Banche solide: Quali sono i criteri di valutazione?

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Da quando, nel 2008, è cominciata l’attuale crisi economica, si è potuto assistere, purtroppo, al fallimento di numerose banche ed alla conseguente “sparizione” dei risparmi dei loro clienti. Ciò ha sicuramente portato un gran numero di persone a chiedersi se sia possibile trovare ancora una banca che offra garanzie di solidità, e dunque rappresenti un luogo sicuro dove depositare il proprio denaro. La risposta è sì, certamente, basta porre la giusta attenzione nella scelta dell’istituto bancario ad alcuni particolari fattori che influenzano la solidità dello stesso.

Innanzitutto, è necessario informarsi sull’indice di solidità della banca (detto propriamente Cet1), calcolato matematicamente dividendo la disponibilità creditizia per il rischio: questo indice è di basilare importanza per la scelta di un istituto che dia buone garanzie, tanto che la BCE (Banca Centrale Europea) ha imposto alle banche un valore minimo di 10,50%, sotto il quale vengono classificate come instabili e poco sicure. Alcune delle banche solide sotto questo aspetto sono Intesa Sanpaolo (12,8%), Bper (14,47%) e Credem (13,51%).

I principali fattori per cui una banca perde solidità e si addentra in terreni economici instabili sono tre: l’eccesso di sofferenze bancarie (cioè l’aver prestato troppo denaro a clienti posteriormente rivelatisi insolventi), le perdite su operazioni finanziarie proprie (dovute spesso ad azzardi in compravendite di azioni troppo imprevedibili) ed infine dai crediti deteriorati.

Proprio questi ultimi sono trai peggiori nemici delle banche italiane: rappresentano tutta quella (ingente) fetta di capitali prestati dalle banche ormai da molto tempo senza vederne alcun rimborso, a causa di difficoltà temporanee dei debitori.

Numerose banche italiane hanno più del 15% dei crediti deteriorati: ciò rappresenta una situazione ben distante dall’ideale, e difficilmente sostenibile in futuro; per queste ragioni è una condizione seguita molto attentamente sia dal Ministero dell’Economia, sia da associazioni private come ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori).

Va inoltre considerata la quantità degli accantonamenti effettuati da una banca: se un istituto bancario è solido, essi saranno limitati e coinvolgeranno poco capitale, viceversa verranno probabilmente svolte procedure di accantonamento per coprire evidenti sofferenze. Con questo metodo, inoltre, le banche riescono a “coprire” eventuali mancanze nell’indice di stabilità Cet1, che dunque si dimostra non totalmente affidabile.

È dunque evidente che per il piccolo cliente sia molto difficile rendersi conto dell’effettiva solidità di una banca: la prudenza consiglia di andare coi piedi di piombo, e racimolare più informazioni possibili sui bilanci reali della banca.

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