Wall Street si rimangia tutto

Wall Street si rimangia tutto

Indici americani in caduta libera

Praticamente si salva solo Apple. Comparto petrolifero a picco, il prezzo dell’oro nero è tornato ai valori del 2012, crolla Alcoa dopo i conti.

Dopo la miglior seduta dell’anno ecco la peggior seduta dell’anno, visto che un po’ tutti avevano previsto volatilità Wall Street non vuole deludere le attese.

Cosa abbia scatenato ieri l’euforia non è dato a sapersi, cosa abbia oggi scatenato il panico … nemmeno.

Le minute del FOMC non avrebbero dovuto muovere eccessivamente il mercato, ma naturalmente, vista la reazione avuta, la quasi totalità degli osservatori le ha “lette” come un allungamento del periodo di “tassi a zero”.

Il fatto che diversi Governatori della Fed di vari Stati avessero comunque voluto una politica monetaria un po’ meno accomodante, ma nonostante ciò avessero prudenzialmente votato a favore del mantenimento delle attuali condizioni, non poteva esser letto in maniera euforica dal mercato, sembrava più una dichiarazione per “vedere l’effetto che fa” ed in questo senso sembra trovare una spiegazione logica la seduta odierna.

Insomma, in soldoni, non era lecito attendersi l’euforia registrata ieri ed oggi il mercato ha “corretto”.

A mio avviso dovremmo preoccuparci non tanto del calo registrato oggi a Wall Street, quanto della reazione esagerata, almeno all’apparenza, alla prima trimestrale.

Alcoa, ieri, a mercati chiusi, aveva comunicato la prima trimestrale che ha messo in evidenza un balzo dell’EPS, è vero che i ricavi non hanno centrato le attese, ma i 31 centesimi di utile per azione, rispetto ai 22 attesi a mio avviso meritavano una reazione diversa dal mercato.

Ed invece nell’after hours il titolo guadagnava oltre 2 punti percentuali, mentre al fixing odierno ha fatto segnare un ribasso di quasi cinque punti percentuali. Insomma una lettura così diversa trova davvero poche giustificazioni, oltretutto in questo caso non stiamo parlando di “opinioni” ma di numeri e spiegare come gli stessi numeri facciano guadagnare due punti il giorno prima e perderne cinque il giorno dopo non è agevole.

Ovviamente siamo solo all’inizio, attendiamo sviluppi, ma i segnali non sembrano confortanti.

Il petrolio a livelli così bassi non è affatto una buona notizia e non solo per le aziende del settore, ma questo discorso meriterebbe una trattazione a parte.

Dow Jones (-1,97%) nessun titolo ha fatto registrare una variazione positiva.

I maggiori ribassi hanno riguardato un ciclico come Caterpillar (-3,26%) e i due petroliferi Exxon Mobil (-2,95%) e Chevron (-2,92%)

S&P500 (-2,07%) soltanto tre i rialzi, Simon Property (+0,34%), Apple (+0,22%) e Walgreen (+0,15%)

Pesantissimi i ribassi di Halliburton (-5,18%), Hewlett Packard (-4,45%) ed Apache (-4,16%).

Nasdaq (-2,02%) soltanto la già citata Apple si è salvata dalle vendite.

Sul fondo il comparto telefonico, la solita Vimpel (-5,94%) e Vodafone (-5,74%), quindi Micron Technology (-5,20%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro