Wall Street contrastata, sale il DJ scendono S&P500 e Nasdaq

Wall Street contrastata, sale il DJ scendono S&P500 e Nasdaq

Apertura decisamente negativa per gli indici a stelle e strisce, ma per tutta la prima parte della seduta sui book sono arrivati solo ordini di acquisto, dopo un periodo di assestamento tornavano le vendite, quindi, il rimbalzo finale.

Ha maggiormente sofferto il Nasdaq (-0,63%) mai arrivato sopra la parità, gravato dal calo di Apple (-2,25%) che comunque ha terminato le contrattazioni sui massimi di giornata. Per la società di Cupertino una trimestrale “allarmante”, l’azienda infatti dopo quindici anni ha visto ridursi sia gli utili che il fatturato.

Per il titolo della mela anche una bocciatura, Stifel, infatti, ha tagliato sia il rating (da Buy ad Hold) che il target price (da 130 a 115 dollari) prevedendo per i prossimi trimestri vendite di iPhone inferiori alle stime precedenti.

A sostenere le quotazioni del Dow Jones (+0,17%) ci ha pensato Boeing (+4,69%) con un’ottima trimestrale corredata dalla revisione al rialzo delle stime per l’intero esercizio. In calo, ma migliori delle previsioni i dati di Coca Cola (-0,24%) che tuttavia col passare delle ore ha perso i guadagni iniziali.

Sempre i dati trimestrali promuovono nettamente Garmin (+0,48%), ma anche in questo caso il titolo, partito con un consistente rialzo (+4,5%) ha perso smalto col passare delle ore.

Da segnalare il calo del prezzo del petrolio, sceso per la terza seduta consecutiva, tuttavia sia Chevron (+0,42%) che Exxon (+0,43%), dopo una partenza difficile, hanno invertito la rotta.

In controtendenza anche il settore biotech, gran balzo di Biogen (+3,66%) che cerca di uscire da un periodo di difficoltà. Bene anche Gilead Sciences (+1,30%) e Celgene (+0,80%).

Sempre riferendoci al Nasdaq va sottolineato il guadagno double-digit di Akamai Technologies (+14,61%) che non faceva segnare un rialzo mensile di queste proporzioni dal lontano 2000.

Concludiamo rimarcando il calo dell’oro dovuto probabilmente all’indebolimento del dollaro ritornato oltre quota 1,09 rispetto all’euro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro