Piazza Affari si salva, in calo le altre Piazze europee

Piazza Affari si salva, in calo le altre Piazze europee

La Borsa milanese resiste

Moncler riparte alla grande, ancora denaro sulle utilities. Contrastati i bancari, su le Big, giù le Popolari. In calo ancora Telecom Italia.

Soltanto il nostro Ftse Mib (+0,08%), fra i principali indici di Borsa del Vecchio Continente, si è salvato dalle vendite, Francoforte (-0,5%), Londra (-0,4%) e Parigi (-0,4%), nonostante l’ottima apertura di Wall Street, hanno visto prevalere le vendite.

La Borsa americana naviga ancora col vento in poppa, il Dow Jones sta per raggiungere quota 26.000 punti e non si riesce ancora a capire fino a quando durerà questo storico trend rialzista in atto da diversi anni.

Partiva male la seduta per il nostro indice di riferimento, ma immediatamente arrivavano solo acquisti ed in pochi minuti venivano azzerate le perdite, poi ben poco fino al fixing.

Contrastato il comparto bancario con le Popolari in calo: Bper Banca (-1,95%), Banco BPM (-1,09%) ed Ubi Banca (-0,55%), mentre le Big hanno trovato nuovi compratori: Unicredit (+0,99%), Intesa Sanpaolo (+0,46%) e Mediobanca (+0,31%). Da sottolineare la striscia positiva di Intesa che è arrivata ad otto sedute, il titolo non terminava le contrattazioni su questi livelli dall’agosto del 2015.

La palma di titolo del giorno va assegnata tuttavia a Moncler (+3,14%) che ha fatto segnare il secondo miglior fixing di ogni tempo.

La piazza d’onore è andata a Leonardo (+1,81%) promossa da Société Générale, mentre sul gradino più basso del podio è salita A2A (+1,35%) in una giornata positiva per le utilities: Terna (+1,10%), Italgas (+0,77%) e Snam Rete Gas (+0,59%).

Ennesima seduta di passione per Telecom Italia (-1,63%) che si è rimangiata quasi del tutto il guadagno messo a segno nei primi giorni del nuovo anno.

Prese di profitto per Pirelli (-1,39%) e nuovo scivolone per Buzzi Unicem (-1,27%). Segnaliamo infine il ribasso di Recordati (-1,27%) penalizzata da Credit Suisse che ha ridotto il rating ad “Underperform”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro