Wall Street non si smentisce mai

Wall Street non si smentisce mai

Classica seduta a Wall Street, nella prima mezz’ora sembra che il mercato voglia prendere una certa direzione, poi … tutto si acquieta, ed alla fine ci si domanda: possibile che i dati macro non abbiano più alcun impatto sui principali indici di Borsa?

Il mercato sembra anestetizzato, non reagisce, o meglio, appena reagisce scatta anche l’effetto elastico, ossia si torna allo stato di partenza.

Ad esempio il Dow Jones (-0,10%) parte sui 21.050 punti, nella prima mezz’ora scende a 20.970 punti e qualche minuto dopo è sotto i 20.950, insomma nei primi quaranta minuti l’indice più vecchio del mondo perde 100 punti, ossia lo 0,5%.

Neppure il tempo di dire: guarda che effetto hanno avuto sul mercato il PMI di Chicago (sceso a 55,2 punti) e le vendite di case (-1,3%), che arriva immediatamente il rimbalzo; ed un’ora dopo l’inizio delle contrattazioni siamo di nuovo sulla parità.

Insomma tutte le supposizioni fatte … vanno tranquillamente a farsi benedire, ed allora si cambia opinione, si dice: dopotutto il PMI di Chicago resta saldamente sopra quota 50 punti e la vendita di case in corso non è poi così rilevante.

Certo basta volerlo e si trova una giustificazione a tutto, rimane il fatto, tuttavia, che quota 21.000 per il Dow Jones, quota 2.400 per lo S&P500 e quota 6.200 per il Nasdaq sono valutazioni fuori mercato e prima o poi ce ne renderemo conto tutti.

Se il mondo è turbolento significa che le cose non stanno andando bene, cerchiamo di mettere una toppa a tutto, ma non si può continuare all’infinito.

C’è chi dice che ci vorrebbe una maggior liquidità e chi dice invece che la liquidità attualmente sul mercato è eccessiva e va drenata, di sicuro i tassi sono oggigiorno estremamente bassi ed alterano le quotazioni sia del reddito fisso che dell’equity.

Oggi, sotto pressione, abbiamo avuto il comparto bancario e Wall Street non ha fatto eccezione, sul fondo troviamo infatti Goldman Sachs (-3,28%) e JP Morgan (-2,09%).

Vedremo nelle prossime sedute se questo è un segnale che deve esser preso in considerazione oppure se, come ormai è accaduto molte volte, tutto si tranquillizzerà.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro