Wall Street si sgonfia, la Fed rimarrà ferma, però …

Wall Street si sgonfia, la Fed rimarrà ferma, però …

Più o meno il mercato deve aver ragionato in questi termini, la Fed ormai non si arrischierà a muovere i tassi nella riunione che inizia domani, contemporaneamente, però, si pone questa domanda: la decisione è già scontata nei prezzi?

E la risposta parrebbe essere proprio SI’. Quindi val la pena vendere.

Seconda domanda: cosa dirà la Yellen per dare un contentino ai falchi del Board che ormai vengono dileggiati da troppo tempo?

Ed infine, se non si alzassero i tassi per l’intero 2016 quale messaggio verrebbe dato al mercato? Si potrebbe continuare a dire che va tutto bene (o quasi) come ormai da tempo si ripete, forse anche per ragioni “elettorali”?

Insomma personalmente sono convinto che a settembre non si muoveranno i tassi negli Usa, ma dopo l’elezione del nuovo Presidente (chiunque esso sia) la Fed non potrà esimersi dall’annunciare un ritocco di un quarto di punto.

Oggi avevamo assistito ad una partenza a razzo, probabilmente sull’onda della seduta decisamente positiva delle Borse del Vecchio Continente, ma dopo una mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni si era già toccato il massimo di giornata, poco sopra i 18.250 punti per quanto riguarda il Dow Jones.

Da lì si cominciava quindi a scendere, ma su quota 18.100 si rimbalzava, Nell’ultima ora di contrattazione, tuttavia, prevalevano di nuovo le vendite ed il fixing arrivava, anche se solo razionalmente sotto il livello della parità.

Stessa sorte per lo S&P500, mentre qualcosa in più ha perso il Nasdaq.

Dopo il gran balzo della vigilia non ha potuto evitare le prese di profitto Intel (-1.35%), in calo anche Apple (-1,17%) e continua il trend negativo, iniziato con i massimi di luglio, di Verizon (-1,31%).

Dopo una partenza positiva chiudono sui minimi di giornata i petroliferi: Chevron (+0,20%) ed Exxon (-0,24%).   

Da segnalare il guadagno di General Motors (+2,42%) sulla scia di una promozione arrivata da Morgan Stanley, una bocciatura invece, penalizza PayPal (-1,70%).

Sul Nasdaq continua il recupero di Liberty Media (+2,89%) iniziato dopo il crollo dello scorso 18 aprile, ed a proposito di titoli in recupero non si può non rimarcare l’eccellente seduta di Netapp (+2,38%) che plana a 35,64 dollari, una quotazione che non toccava da ben 18 mesi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro