Banca Italia: crescono i prestiti alle famiglie e i mutui

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La crisi economica che abbiamo vissuto negli ultimi anni ha prodotto effetti devastanti con ripercussioni sfavorevoli anche sui mutui, finanziamenti classici e sui finanziamenti online (vedi http://www.calcoloprestito.org/guida/finanziamenti-online ). Dopo uno stallo duraturo, oggi finalmente qualcosa si muove, e i segni positivi ritornano a fare capolino in maniera più forte.

Gli ultimi dati

A maggio 2017 secondo l’Associazione Bancaria Italiana, i prestiti alle famiglie e imprese sono cresciuti dello 0,8%, rappresentando un miglioramento rispetto a quanto si era verificato nei mesi precedenti. Anche il mercato dei mutui sta mostrando dei buoni margini di miglioramento: ad aprile di quest’anno viene rilevato al +2,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Ancora, più nello specifico, vengono analizzati i livelli di tasso d’interesse e delle sofferenze, cercando di capire quindi quali segnali positivi se ne possano ricavare.

I tassi d’interesse e le sofferenze

Bisogna innanzitutto ricordare come le operazioni quali mutui e finanziamenti avevano subito un forte rallentamento in seguito alla crisi finanziaria. Oggi le condizioni stanno lentamente cambiando, la fiducia del consumatore, sebbene lentamente, cresce, e a trarne beneficio sono i movimenti bancari, anche se i tassi d’interesse odierni sono ben lontani dal tornare alle cifre che venivano registrate prima della crisi.

Infatti, mentre nel periodo pre crisi i tassi d’interesse applicati sui prestiti alla clientela erano attestati attorno ai 6,18 punti percentuale, a maggio 2017 il tasso medio sul totale dei prestiti accesi si attesta sul 2,79%, che risulta essere il minimo storico, tenendo conto anche nel mese precedente in cui era a 2,81 punti percentuale.

I finanziamenti alle imprese

Per quanto riguarda le nuove operazioni di finanziamento alle imprese, a maggio del corrente anno troviamo un 1,56%, mentre ad aprile era 1,53%, ma nel 2007, prima della crisi economica, si attestava sul 5,48%. A testimonianza della ripresa abbiamo le sofferenze bancarie, cioè quelle azioni intraprese dalle banche a scapito dei clienti insolventi, in quanto solitamente impossibilitati a saldare i debiti con gli istituti di credito.

Sofferenze bancarie

Durante gli anni di crisi, infatti, le sofferenze hanno avuto un’impennata preoccupante, proprio per il significato intrinseco che ha questa estrema manovra bancaria, il che significava, nella maggior parte dei casi, fallimenti, revoca dei fidi presso tutte le banche, chiusura delle attività.

Una diminuzione della sofferenza bancaria è quindi un segnale positivo, una conferma che una certa ripresa stia avvenendo realmente. Le sofferenze nette, calcolate cioè al netto delle svalutazioni effettuate dalle stesse banche con le proprie risorse, si sono attestate a maggio del 2017 a 77,2 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto al mese precedente, ma soprattutto il punto più basso dal 2014. Teniamo conto che a novembre del 2015 si era toccato il picco degli 89 miliardi di euro, quindi al momento abbiamo una riduzione di ben 13 punti percentuale.

Questi dati confermano i miglioramenti del primo trimestre del 2017, con la crescita dei mutui e dei finanziamenti, cosa che fa ben sperare per il futuro, anche se siamo ancora in una fase non stabile e sotto stretto controllo, ma con delle previsioni ottimistiche.

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