni): un grande manager che parla chiaro

Il più grande manager pubblico che vanta il nostro Paese, invidiatoci da tutto il mondo, lancia un monito che non può rimanere inascoltato, dice Paolo Scaroni: “Che futuro può avere un continente come l’Europa in cui il costo dell’energia è il triplo rispetto a quello degli Stati Uniti? La soluzione? Shale gas e nucleare”. Questo è parlar chiaro e dire la verità, tutto il resto (compresa l’energia “verde”) sono solo chiacchiere.

Intanto prosegue il braccio di ferro, venerdì telefonata Lavrov-Kerry

Roma, 8 mar. (TMNews) – Per l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni la crisi ucraina non avrà per ora conseguenze sulle forniture di gas all’Italia. In un’intervista al quotidiano “La Stampa”, l’ad di Eni guarda al dopo-Kiev e sostiene che l’Europa dovrebbe ripensare la sua politica energetica. “Prima di tutto l’Europa deve prendere atto che un continente dove l’energia costa il tripo che negli Usa ha un futuro difficile”. “E’ necessario – afferma Scaroni – puntare su shale gas (gas di scisto, ndr.) e anche su nucleare”.

Intanto continua il braccio di ferro tra Mosca, che ha assunto il controllo della Crimea e minaccia di estenderlo ad altre regioni dell’Ucraina, e l’Occidente che, dal canto suo, brandisce la minaccia di nuove sanzioni verso la Russia. A Donetsk, nell’estremo est ucraino, feudo del deposto presidente Viktor Yanukovich, i filorussi hanno convocato per sabato mattina una grande manifestazione contro il governo di Kiev.

Venerdì durante un colloquio telefonico il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha messo in guardia il segretario di stato americano John Kerry contro un’azione precipitosa o l’imposizione di sanzioni potenzialmente nocive per le relazioni russo-americane.

Secondo il Pentagono attualmente sono presenti in Crimea 20.000 soldati russi, mentre le autorità ucraina indicano oltre 30.000 uomini.

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